Con l’arrivo della bella stagione aumentano le attività all’aria aperta e, di conseguenza, anche il rischio di ricevere una puntura da parte di api, vespe o calabroni. Nella maggior parte dei casi si tratta di un evento fastidioso ma non pericoloso, che provoca dolore e una reazione locale destinata a risolversi spontaneamente in poche ore o in alcuni giorni.
In determinate circostanze, però, un certo tipo di ‘attacco’ può provocare una grave reazione allergica (chiamata anafilassi), che richiede un intervento medico immediato. È quindi importante sapere riconoscere i sintomi e intervenire tempestivamente e correttamente.
Come riconoscere una puntura
Le punture di api, vespe e calabroni provocano generalmente la comparsa di un piccolo pomfo rosso, spesso di circa un centimetro di diametro, accompagnato da dolore, bruciore e, successivamente, prurito. L’area interessata può apparire leggermente gonfia e calda al tatto.
In alcune persone la reazione locale è più estesa: il gonfiore può interessare una zona più ampia intorno alla puntura e persistere per alcuni giorni senza che ciò significhi necessariamente la presenza di un’allergia grave.
Un elemento utile per distinguere il tipo di puntura riguarda il pungiglione. L’ape, infatti, tende a lasciarlo conficcato nella pelle insieme al sacco velenifero, mentre vespe e calabroni normalmente non lo perdono e possono pungere più volte.
Cosa fare subito dopo la puntura
Nella maggior parte dei casi bastano poche semplici manovre di primo soccorso:
Se il dolore o il prurito sono particolarmente intensi, il medico o il farmacista possono consigliare creme specifiche o farmaci sintomatici, da utilizzare sempre secondo le indicazioni ricevute.
Quando bisogna preoccuparsi
Occorre prestare particolare attenzione alle punture di api, vespe e calabroni se, oltre alla reazione locale, compaiono sintomi che interessano tutto l’organismo. Tra i principali segnali di allarme ci sono:
Questi sintomi possono indicare una reazione anafilattica, una condizione potenzialmente letale che richiede di chiamare immediatamente il numero di emergenza 112 (o il servizio locale). Per questo, l’Istituto Superiore della Sanità raccomanda alle persone che sanno di essere allergiche al veleno degli imenotteri dovrebbero portare sempre con sé l’adrenalina autoiniettabile, se prescritta dal medico, e utilizzarla secondo le indicazioni ricevute. Anche punture multiple o localizzate all’interno della bocca, della gola o del naso meritano una valutazione urgente, poiché il gonfiore potrebbe ostacolare la respirazione.
Come prevenire le punture
L’Iss ricorda che alcune semplici precauzioni possono ridurre il rischio di essere punti. Se un’ape o una vespa si avvicina è importante mantenere la calma, evitando movimenti bruschi o il tentativo di scacciarla con le mani. È consigliabile indossare scarpe quando si cammina sull’erba, preferire abiti che coprano braccia e gambe durante le escursioni e fare attenzione nelle aree con fiori, bidoni della spazzatura, compost o cibo all’aperto.
Anche l’utilizzo di profumi intensi, deodoranti molto profumati o cosmetici dal forte odore può attirare gli insetti. Nei luoghi a rischio può essere utile applicare un repellente per insetti sulla pelle esposta, seguendo le indicazioni riportate sul prodotto.
Le punture di api, vespe e calabroni sono eventi comuni e, nella grande maggioranza delle situazioni, provocano soltanto una reazione locale destinata a risolversi spontaneamente. Conoscere le corrette manovre di primo soccorso, riconoscere i segnali di una possibile reazione allergica e sapere quando rivolgersi ai servizi di emergenza consente di affrontare l’episodio in sicurezza e di evitare comportamenti che potrebbero peggiorare la situazione. In caso di dubbi, soprattutto se i sintomi non migliorano o tendono ad aggravarsi, è sempre opportuno consultare un medico.