Il sole anche di notte? Un’idea che potrebbe – almeno in un certo senso – diventare realtà grazie alla startup Reflect Orbital: l’azienda, con sede a Hawthorne, ha annunciato l’intenzione di utilizzare satelliti dotati di specchi giganti per riflettere la luce solare verso la Terra durante la notte.
Luce solare di notte per lavori, ricerche e impianti
Ben Nowack, cofondatore e CEO di Reflect Orbital, ha evidenziato le tante applicazioni per la luce solare reindirizzata, soprattutto di notte: “Stiamo lavorando per fornire di notte la luce solare tramite satelliti dotati di specchi molto grandi – ha spiegato Nowack – In questo modo gli impianti solari potrebbero essere ricaricati, le piante potrebbero crescere, i lavori di costruzione potrebbero proseguire 24 ore su 24 e la luce potrebbe essere utile anche nelle operazioni di ricerca e soccorso”.
Per spiegare il progetto, Nowack ha paragonato il materiale di questi ‘specchi’ a quello dall’apparenza metallica dentro un sacchetto di patatine. Ripegato, lo ‘specchio’ arriverebbe alle dimensioni di una scatola da scarpe all’interno di un satellite ma spiegato nello spazio, sarebbe un quadrato di 18 metri per 18 metri che rifletterebbe sulla Terra un cerchio di 5 chilometri di diametro e con una luce quattro volte più intensa di quella di una luna piena.
“Se qualcuno cadesse in mare nel mezzo dell’Oceano Pacifico di notte, basterebbe premere un pulsante sul dispositivo collegato al satellite, ruotare il satellite e l’intera area intorno agli operatori di ricerca e soccorso si illuminerebbe, rendendo molto più facile trovare la persona”, ha affermato Nowack.
Finora Reflect Orbital ha raccolto quasi 30 milioni di dollari di finanziamenti da investitori e oltre 260.000 richieste da parte di aziende che desiderano utilizzare i suoi servizi.
I pericoli della luce solare anche di notte
Non tutti sono però d’accordo. Ad esempio, il dottor Andrew Farnsworth, scienziato che insegna alla Cornell University, teme che la luce solare artificiale possa disorientare gli uccelli, causare collisioni e potenzialmente alterare i ritmi circadiani, il che potrebbe portare a tassi di mortalità più elevati.
“L’impatto dell’inquinamento luminoso rappresenta una deviazione e un’interruzione della migrazione degli uccelli”, ha affermato Farnsworth. “Vorrei tanto vedere un’azienda come questa, che ha un’idea davvero intrigante, poter sviluppare il progetto in modo da non avere effetti negativi ma migliorativi sull’ambiente”.
Lancio prova in autunno
Nowack ha comunque affermato che sono state prese in considerazione le problematiche legate all’inquinamento luminoso, tanto che i satelliti si spegneranno quando non saranno in uso. Un lancio di prova di cinque minuti, previsto per questo autunno, permetterà di raccogliere dati e apportare eventuali modifiche.
“Inizieremo con dei test in un luogo sperduto. Giusto per assicurarci che il progetto funzioni e, in ogni caso, ci saranno delle restrizioni sull’utilizzo e sulle applicazioni”, ha dichiarato Nowack.