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BUONO A SAPERSI 11 AGOSTO 2026

Bollo auto, via alle nuove regole: cosa cambia con la mini riforma

Il bollo auto si prepara a cambiare, ma non nel modo che molti automobilisti avrebbero sperato. La mini riforma approvata dal governo il 5 agosto 2026 non prevede infatti un taglio dell’imposta né una sua abolizione: l’obiettivo principale è rendere più uniformi le regole sulle scadenze e semplificare la gestione del tributo tra le diverse Regioni. Le novità più importanti sono attese dal 1° gennaio 2028, mentre alcune disposizioni entreranno in vigore già dal 2027. Il nuovo intervento si inserisce nel percorso di revisione già delineato per il bollo auto e punta soprattutto a ridurre le differenze territoriali e gli errori nei versamenti.

Scadenze più uniformi, ma niente sconti sul bollo

Il cambiamento più evidente riguarda il calendario dei pagamenti. A partire dal 2028, per le nuove immatricolazioni il primo bollo dovrà essere versato entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello in cui è stata immatricolata l’auto. I rinnovi successivi, invece, dovranno essere pagati entro l’ultimo giorno del mese in cui il veicolo è stato originariamente immatricolato.

L’obiettivo è arrivare a una disciplina più omogenea su tutto il territorio nazionale, superando le differenze che oggi possono creare dubbi agli automobilisti. Le auto già in circolazione non saranno però coinvolte dalla nuova disciplina sulle scadenze: per loro resteranno valide le regole precedenti, comprese le scadenze tradizionali di aprile, agosto o dicembre.

La logica delle nuove disposizioni era già stata anticipata nel quadro delle modifiche previste dal 2026. In particolare, per i veicoli immatricolati dal 1° gennaio 2026 era stato indicato che il primo pagamento dovesse essere effettuato entro la fine del mese successivo all’immatricolazione, mentre negli anni successivi la scadenza sarebbe rimasta collegata al mese dell’immatricolazione. Per esempio, un’auto immatricolata il 15 marzo avrebbe dovuto pagare il primo bollo entro il 30 aprile, mantenendo poi marzo come mese di riferimento negli anni successivi.

La mini riforma, tuttavia, non interviene sul modo in cui viene calcolato l’importo. Il costo continuerà a dipendere dalla potenza del veicolo, espressa in kilowatt, e dalla classe ambientale. Secondo le informazioni disponibili, resteranno quindi invariati i parametri fondamentali della tassa e anche le Regioni continueranno ad avere margini di autonomia nella gestione del tributo.

Gli importi base potranno essere aumentati dalle amministrazioni regionali entro i limiti previsti. Non è dunque previsto, con questa riforma, alcun risparmio automatico per chi possiede un’auto. Anche le esenzioni già previste, come quelle relative alle auto elettriche, dovrebbero rimanere inalterate.

Fermo amministrativo, noleggio e pagamenti: le altre novità

Tra gli aspetti destinati a cambiare c’è anche la gestione dei veicoli sottoposti a fermo amministrativo di natura fiscale. La nuova impostazione conferma che il fermo non costituisce un motivo sufficiente per evitare il pagamento del bollo: anche un veicolo sottoposto alle cosiddette “ganasce fiscali” resta quindi soggetto alla tassa. Si tratta di un cambiamento già indicato nelle regole previste dal 2026, quando era stato stabilito che il fermo amministrativo non dovesse più essere considerato una causa di indisponibilità del mezzo ai fini dell’obbligo tributario.

Un’altra modifica riguarda il rapporto tra bollo e passaggi di proprietà. La disciplina punta a individuare con maggiore chiarezza il soggetto tenuto al pagamento, collegando l’obbligo alla situazione registrata all’inizio del periodo d’imposta. In questo modo si cerca di evitare doppie richieste, errori e contenziosi tra automobilisti e amministrazioni. È inoltre prevista una gestione più semplice nel caso in cui il bollo venga versato alla Regione sbagliata: saranno le amministrazioni interessate a trasferire direttamente le somme, senza costringere il contribuente a chiedere rimborsi o a effettuare nuovi pagamenti.

La riforma introduce novità anche per le auto a noleggio. Dal 2028, secondo quanto anticipato, il riferimento territoriale per il bollo sarà legato al luogo di abituale utilizzo del veicolo e non più alla sede legale della società di noleggio. Inoltre, dal 1° gennaio 2027 i contratti di noleggio a lungo termine senza conducente dovrebbero essere annotati anche al Pra, il Pubblico registro automobilistico. È una modifica pensata per rendere più chiara la gestione del tributo e collegarla maggiormente all’effettivo utilizzo dei mezzi.

Tra le misure previste rientra infine la possibilità di sospendere il pagamento per determinati veicoli usati interessati da un passaggio di proprietà, a condizione che la vendita venga trascritta al Pra entro 60 giorni. In questo caso sarà poi il nuovo proprietario a dover riallineare il pagamento alla data di immatricolazione del veicolo. Anche questa disposizione si inserisce nel tentativo di rendere più coerenti le scadenze e di evitare sovrapposizioni tra vecchio e nuovo proprietario.

In sintesi, la mini riforma del bollo auto non è una riduzione della tassa, ma soprattutto una revisione delle sue regole di gestione. Le novità più significative riguarderanno le scadenze delle nuove immatricolazioni, l’armonizzazione tra Regioni, i veicoli a noleggio e alcune situazioni particolari come il fermo amministrativo e i passaggi di proprietà. Per gli automobilisti, quindi, il cambiamento principale sarà organizzativo: il bollo continuerà a essere dovuto e il suo calcolo non verrà modificato, ma dal 2028 il sistema dovrebbe diventare più uniforme e prevedibile su tutto il territorio nazionale.

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