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CURIOSITÀ 16 GIUGNO 2024

Il mostro della laguna di Venezia distrugge i canali: è allarme noci di mare

Negli ultimi anni, la laguna di Venezia è diventata teatro di un fenomeno allarmante: la proliferazione incontrollata delle noci di mare, una specie aliena che minaccia seriamente l’ecosistema locale. Questo organismo, scientificamente noto come Mnemiopsis leidyi, sta causando danni significativi, tanto da meritarsi il soprannome di “mostro della laguna”. La situazione è diventata così critica da spingere scienziati, pescatori e autorità locali a cercare soluzioni per contenere questa invasione.

Cosa sono le noci di mare che hanno invaso Venezia

Le noci di mare sono tecnicamente ctenofori originari dell’Atlantico occidentale. Questi organismi gelatinosi, simili alle meduse ma privi di potere urticante, sono caratterizzati da un corpo trasparente e ovale con 8 file di ciglia utilizzate per il movimento. Le noci di mare, grazie al fenomeno della bioluminescenza, brillano di una luce blu-verde quando stimolate, creando uno spettacolo affascinante ma ingannevole dato il loro impatto distruttivo.

Introdotte accidentalmente in nuovi habitat attraverso l’acqua di zavorra delle navi, le noci di mare hanno trovato condizioni ideali per la loro proliferazione in varie parti del mondo, inclusa la laguna di Venezia. La loro presenza in queste acque è stata registrata per la prima volta in modo significativo dal 2014, quando le prime segnalazioni hanno iniziato a destare allarme tra gli esperti.

Perché la Mnemiopsis leidyi è una specie aliena pericolosa

La Mnemiopsis leidyi è considerata una specie aliena nei nostri mari particolarmente invasiva e pericolosa per diversi motivi. Innanzitutto, la sua capacità riproduttiva è impressionante: un singolo individuo può produrre fino a 10mila uova al giorno in condizioni favorevoli, permettendo alla popolazione di crescere esponenzialmente in breve tempo. Questo tasso di riproduzione, unito alla mancanza di predatori naturali nei nuovi habitat, rende le noci di mare estremamente difficili da controllare.

Dal punto di vista ecologico, le noci di mare sono predatori voraci di zooplancton, larve di pesce e uova. Questa dieta ha un impatto devastante sugli ecosistemi locali, poiché riduce drasticamente le risorse alimentari disponibili per altre specie marine, tra cui i pesci commercialmente importanti come le acciughe e le sardine. In alcune aree, come il Mar Nero e il Mar Caspio, l’introduzione di Mnemiopsis leidyi ha portato a drastici cali delle popolazioni ittiche, causando gravi danni economici alle industrie della pesca locale.

Ogni pesce alieno nei nostri mari altera gli equilibri e può causare grandi danni, come nel caso della noce di mare che, consumando grandi quantità di zooplancton, riduce di molto la competizione per il fitoplancton, favorendo la proliferazione di alghe che possono a loro volta causare fioriture algali nocive. Questi eventi, noti come “bloom algali”, possono sottrarre ossigeno all’acqua e creare zone morte in cui poche forme di vita possono sopravvivere.

La situazione a Venezia è particolarmente preoccupante per via della delicatezza del suo ecosistema lagunare. Le noci di mare, con la loro capacità di adattarsi a variazioni di temperatura e salinità, hanno trovato nella laguna veneziana un ambiente ideale per la loro espansione. Questo ha portato non solo a una riduzione delle risorse ittiche locali, ma anche a un potenziale squilibrio ecologico che potrebbe avere ripercussioni a lungo termine.

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