Quando si parla di un vulcano in eruzione, immagini e parole come “esplosione”, “lava”, “cenere” e “fumo” possono facilmente creare confusione. L’attuale attività dell’Etna mostra bene quanto il fenomeno vulcanico possa essere complesso: accanto all’attività esplosiva dei crateri sommitali, si è aperta una nuova bocca effusiva nella Valle del Bove, dalla quale è fuoriuscita una colata di lava. Secondo quanto riferito dall’Osservatorio Etneo dell’INGV, la nuova bocca si è aperta nella mattinata del 17 agosto a una quota compresa tra circa 2.200 e 2.350 metri e ha prodotto un flusso lavico. Il termine “effusiva”, però, non significa che l’eruzione sia innocua o che ci si possa avvicinare alla lava. Significa soprattutto che il magma riesce a fuoriuscire e a scorrere sulla superficie, invece di essere frammentato e proiettato violentemente nell’atmosfera. Per capire che cosa sta succedendo sull’Etna bisogna quindi distinguere due fenomeni diversi: da una parte la colata, dall’altra le esplosioni e l’emissione di cenere che possono accompagnare l’attività del vulcano.
La nuova bocca effusiva si trova nella Valle del Bove, una delle aree dell’Etna più interessate dall’attività lavica. Dalla frattura il magma è fuoriuscito sotto forma di lava, iniziando a scorrere lungo il versante. È proprio questo il significato più semplice della parola “effusiva”: il magma arriva in superficie e, grazie alla sua relativa fluidità, si muove come una colata. La Protezione Civile spiega che le eruzioni effusive sono caratterizzate da emissioni di magma che scorre lungo i fianchi del vulcano; la temperatura delle colate può arrivare indicativamente tra 700 e 1.200 °C, mentre la velocità dipende dalle caratteristiche e dalla viscosità del magma.
È importante, però, non confondere “lenta” con “sicura”. Una colata lavica può sembrare quasi immobile se osservata da lontano, soprattutto quando il fronte avanza lentamente o quando la superficie esterna si raffredda formando una crosta. Sotto quella crosta, tuttavia, può continuare a scorrere materiale incandescente. La lava è inoltre estremamente calda e può distruggere ciò che incontra sul suo percorso. La storia dell’Etna lo dimostra: durante la grande eruzione del 1669 una colata raggiunse Catania, distruggendone una parte prima di arrivare al mare.
Per questo motivo anche davanti a una colata apparentemente tranquilla è fondamentale mantenere le distanze e rispettare le indicazioni delle autorità e degli esperti. L’Etna, inoltre, non presenta necessariamente un solo tipo di attività nello stesso momento: mentre una bocca può produrre lava in modo effusivo, un altro settore del vulcano può essere interessato da attività esplosiva. È proprio quanto sta accadendo nell’attuale fase eruttiva, con attività esplosiva segnalata al cratere della Voragine insieme alle emissioni laviche delle bocche sul fianco.
La differenza tra un’eruzione effusiva e una esplosiva dipende soprattutto da come il magma riesce a liberare i gas che contiene. Il magma non è semplicemente roccia fusa: al suo interno sono presenti anche gas disciolti. Quando il magma risale verso la superficie, la pressione diminuisce e questi gas tendono a formare bolle. Se riescono a fuoriuscire gradualmente, il magma può rimanere relativamente fluido e alimentare una colata. Se invece i gas rimangono intrappolati e la pressione aumenta, la situazione può diventare molto più violenta: il magma può frammentarsi e venire espulso sotto forma di cenere, lapilli e altri materiali vulcanici. È questo, in termini semplici, il meccanismo alla base delle eruzioni esplosive.
Nelle eruzioni esplosive, quindi, non è soltanto la lava a rappresentare il fenomeno principale. Possono formarsi colonne eruttive composte da gas e materiale vulcanico, con cenere e frammenti che vengono trasportati anche dal vento. Nei casi più intensi possono inoltre svilupparsi fenomeni molto rapidi e pericolosi, come le colate piroclastiche, costituite da gas e frammenti incandescenti.
Questo aiuta a capire perché non bisogna giudicare la pericolosità di un’eruzione soltanto da ciò che appare nelle immagini. Una colata effusiva può essere spettacolare ma avere un movimento relativamente lento; allo stesso tempo, però, resta un fenomeno ad altissima temperatura e può essere accompagnato da altri segnali dell’attività vulcanica.
Nel caso dell’Etna, inoltre, l’attività può cambiare rapidamente: una fase effusiva può convivere con fenomeni esplosivi in altri settori del vulcano. Le immagini della lava possono dunque essere affascinanti, ma non devono trasformarsi in un invito ad avvicinarsi. L’Etna va osservato a distanza e seguendo sempre le indicazioni di sicurezza: la lentezza apparente della lava non equivale all’assenza di pericolo.