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BUONO A SAPERSI 10 APRILE 2026

Truffa degli pneumatici forati, così ti svuotano il conto

Matteo Polimeni

Matteo Polimeni

Editor e videomaker

Editor e videomaker con l’anima da storyteller. Mi muovo tra design, arte e architettura, giocando con la comunicazione.

Le truffe non passano mai di moda, cambiano solo forma. Se negli ultimi anni abbiamo imparato a difenderci da phishing e chiamate sospette, c’è chi continua a puntare su metodi molto più diretti, quasi “artigianali”, ma altrettanto efficaci. È il caso di una truffa messa a segno in provincia di Avellino, dove un uomo è riuscito per diverso tempo a colpire ignari automobilisti con una tecnica tanto semplice quanto insidiosa.

Come funziona il raggiro

Il meccanismo alla base di questa truffa è lineare, ma costruito con attenzione ai tempi e alle abitudini delle vittime. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della Compagnia di Solofra, l’uomo individuava i suoi bersagli tra i clienti di un centro commerciale a Montoro. Aspettava che parcheggiassero l’auto e si allontanassero per fare la spesa, approfittando di quel momento per entrare in azione.

A quel punto, il truffatore forava uno o più pneumatici dell’auto scelta, senza dare nell’occhio. Il danno non era immediatamente visibile, ma diventava evidente al ritorno dei proprietari. Una volta terminati gli acquisti, infatti, le vittime si ritrovavano con le ruote a terra, costrette a fermarsi per capire cosa fosse successo.

Ed è proprio in questa fase che scattava il vero raggiro. Mentre gli automobilisti erano distratti dal problema improvviso e impegnati a gestire la situazione, il ladro ne approfittava per sottrarre borse, portafogli e oggetti personali lasciati nell’auto. Il vero obiettivo, però, erano le carte di credito.

Una volta entrato in possesso di bancomat e carte di credito, il passo successivo era rapido: svuotarle. In molti casi, infatti, il codice PIN veniva conservato insieme alla carta o annotato nel portafogli, rendendo il colpo ancora più semplice da completare. Un dettaglio che trasformava un furto in un danno economico ben più grave.

Gli episodi accertati sono almeno quattro, ma non si esclude che il numero reale sia più alto. Le indagini, supportate anche dalle immagini delle videocamere di sorveglianza, hanno infine permesso di identificare e denunciare il responsabile. Resta però un dato evidente: si tratta di una truffa facilmente replicabile ovunque, conoscere è il primo passo per evitare di cadere vittime.

Come evitare questo tipo di truffa “analogica”

Difendersi da questo tipo di raggiri richiede soprattutto attenzione e consapevolezza. A differenza delle truffe digitali, qui il contatto con la realtà è diretto e spesso sfrutta momenti di distrazione, rendendo più facile cadere nella trappola.

Il primo consiglio è non reagire d’impulso. Se si nota un problema all’auto, soprattutto in un parcheggio o in una zona poco frequentata, è importante fermarsi a valutare l’ambiente circostante prima di scendere. Guardarsi intorno e verificare eventuali movimenti sospetti può fare la differenza.

Allo stesso modo, è fondamentale adottare alcune buone abitudini preventive. Non lasciare mai oggetti di valore in vista all’interno dell’auto e mantenere sempre le portiere chiuse, anche durante brevi soste. Sono accorgimenti semplici, ma spesso trascurati, che possono ridurre drasticamente il rischio.

Un altro elemento cruciale riguarda la gestione delle carte di credito. Conservare il PIN insieme alla carta è un errore ancora troppo diffuso e rappresenta un assist perfetto per i malintenzionati. Meglio memorizzarlo o custodirlo separatamente, evitando qualsiasi collegamento diretto.

In caso di situazioni sospette, il suggerimento è sempre lo stesso: contattare le forze dell’ordine. Segnalare comportamenti anomali non solo tutela se stessi, ma contribuisce anche a prevenire altri episodi simili. Infine, se il problema al veicolo è reale, è preferibile affidarsi a un servizio di assistenza stradale piuttosto che improvvisare interventi sul posto.

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