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CURIOSITÀ 22 GENNAIO 2026

Il forno a microonde è cancerogeno? La verità sulle radiazioni

Il forno a microonde è stata un’invenzione che ha trasformato la quotidianità e la cucina. Utilissimo per riscaldare o preparare piatti in pochissimo tempo, è diventato un elettrodomestico per molti indispensabile. C’è però chi ha dubbi riguardo al suo funzionamento, in particolare si teme che le radiazioni possano intaccare i cibi ed essere nocive per la salute delle persone. Per capire se questo sospetto sia vero, bisogna conoscere il meccanismo che permette a questo oggetto di funzionare.

Come funziona il forno a microonde

Il forno a microonde scalda e cuoce il cibo grazie all’azione di radiazioni a radiofrequenza. Al suo interno viene generato un campo elettromagnetico che agisce direttamente sulle molecole d’acqua e di grasso negli alimenti.

Nei forni tradizionali, invece, il riscaldamento avviene per trasmissione di calore (dall’aria circostante, da una teglia o da un grill). Per questo a volte si sente dire dire che il microonde scalda il cibo ‘dall’interno’.

Il processo di funzionamento del forno a microonde permette di cuocere gli alimenti in maniera molto più uniforme, tanto da scaldare un arrosto circa sei volte più velocemente di un forno tradizionale. I forni a microonde permettono anche di risparmiare energia, perché si può cucinare subito senza aspettare che il forno si riscaldi prima a una temperatura elevata.

Il forno a microonde è cancerogeno?

Il funzionamento del microonde ha, da sempre, generato un po’ di dubbi e sospetti, in particolare si è diffusa la convinzione che la cottura dei cibi con questo elettrodomestico possa far aumentare il rischio di ammalarsi di tumore.

In realtà le microonde, che sono un tipo di radiazione a radiofrequenza, vengono assorbite dalle molecole di acqua e da altre molecole come quelle di grasso che, grazie all’energia ricevuta, sono in grado di vibrare. L’attrito molecolare provocato dallo sfregamento genera calore e il calore a sua volta cuoce il cibo.

Le microonde appartengono alla categoria delle radiazioni, come fa notare sul suo sito la fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, ma sono diverse dai raggi X e dalla luce solare.

La parola radiazione evoca la radioattività prodotta dalle centrali e dalle armi nucleari, o dagli elementi naturalmente radioattivi, di cui è nota la capacità di interagire con il DNA inducendo mutazioni genetiche che possono effettivamente provocare tumori.

Non tutte le radiazioni sono però capaci di interagire col DNA. Perché questo accada devono avere abbastanza energia, una caratteristica comune ai raggi X, gamma e anche a una parte dei raggi ultravioletti (UV) provenienti dal sole.

Tutte queste radiazioni appartengono alla categoria di quelle ionizzanti, in grado cioè di rimuovere un elettrone da un atomo o una molecola. È proprio la capacità ionizzante, legata all’elevata energia contenuta in una radiazione, a renderla pericolosa per il DNA.

Le radiazioni a radiofrequenza a cui appartengono le microonde, ma anche le onde radio, sono invece a bassa energia e fanno parte delle radiazioni di tipo non ionizzante. Le microonde hanno abbastanza energia per far vibrare gli atomi all’interno di una molecola, ma non abbastanza da allontanare un elettrone dal suo legame.

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