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BUONO A SAPERSI 09 AGOSTO 2026

Allarme benzina annacquata a Roma, aumentano i guasti meccanici

Un pieno di benzina o di gasolio dovrebbe essere una normale operazione di routine. A Roma, però, negli ultimi mesi diverse officine hanno segnalato un aumento dei casi di veicoli arrivati in panne dopo il rifornimento, con la presenza di benzina annacquata, impurità o residui nei serbatoi. Il fenomeno è al centro di un’inchiesta che ha raccolto le testimonianze di numerosi meccanici della Capitale e che ha portato le autorità ad avviare controlli sui distributori.

Secondo quanto riferito dagli operatori delle officine, i casi sarebbero aumentati negli ultimi sei mesi. Un collegamento temporale che, tuttavia, non dimostra automaticamente l’esistenza di una relazione tra il fenomeno e l’aumento dei prezzi dei carburanti.

Benzina con acqua: cosa raccontano i meccanici

Le testimonianze raccolte tra i meccanici descrivono una situazione anomala. Il titolare di un’officina nella zona del Quadraro, ha raccontato di non aver mai riscontrato in cinquant’anni di attività una frequenza simile di casi di benzina annacquata, come negli ultimi sei mesi.

Esperienze analoghe arrivano da altre zone di Roma. Un meccanico di Monteverde ha riferito di aver riscontrato acqua nei serbatoi di un distributore, con conseguenze su numerosi veicoli. Secondo la sua testimonianza, nell’ultimo periodo sarebbero aumentati i casi di mezzi che presentano problemi poco dopo aver fatto rifornimento.

Il problema non riguarderebbe soltanto le automobili. Moto, scooter e ciclomotori possono infatti manifestare rapidamente i segnali di carburante contaminato. In alcuni casi, secondo gli esperti del settore, il veicolo si arresta poco dopo il rifornimento, rendendo relativamente facile collegare il guasto all’ultimo pieno effettuato.

Acqua e impurità nei serbatoi: come ci finiscono

Ma come può finire l’acqua nel carburante? Le testimonianze descrivono anche la presenza di morchia, sabbia, polveri e altri residui all’interno dei serbatoi degli impianti.

Un meccanico della zona di Corso Trieste ha riferito di aver affrontato una decina di casi negli ultimi mesi. Un’altra officina, a Casalbruciato, avrebbe invece registrato un aumento dei casi stimato tra il 25 e il 30% rispetto al passato. In alcune circostanze, i tecnici avrebbero trovato nei serbatoi dei veicoli acqua e materiale contaminante.

È importante, però, distinguere tra una contaminazione accidentale e un’adulterazione intenzionale. La presenza di acqua in un impianto non costituisce di per sé la prova che il carburante sia stato deliberatamente manomesso. Possono infatti esistere diverse cause tecniche di contaminazione, che devono essere accertate attraverso analisi e controlli specifici.

I controlli della Guardia di Finanza

Nel frattempo, la questione è passata dalle officine ai distributori. I controlli effettuati dalla Guardia di Finanza a Roma e provincia hanno evidenziato un quadro che ha rafforzato l’attenzione sul settore.

Gli accertamenti, condotti su impianti selezionati a campione, hanno portato a individuare irregolarità in circa un distributore su cinque. Sono state inoltre sequestrate oltre 10,5 tonnellate di prodotti non conformi e sono state contestate sanzioni per più di 20mila euro.

Il dato non significa che un distributore su cinque venda necessariamente benzina annacquata: le irregolarità riscontrate riguardano infatti diversi aspetti, dalla qualità del carburante alla comunicazione dei prezzi e alla corrispondenza tra quantità erogata e prodotto effettivamente ricevuto dal cliente.

In alcuni casi, inoltre, sono stati individuati impianti nei quali il gasolio presentava anomalie. I controlli avrebbero riguardato una ventina di distributori e in tre casi, nelle zone di San Giovanni e Tuscolano, sarebbero stati riscontrati prezzi inferiori alla media di circa 10 centesimi, associati a carburante irregolare.

I rischi per auto e moto

Il carburante contaminato può trasformarsi in un problema costoso per gli automobilisti. L’acqua e le impurità possono compromettere il corretto funzionamento dell’alimentazione del motore e provocare perdita di potenza, malfunzionamenti e arresti improvvisi.

È proprio quest’ultimo aspetto a destare maggiore preoccupazione. Daniele Rondinelli, presidente dell’Andac, Associazione Nazionale Delegati Automobile Club, ha sottolineato che un veicolo che perde improvvisamente potenza o si ferma durante la marcia può creare una situazione di pericolo non soltanto per il conducente, ma anche per gli altri utenti della strada.

Per questo motivo, la questione non riguarda esclusivamente il possibile danno economico derivante dalla riparazione dell’auto. Se il guasto si verifica durante la marcia, soprattutto su una strada a scorrimento veloce, le conseguenze possono essere più serie.

Cosa può fare l’automobilista

Di fronte a un problema insorto immediatamente dopo il rifornimento, è importante non ignorare i segnali. Un motore che presenta dei malfunzionamenti dovrebbe essere controllato da un professionista.

Può inoltre essere utile conservare lo scontrino o la ricevuta del rifornimento e annotare distributore, data, ora e quantità di carburante acquistata. Queste informazioni possono diventare importanti nel caso in cui l’analisi del carburante o del veicolo evidenzi una contaminazione.

Non bisogna invece concludere automaticamente che ogni guasto verificatosi dopo un rifornimento sia causato dalla benzina o dal gasolio. La diagnosi deve essere effettuata da un meccanico e, quando necessario, attraverso analisi del carburante.

La richiesta di controlli più severi

Il caso romano ha riacceso quindi il dibattito sulla necessità di rafforzare i controlli lungo l’intera filiera dei carburanti. L’Andac ha chiesto verifiche più rigorose, mentre dal mondo politico sono arrivate richieste per intensificare rapidamente le ispezioni presso gli impianti.

L’obiettivo è duplice: tutelare gli automobilisti e impedire che eventuali operatori scorretti possano ottenere un vantaggio economico mettendo sul mercato prodotti non conformi.

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