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INTRATTENIMENTO 10 MAGGIO 2024

"Baby Reindeer": la vera storia di Martha raccontata in TV

Baby Reindeer” è la nuova serie evento di Netflix, tra le più viste della storia della piattaforma. Decine di milioni di spettatori l’hanno fatta arrivare prima nelle classifiche nazionali dei prodotti più guardati e apprezzati. La torbida storia di un comico vittima di stalking avrebbe però molto lati oscuri nella vita reale, con un personaggio che nella vita reale non sarebbe esattamente come quello descritto davanti alle telecamere.

La vera Martha ha deciso di uscire allo scoperto in un’intervista seguitissima nel Regno Unito, che ha diviso il pubblico tra chi la reputa una persona pericolosa e chi invece la identifica come la vera vittima di una narrazione al contrario. Ma andiamo per ordine.

“Baby Reindeer” da record su Netflix: la trama

“Baby Reindeer” esplora la turbolenta vita di Donny Dunn, un comico alle prese con le difficoltà della vita che precipita in una spirale di violenza e abusi dopo un gesto di gentilezza verso Martha, una donna con un passato inquietante. Interpretato da Richard Gadd, Donny si ritrova intrappolato in un ciclo disturbante di ossessione e manipolazione quando la sua fan inizia a perseguitarlo incessantemente.

Lo stalking innesca una serie di eventi che costringono Donny ad affrontare traumi e abusi subiti in passato. Il protagonista cerca di gestire la propria carriera nella stand up comedy e instaurare una relazione con Teri, conosciuta online, mentre i comportamenti di Martha si fanno sempre più pericolosi.

“Baby Reindeer” approfondisce con narrazioni inedite temi come il consenso, il trauma, l’identità e la ricerca di redenzione. Non tutti sanno però che la serie Netflix è tratta da una storia vera ed è interpretata dallo stesso uomo che l’ha vissuta sulla propria pelle.

La vera storia di “Baby Reindeer”

Quando aveva poco più di 20 anni, il comico scozzese Richard Gadd è stato effettivamente vittima di stalking da parte di una donna più grande che per quattro anni e mezzo gli ha scritto oltre 40mila e-mail, 700 tweet, 100 lettere e inviato 350 ore di messaggi vocali e regali molto particolari. Tra questi il pupazzo di una piccola renna, la “Baby Reindeer” del titolo della serie.

Stando al racconto dell’uomo, la vera Martha l’avrebbe aspettato fuori dalla sua abitazione e seguito al lavoro e sui palchi dei pub. Come il suo alter ego Netflix avrebbe anche molestato le persone vicine a Richard. Come si vede nel quarto episodio della mini-serie, anche nella vita reale il comico aveva già subito abusi sessuali da parte del suo mentore, un autore televisivo, con gravi ripercussioni sulla sua psiche.

L’intervista della vera Martha in tv

Prima del debutto della serie, i produttori avevano assicurato di aver costruito il personaggio di Martha in modo che nessuno potesse risalire alla vera identità della donna. Solo pochi giorni dopo, però, gli utenti della rete erano riusciti a risalire alla 58enne scozzese Fiona Harvey. Dato il grande successo ottenuto da “Baby Reindeer”, la donna ha scelto di raccontare la propria versione della storia al giornalista britannico Piers Morgan.

Durante l’intervista ha parlato di un prodotto mediatico “osceno” e “diffamatorio” che le sta causando gravi problemi nella vita reale: è diventata a sua volta vittima di stalking, ricevendo minacce di morte e decine di chiamate. Ha chiarito di non essere mai stata indagata o condannata per stalking, di non aver mai chiamato al telefono o inviato e-mail a Richard Gadd o aver perseguitato la sua fidanzata.

Le accuse di Fiona Harvey a Netflix

Fiona Harvey ha accusato il comico di essere “fuori di testa”, interrogandosi sulla sua salute mentale. “Sta mentendo, stanno tutti mentendo”, ha aggiunto, lanciando una dura accusa a Netflix. “Hanno spacciato Baby Reindeer per una storia vera, ma non lo è nella maniera più assoluta!”, ha dichiarato ancora. “Lasciami in pace, per favore“, ha concluso, riferendosi allo stesso Richard Gadd.

L’intervista ha causato reazioni contrastanti nel Regno Unito. C’è chi ha accusato Piers Morgan di poca professionalità e di aver dato spazio a una persona disturbata, con l’intento di distorcere la realtà per fare audience. Dall’altra c’è chi ha preso le parti di Fiona Harvey e ora inizia a chiedersi se tutto quello che è stato mostrato nella serie corrisponda effettivamente alla verità e se Richard Gadd sia la vera vittima.

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