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CONSIGLI 05 MARZO 2024

Come si riconosce un serpente velenoso e quali sono i più comuni in Italia

In Italia non è così difficile incontrare un serpente durante le scampagnate in montagna o in collina e in generale su sentieri sterrati. Il problema è che generalmente si ha paura di qualsiasi tipologia di rettile strisciante mentre solo alcuni sono velenosi e pericolosi. Prima di avventurarsi nella natura può quindi essere utile conoscere le differenze tra una tipologia e l’altra per essere in grado di riconoscere i serpenti da cui è meglio non venir morsi e quelli che invece sono del tutto innocui.

Come si distingue una biscia da una vipera

In Italia i serpenti più diffusi sono le vipere e i colubri, comunemente chiamati bisce, le prime velenose e i secondi del tutto innocui. Anche se simili nell’aspetto, in realtà ci sono dei dettagli che differenziano questi rettili.

Per esempio se ha la coda mozza, la testa a triangolo e le pupille verticali è al 100% una vipera. La testa è ben distinta dal corpo e la coda corta. Le squame del capo sono piccole e frammentate, quelle tra occhio e labbro sono a più file. Le pupille sono a forma ellittica e verticale, la dentatura si distingue per due zanne molto lunghe e il morso che lascia è caratterizzato da due punti grossi.

La biscia ha invece le pupille più tondeggianti, una coda lunga, è priva di zanne velenifere, il muso è più tondeggiante e le squame del capo sono grandi e regolari.

Come riconoscere un serpente velenoso

In generale per riconoscere un serpente velenoso ci sono dei dettagli a cui fare attenzione. La testa, nella maggior parte dei casi, è di forma triangolare negli esemplari che contengono veleno. Alcune tipologie di serpenti velenosi, come il corallo, hanno colori brillanti sul corpo e all’interno degli occhi degli spacchi verticali, al contrario di quelli innocui che hanno pupille più rotonde.

Un serpente velenoso di solito ha anche delle ghiandole, visibili tra gli occhi e le narici. In caso di morso, se il segno è quello di due punture vicine significa che si è stati attaccati da un serpente velenoso con i denti, se invece il segno è seghettato significa che l’animale è innocuo.

Attenzione alle eccezioni alle regole

Ci sono però delle eccezioni a queste regole, come nel caso del serpente corallo, velenosissimo, che però ha una testa rotonda, mentre alcuni rettili innocui, quando si sentono minacciati appiattiscono la testa per far sembrare di averla di forma triangolare.

Alcuni serpenti colorati, come quello scarlatto, non sono velenosi. Il mamba nero, il cobra e l’inland taipan sono velenosi ma hanno pupille rotonde come la maggior parte dei serpenti non velenosi.

Quali sono i serpenti velenosi in Italia

In Italia il primo serpente velenoso che viene in mente è la vipera, diffusa un po’ in tutto il Paese, tranne che in Sardegna. Nel territorio si possono incontrare ben quattro specie diverse della famiglia delle Viperidae.

La più comune è la Vipera aspis diffusa in tutta la penisola e in Sicilia. Si tratta di un serpentello che raramente raggiunge gli 80 cm di lunghezza, ha un colore che va dal marrone al grigiastro, il capo triangolare e le pupille verticali.

Un’altra tipologia è la Vipera berus, comunemente detta marasso, in Italia può essere incontrata nelle zone settentrionali. Lunga poco più di quella comune, presenta una livrea di fondo bruna con una striatura a zig-zag nerastra.

Un colore simile ha anche la Vipera ursinii, che nel nostro Paese si trova solo in alcune zone dell’Appennino centrale. Un po’ più tendente al marrone rispetto alle altre vipere, è senza dubbio la vipera più corta con una lunghezza media sul mezzo metro.

La vipera dal corno, Vipera ammodytes, è invece la più pericolosa fra le quattro presenti da noi. Con un disegno geometrico di fondo, presenta un inconfondibile piccolo corno sul muso. In Italia è presente solo nella porzione Nord Est delle Alpi, e il suo morso è considerevolmente più velenoso di quello delle altre vipere nostrane.

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