Ridurre il consumo di sale senza rinunciare al gusto dei cibi potrebbe diventare più semplice grazie a un tipo arricchito di potassio, un’alternativa alla tradizionale spezia da cucina che potrebbe contribuire a prevenire molti problemi di salute. Secondo lo studio “Global health outcomes from replacing dietary sodium chloride with potassium-enriched salt”, pubblicato sulla rivista scientifica Nature Health, la diffusione di questo prodotto potrebbe evitare quasi 3 milioni di decessi all’anno nel mondo, soprattutto grazie alla riduzione del rischio cardiovascolare. Ma che cos’è esattamente, dove si trova e, soprattutto, chi dovrebbe evitarlo?
Si tratta di un prodotto che può rappresentare uno strumento utile nella prevenzione dell’ipertensione e delle malattie cardiovascolari, ma non è adatto a tutti. In particolare, le persone con problemi renali o che assumono determinati farmaci devono prestare attenzione, perché un eccesso di potassio nel sangue può avere conseguenze anche gravi.
Il sale arricchito di potassio, chiamato anche sale iposodico o sostituto del sale, è un prodotto alimentare nel quale una parte del cloruro di sodio, il comune sale da cucina, viene sostituita con cloruro di potassio.
Il risultato è un condimento che mantiene una funzione simile a quella del sale tradizionale, ma contiene meno sodio e una quantità maggiore di potassio. La proporzione tra i due minerali varia a seconda del prodotto: alcune formulazioni sostituiscono una parte del sodio, altre arrivano a ridurne sensibilmente la presenza.
Il vantaggio deriva dalle diverse funzioni svolte dai due elementi nell’organismo. Un consumo eccessivo di sodio favorisce l’aumento della pressione arteriosa, mentre il potassio contribuisce a contrastare alcuni degli effetti del sodio e favorisce il mantenimento di valori pressori nella norma.
Il potassio, inoltre, è essenziale per il corretto funzionamento dei muscoli, dei nervi e del cuore. L’obiettivo del sale sostitutivo è quindi duplice: ridurre l’assunzione di sodio e aumentare quella di potassio, intervenendo su due fattori importanti per la salute cardiovascolare.
Il sale arricchito di potassio si trova soprattutto nei supermercati, nei negozi specializzati in alimentazione e nelle farmacie. Può essere venduto come alternativa al normale sale da cucina, con denominazioni come sale iposodico, sale a ridotto contenuto di sodio o sostituto del sale.
È disponibile in diverse formulazioni, generalmente sotto forma di cristalli o granuli, e può essere utilizzato per insaporire numerose preparazioni, dalle verdure alle zuppe, fino ai secondi piatti.
Non bisogna però confonderlo con gli alimenti naturalmente ricchi di potassio. Banane, patate, legumi, verdure a foglia verde e frutta secca contengono questo minerale, ma non sono sostituti del sale: rappresentano fonti alimentari di potassio all’interno di una dieta equilibrata.
È importante anche leggere attentamente le etichette. Non tutti i prodotti definiti iposodici hanno la stessa composizione e alcuni possono contenere quantità differenti di cloruro di potassio.
Nonostante i potenziali benefici, il sale iposodico non è indicato per tutta la popolazione. La principale controindicazione riguarda le persone con funzionalità renale compromessa. I reni, infatti, svolgono un ruolo fondamentale nell’eliminazione del potassio in eccesso attraverso le urine. Quando non funzionano correttamente, il minerale può accumularsi nel sangue e provocare iperkaliemia.
Particolare attenzione è necessaria anche per chi assume determinati farmaci. Anche le persone con diabete di tipo 1, insufficienza cardiaca, insufficienza surrenalica o alcune patologie epatiche possono presentare un rischio maggiore di iperkaliemia.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità, nelle linee guida pubblicate nel 2025, precisa inoltre che la raccomandazione sull’utilizzo dei sostituti del sale contenenti potassio riguarda gli adulti della popolazione generale, ma esclude le persone con problemi renali o condizioni che compromettono l’eliminazione del minerale. Non è invece estesa a bambini e donne in gravidanza, per i quali le evidenze disponibili non sono sufficienti.
Chi rientra in queste categorie non dovrebbe quindi sostituire autonomamente il sale tradizionale con quello arricchito di potassio. È opportuno chiedere prima un parere al medico, che può valutare la funzionalità renale, le terapie in corso e i livelli di potassio nel sangue.
Un altro aspetto importante riguarda le quantità. Il fatto che il sale arricchito di potassio sia potenzialmente più favorevole alla salute non significa che possa essere consumato senza moderazione. Anche questi prodotti possono contenere sodio e un utilizzo eccessivo non risolve il problema di un’alimentazione troppo salata.
L’Oms raccomanda agli adulti di non superare i 5 grammi di sale al giorno, equivalenti a circa 2 grammi di sodio. Per proteggere la salute cardiovascolare è importante intervenire anche sul consumo di prodotti confezionati, salumi, formaggi e alimenti trasformati, che rappresentano importanti fonti di sodio.
Il sale arricchito di potassio può rappresentare un valido alleato nella prevenzione dell’ipertensione, ma deve essere considerato parte di una strategia alimentare più ampia, che comprenda la riduzione del sodio e il consumo di alimenti freschi. La sua introduzione, soprattutto in presenza di patologie o terapie farmacologiche, richiede una valutazione individuale.