Con l’arrivo dell’estate e l’aumento delle prenotazioni online, cresce anche il rischio di raggiri informatici che prendono di mira i viaggiatori. Tra le più diffuse degli ultimi mesi c’è la cosiddetta truffa dell’hotel su WhatsApp, una sofisticata forma di phishing che sfrutta messaggi apparentemente inviati da strutture ricettive o piattaforme di prenotazione per sottrarre denaro e dati personali.
Una truffa difficile da individuare: come funziona
Il meccanismo della truffa dell’hotel su WhatsApp è semplice, ma particolarmente efficace. Dopo aver prenotato un soggiorno, il turista riceve un messaggio sull’applicazione di messaggistica istantanea che sembra provenire dalla struttura presso cui ha effettuato la prenotazione. Il testo segnala un presunto problema con il pagamento, la necessità di verificare la carta di credito o di confermare alcuni dati per evitare la cancellazione della prenotazione. Il messaggio contiene un link che rimanda a una pagina web contraffatta, molto simile a quella della struttura o della piattaforma utilizzata.
Una volta aperto il collegamento, l’utente viene invitato a inserire dati sensibili come numero della carta di credito, codici di sicurezza, credenziali di accesso o informazioni personali. A quel punto i criminali possono utilizzare le informazioni raccolte per effettuare addebiti fraudolenti o tentativi di furto d’identità.
La minaccia è resa ancora più credibile dal fatto che in molti casi i truffatori dispongono di dettagli reali relativi alla prenotazione. Negli ultimi mesi, infatti, sono emersi diversi casi internazionali in cui cybercriminali hanno avuto accesso a informazioni sulle prenotazioni attraverso account compromessi di strutture ricettive o violazioni di dati che hanno coinvolto il settore turistico. Booking.com ha confermato, ad aprile 2026, un incidente che ha esposto alcune informazioni relative alle prenotazioni di clienti, dati che potrebbero essere utilizzati per campagne di phishing altamente mirate.
Gli esperti di cybersicurezza segnalano inoltre una crescita degli attacchi contro il settore turistico. Secondo recenti rilevazioni di sicurezza informatica, nel 2026 gli attacchi rivolti a organizzazioni del comparto viaggi e ospitalità hanno registrato un forte incremento, alimentato dall’elevata attività turistica estiva.
Come difendersi dalla truffa dell’hotel su WhatsApp
La prima regola è non fidarsi di richieste urgenti ricevute tramite WhatsApp, sms o mail che invitano a effettuare pagamenti o a comunicare dati bancari. Le piattaforme di prenotazione e gli hotel seri raramente chiedono informazioni finanziarie attraverso questi canali.
Prima di cliccare su qualsiasi link è fondamentale verificare il mittente e controllare attentamente l’indirizzo del sito web. In caso di dubbi, è consigliabile contattare direttamente l’hotel tramite i recapiti ufficiali presenti sul sito della struttura o accedere alla prenotazione esclusivamente dall’app o dal portale ufficiale utilizzato per la prenotazione.
Gli esperti raccomandano inoltre di attivare l’autenticazione a due fattori sugli account di viaggio, monitorare regolarmente i movimenti della carta di credito e segnalare immediatamente eventuali comunicazioni sospette alla piattaforma utilizzata e alla Polizia Postale.
Cosa fare se si è caduti nella trappola
Chi ha inserito dati bancari su un sito sospetto, cadendo nella trappola della truffa dell’hotel su WhatsApp, dovrebbe contattare immediatamente la propria banca o l’emittente della carta per bloccare eventuali operazioni fraudolente. È inoltre opportuno modificare le password degli account coinvolti e presentare una segnalazione alla Polizia Postale.
In un periodo in cui milioni di italiani organizzano le proprie vacanze online, la prudenza resta il miglior strumento di difesa. Bastano pochi controlli aggiuntivi per evitare che una vacanza da sogno si trasformi in una costosa truffa digitale.