L’infedeltà femminile, da quanto dicono le percentuali, è di 7 punti inferiore rispetto a quella maschile. Va però detto che, rispetto alla seconda, la prima segue dinamiche ben precise, che mettono in gioco un complesso di motivazioni che vanno oltre la voglia di trasgressione.
A dirlo è uno studio della University of Southern Mississippi, che mostra un aspetto peculiare della questione. Il tradimento per una donna, senza generalizzare, si intende, non si traduce solo nel “fare un errore”. Alla base ci sarebbe invece un processo psicologico articolato, che influenza non solo la relazione, ma anche l’immagine di sé.
Come accennato, le statistiche parlano del 20% di uomini sposati e traditori, contro circa il 13% delle donne. Ma, anche se la matematica pone l’altra metà del cielo in minoranza, le ragioni per cui le signore cedono al fascino dell’avventura, appaiono di certo più interessanti.
Ma cosa dice la scienza in merito e quali sono i 4 motivi principali per cui le donne tradiscono?
Legittimizzare l’infedeltà
Una delle sfaccettature più controverse, emersa dallo studio della University of Southern Mississippi (USM), condotto da Michelle M. Jeanfreau e collaboratori, riguarda la concessione di un permesso all’infedeltà.
In soldoni, il matrimonio non funziona? La donna potrebbe essere portata a credere che le circostanze giustifichino “attenzioni” fuori dalla coppia. La maggioranza delle donne coinvolte nell’indagine, ha infatti dichiarato che nel rapporto principale erano venuti meno tempo di qualità, cure e risoluzione di conflitti necessari.
Per esempio:
Tale legittimazione interna contribuisce a dissolvere barricate morali e permette il passo verso un’azione che altrimenti sarebbe rifiutata.
Razionalizzazione
Una volta concessa la “licenza di tradimento”, il passaggio successivo è la razionalizzazione. Lo studio USM ha individuato che le donne infedeli attiverebbero strategie psicologiche per giustificarsi. Come: “era solo emotivo/accidentale”, oppure “era un modo per insegnare qualcosa al partner”.
La razionalizzazione comporta:
L’ultimo passaggio servirebbe a mantenere l’immagine di sé come persona non cattiva, pur compiendo un atto che di norma porterebbe senso di colpa.
Compartimentalizzare
Lo studio evidenzia una terza strategia: la compartimentalizzazione. Le donne tenderebbero a distinguere in modo preciso le due relazioni. E ciò avviene quando nella propria mente si stabilisce che A, il partner ufficiale e B, l’amante, sono due cose separate.
In pratica, il cervello tenta di:
Come per la razionalizzazione, la divisione mentale permette di continuare nell’infedeltà senza che la persona si percepisca in modo negativo. Un altro modo di tenere sotto controllo il senso di colpa e la frattura interna.
Considerarsi “cattive persone”
In ultimo, il momento più critico: quando la persona affronta il conflitto interiore tra l’azione e la propria immagine di sé. Dopo aver razionalizzato e compartimentalizzato, c’è una strada definitiva da imboccare. Ossia quella di ritenersi impossibilitate ad essere fedeli.
Le donne che hanno questa visione di loro stesse, tendono a ritenersi “cattive ragazze”, prive di codici morali. È un altro trucco del cervello per giustificare un’azione, quale il tradimento, o il cambiare spesso partner, come un qualcosa di inevitabile.
Per la serie, Madre Natura mi ha resa così, non posso farci niente. E, ancora una volta, l’obiettivo della mente è di aggirare il senso di vergogna e auto denigrazione che potrebbe derivare da un’azione che la società considera deprecabile.
Un modo per auto tollerarsi, dando la colpa al DNA, invece che affrontare le conseguenze psicologiche e materiali del gesto.