Chi è The Stig, il pilota più misterioso della TV, star di Top Gear

Il pilota di volto... senza volto: sotto l'immancabile casco, The Stig è diventato presto uno dei protagonisti assoluti di Top Gear: ma chi è davvero?

Foto di Manuel Magarini

Manuel Magarini

Giornalista automotive

Classe 90, ha una laurea in Economia Aziendale, ma un unico amore: la scrittura. Da oltre dieci anni si occupa di motori, in ogni loro sfaccettatura.

Pubblicato: 30 Luglio 2024 12:00Aggiornato: 27 Settembre 2024 12:54

Un misterioso pilota, sulle cui gesta sono usciti dei racconti leggendari: fin dal suo ingresso nel cast della popolare trasmissione televisiva, The Stig ha monopolizzato l’attenzione di Top Gear. Gli spettatori lo hanno potuto ammirare immancabilmente col casco indosso al volante di bolidi stratosferici, come una sorta di “coach” delle celebrità chiamare a testare le vetture, spingendone le performance al limite.

Tra verità e fantasia, se ne sono sentite di cotte e di crude su The Stig, senza che il diretto interessato aprisse mai bocca, uno dei grandi motivi dietro la riuscita del personaggio, scatenando la curiosità sull’identità segreta. Creato dalle vivaci menti di Clarkson e Wilman, si è poi appresa una verità sorprendente: diversi driver si sono calati nei suoi panni.

Il primo a fare “coming out” è stato Perry McCarthy, pronto a rivelare di averlo rappresentato nelle S1 e S2 di Top Gear. Negli anni non sono mancate delle apparizioni speciali, tra cui quella di Michael Schumacher nella prima puntata della tredicesima stagione. Era il 2009 e lo scopo era di sponsorizzare una delle Ferrari più veloci di sempre di Maranello, la FXX.

L’uscita allo scoperto di Collins

Quindi, è uscito allo scoperto Ben Collins, uno dei veri The Stig, che ha portato alla luce dei retroscena inediti circa la sua esperienza. “The Stig era il personaggio ideale per me perché non volevo mai essere in TV – volevo solo spingere tutte quelle macchine al massimo della loro velocità. The Stig rimaneva anonimo e guidare veloce era la descrizione del lavoro, quindi nel mio caso era perfetto”, ha dichiarato Collins in un’intervista rilasciata a Redex.

“Col passare del tempo, e con The Stig sempre più fuori casa – ha proseguito –, ho iniziato a divertirmi altrettanto a scherzare con le troupe televisive facendo camminate divertenti e confondendomi con le scale mobili. (…) Essere The Stig con tutta l’attrezzatura e il casco era speciale, e veniva con il dovere di guidare eccezionalmente bene. La gente era leggermente intimidita da lui in un certo senso alla ‘Darth Vader’, il che era piuttosto divertente. E funzionava alla grande con la Polizia…”.

Le memorie in un libro

In proposito Collins ha pure scritto un’autobiografia, intitolata “The Man in the White Suit: The Stig, Le Mans, the Fast Lane and Me”. Tra le pagine condivide le esperienze vissute in prima persona sotto le vesti di The Stig, da storie dietro le quinte di Top Gear ad avventure e sfide affrontate in carriera. Fornisce altresì uno sguardo approfondito nel mondo delle corse professionistiche e della guida acrobatica. La BBC ha presentato domanda affinché il libro venisse pubblicato, respinta dalla Corte Suprema di Londra. In seguito al contenzioso, il posto di Collins lo ha preso un secondo ‘White Stig’, la cui identità è rimasta segreta.

La ragione del mistero mantenuto così a lungo è ascrivibile a una strategia dei produttori. Tramite l’anonimato il personaggio è diventato un mito, una figura leggendaria capace di trascendere la persona dietro il casco. Inoltre, ha contribuito a creare un’aura di mistero intorno al programma, alimentando la curiosità degli spettatori.

L’ultimo della serie

Una volta perso Collins, il personaggio di The Stig ha comunque continuato a dispensare spettacolo. Dal 2010 fino alla fine del programma nel 2022, un collega di talento lo ha incarnato. Si è mormorato parecchio su chi fosse, invano. Tolte le prodezze in pista, rifuggiva alle telecamere. Zero commenti, zero dichiarazioni rilasciate ai microfoni. Durante una sessione di domande e risposte, Jeremy Clarkson ha rivelato che si trattava di Phil Keen, un’icona del British GT.

Seppur goda di poca fama al di fuori dei confini nazionali, Keen costituisce un’icona del motorsport oltremanica. Tra le stelle più luminose nella storia recente della competizione, ha conseguito 24 trionfi, 16 pole position e un titolo messo nel 2009. Inoltre, ha dato prova di talento nella European Le Mans Series, dove attualmente gareggia per la JMW Motorsport. All’attivo conta altresì la vittoria della GT World Challenge Europe Pro-Am nel 2019, alla corte della Lamborghini.