È uno degli accessori più semplici da usare quando si lascia l’auto parcheggiata sotto il sole, eppure un dettaglio può comprometterne l’efficacia: il verso in cui viene posizionato il parasole sul parabrezza. Nei modelli che presentano una superficie argentata o lucida e una seconda faccia nera, colorata o decorata, è la prima a dover essere rivolta verso il vetro e quindi verso l’esterno.
La superficie riflettente ha il compito di rimandare indietro una parte della radiazione solare, limitando l’energia che raggiunge direttamente cruscotto, volante e sedili. Le schermature per il parabrezza non impediscono all’abitacolo di scaldarsi, ma possono contribuire a ridurre il carico termico, in particolare sulle superfici esposte direttamente al sole.
Come mettere correttamente il parasole in auto
Premesso che esistono parasole costruiti con materiali e configurazioni differenti e alcuni modelli possono avere istruzioni specifiche, con un classico parasole bifacciale riflettente la regola è che la parte argentata o maggiormente riflettente va rivolta verso il parabrezza, mentre l’altra rimane rivolta verso l’abitacolo. Il lato riflettente serve infatti a rimandare verso l’esterno una parte della radiazione solare, prima che questa venga assorbita dalle superfici dell’abitacolo e contribuisca a riscaldarle.
Il parasole va sistemato all’interno dell’auto e dovrebbe coprire quanto più possibile la superficie del parabrezza. In questo modo resta protetto da vento e pioggia, non può volare via o essere facilmente sottratto e non richiede fissaggi esterni improvvisati con tergicristalli o altri elementi. Attenzione anche alle dimensioni: lasciare ampie zone scoperte consente alla radiazione solare di raggiungere direttamente parti del cruscotto e dell’abitacolo: c’è chi ha pensato persino di poter cucinare sopra al parabrezza diventato bollente.
Quanto può scaldarsi un’auto parcheggiata al sole
Il parasole cerca di attenuare la radiazione solare che attraversa le superfici vetrate e riscalda gli elementi dell’abitacolo. Cruscotto, sedili e altri materiali assorbono energia e contribuiscono all’aumento della temperatura interna. Una ricerca pubblicata su Forensic Science International ha rilevato che, in un veicolo parcheggiato al sole, la temperatura dell’abitacolo può superare di oltre 20 °C quella esterna. Lo stesso studio ha osservato che, nelle condizioni analizzate, abbassare il finestrino del conducente di 2,5 centimetri riduceva la temperatura interna di appena 3 °C: una differenza insufficiente a eliminare i rischi legati al forte surriscaldamento. Qui ti sveliamo qualche altro trucco per rinfrescare l’auto sotto il sole.
Il parasole funziona, ma non trasforma l’auto in un luogo fresco
Uno studio del Florida Solar Energy Center ha misurato, in determinate condizioni sperimentali, una riduzione media di circa 8 °C della temperatura dell’aria interna utilizzando una schermatura convenzionale dietro il parabrezza.
Un’altra analisi pubblicata su Applied Thermal Engineering ha passato in rassegna diversi sistemi passivi di protezione dal sole e riportato che una comune schermatura riflettente applicata dietro parabrezza e lunotto poteva ridurre di circa 4 °C la temperatura dell’aria all’altezza del respiro, con effetti molto più marcati sulla temperatura del cruscotto.
I risultati cambiano quindi a seconda del tipo di schermatura, dell’auto e delle condizioni ambientali ma il punto pratico resta lo stesso: il parasole aiuta soprattutto a limitare l’irraggiamento diretto e il riscaldamento delle superfici. Per sfruttare il parasole correttamente bastano dunque pochi accorgimenti: scegliere una misura adatta al parabrezza, farlo aderire bene e, quando il modello presenta una superficie specificamente riflettente, orientarla verso il sole.