VIDEO
Cerca video

Risultati per il tag: educational

158 risultati
Filtra categoria
Qualsiasi Questa settimana Questo mese Quest'anno
Più rilevanti Data Più visti
BUONO A SAPERSI 13 MAGGIO 2026

Le mele fanno maturare prima la frutta: ecco spiegato il perché

Ci sarà capitato di comprare banane ancora verdi, kiwi duri o cachi acerbi e lasciarli qualche giorno nel cesto della frutta aspettando che maturino. Ma esiste un piccolo trucco per sveltire il passaggio, un sistema tramandato da generazioni che ha a che fare con le mele.

Le nonne lo sapevano, se mettiamo una mela accanto agli altri frutti, possiamo accelerarne la maturazione. Non si tratta di una credenza popolare senza fondamento, ma di un fenomeno scientifico che riguarda il comportamento naturale della frutta dopo la raccolta.

Le mele, infatti, continuano a maturare anche una volta staccate dall’albero e, durante questo processo, rilasciano una sostanza gassosa chiamata etilene. È proprio questo composto a influenzare i frutti vicini, rendendoli più morbidi, dolci e profumati.

Non tutta la frutta, però, reagisce allo stesso modo e comprendere questo meccanismo aiuta non solo a evitare sprechi, ma anche a conservare meglio gli alimenti e scegliere il momento giusto per consumarli. Un gesto semplice come separare o avvicinare determinati frutti può migliorare la durata e mantenere alta la qualità.

Le mele fanno maturare la frutta: come mai

L’etilene è un ormone vegetale naturale prodotto da gran parte dei frutti durante la fase di maturazione. La mela è tra quelli che ne rilasciano di più e, proprio per questo motivo, riesce a influenzare anche ciò che si trova nelle sue vicinanze.

Se il gas entra in contatto con altri frutti sensibili, attiva una serie di reazioni chimiche che trasformano gli amidi in zuccheri, rendono la polpa più morbida e modificano colore e profumo. È un effetto che riguarda i cosiddetti frutti climaterici, quelli che continuano a maturare anche dopo essere stati raccolti.

Tra questi troviamo banane, pere, kiwi, pesche, albicocche e cachi. Se lasciati vicino a una mela, altro climaterico, possono raggiungere in modo più rapido il punto ideale di maturazione. Al contrario, i frutti aclimaterici, come agrumi, fragole, ciliegie e uva, smettono di maturare dopo la raccolta.

In questi casi, anche tenendoli in prossimità delle mele, non avanzeranno con la maturazione. Può invece accadere che si deteriorino in modo più veloce, ammorbidendosi, perdendo freschezza, o anche marcendo prima del tempo, specie i frutti di bosco.

Per gli agrumi il discorso varia, ma non troppo: le arance o i limoni, se tenuti accanto alle mele, possono perdere idratazione. Non solo, tenderanno a rovinarsi a livello di buccia, come se fossero sovramaturati, senza però addolcirsi.

Il trucco dell’etilene per velocizzare la maturazione della frutta

Anche l’industria alimentare sfrutta questo principio. Nei magazzini spesso la maturazione della frutta è controllata modificando temperatura e composizione dell’aria, proprio per regolare la presenza di etilene e rallentare o accelerare il processo a seconda delle necessità commerciali.

Se volessimo anche noi trasformarci in piccoli chimici e approfittare di questo fenomeno in modo pratico, ecco cosa fare:

  • sistemiamo una mela in un sacchetto di carta con kiwi, banane o altra frutta climaterica per velocizzarne la maturazione;
  • separiamo invece le mele se vogliamo che gli altri frutti si conservino più a lungo;
  • evitiamo di accumulare troppa frutta in spazi caldi e poco ventilati, dove l’etilene tende a concentrarsi.

E occhio alla temperatura: in ambienti caldi la produzione di etilene aumenta e la frutta si deteriora subito. Ora che lo sappiamo, conserviamola nel modo corretto, l’unico modo per evitare gli sprechi alimentari e avere bontà sempre fresche e pronte da mangiare.

872 visualizzazioni
  1. 1
  2. 2
  3. 3
  4. 4
  5. 5
  6. 6
  7. 7
Chiudi
Caricamento contenuti...