Il 12 agosto 2026 il cielo regalerà uno degli eventi astronomici più attesi dell’anno: un’eclissi solare che sarà totale in alcune aree del mondo, tra cui Islanda, Groenlandia e Spagna settentrionale, mentre in Italia sarà visibile soltanto come parziale. La Nasa conferma che il fenomeno interesserà gran parte dell’Europa e che, in molte zone occidentali del continente, il Sole sarà ancora parzialmente oscurato mentre tramonterà.
Proprio perché dall’Italia non sarà possibile assistere alla fase di totalità, la sicurezza degli occhi deve essere una priorità assoluta. Durante un’eclissi parziale, infatti, una parte della superficie luminosa del Sole rimane sempre visibile. Guardarla direttamente senza un’adeguata protezione può provocare danni alla retina e non esiste una fase in cui sia sicuro osservare il Sole a occhio nudo.
Come osservare l’eclissi in modo indiretto: il proiettore stenopeico
Chi non dispone di occhiali certificati può comunque seguire l’eclissi utilizzando sistemi di osservazione indiretta. Il principio è semplice: non si guarda mai il Sole, ma si osserva l’immagine proiettata su una superficie.
Uno dei metodi più semplici è il cosiddetto proiettore a foro stenopeico. Basta realizzare un piccolo foro in un cartoncino o in un foglio di alluminio e utilizzarlo per proiettare la luce solare su una superficie vicina. L’osservatore deve tenere il Sole alle proprie spalle e guardare esclusivamente l’immagine proiettata. È fondamentale, invece, non guardare mai attraverso il piccolo foro verso il Sole.
Durante le fasi parziali dell’eclissi, l’immagine proiettata non sarà circolare come quella del Sole normalmente osservato: apparirà invece come una sorta di falce, seguendo la porzione di disco solare rimasta illuminata.
Guida fai-da-te: come costruire un proiettore per eclissi con una scatola
Un sistema ancora più semplice può essere ottenuto utilizzando una scatola di cartone. È possibile realizzare un piccolo dispositivo nel quale la luce entra attraverso un foro e viene proiettata su una superficie bianca posta all’interno della scatola.
Tra i metodi più curiosi c’è quello dello scolapasta. I numerosi piccoli fori dell’oggetto possono funzionare come altrettanti fori stenopeici naturali. Durante un’eclissi parziale, infatti, ogni foro proietta sul terreno o su una superficie illuminata una piccola immagine del Sole oscurato.
L’effetto è particolarmente suggestivo: invece di vedere un’unica eclissi, si possono osservare decine di piccole falci luminose contemporaneamente. Lo stesso fenomeno può essere prodotto anche dalla luce che attraversa gli spazi tra le foglie degli alberi. La Nasa spiega infatti che le foglie possono comportarsi come tanti piccoli fori stenopeici, proiettando a terra immagini della porzione di Sole coperta dalla Luna.
Una regola fondamentale: mai guardare attraverso il foro
I metodi indiretti sono sicuri proprio perché impediscono all’occhio di ricevere direttamente la luce del Sole. Per questo bisogna rispettare scrupolosamente il principio alla base della tecnica: il Sole deve rimanere alle spalle dell’osservatore e si deve guardare soltanto la superficie sulla quale viene proiettata la sua immagine.
Non bisogna quindi utilizzare il foro stenopeico come se fosse un piccolo mirino. Il foro serve a proiettare l’immagine, non a osservare direttamente il Sole. La stessa raccomandazione è riportata dalla NASA nelle proprie indicazioni ufficiali sulla sicurezza delle eclissi.
Quando è possibile guardare l’eclissi a occhio nudo? La fase di totalità
La situazione cambia soltanto per chi si trova all’interno della stretta fascia della totalità. Durante un’eclissi solare totale, quando la Luna copre completamente la superficie luminosa del Sole, è possibile osservare direttamente il fenomeno senza protezioni oculari, ma esclusivamente per il brevissimo intervallo in cui il disco solare è completamente nascosto.
Non appena ricompare anche una piccola porzione della superficie brillante del Sole, gli occhiali devono essere immediatamente indossati di nuovo.
Come riconoscere se i tuoi occhialini sono adatti all’eclissi
Uno degli errori più comuni consiste nel pensare che bastino normali occhiali da sole, magari particolarmente scuri. Non è così. I modelli comuni non sono progettati per filtrare la radiazione solare in modo sufficiente durante l’osservazione diretta di un’eclissi.
Per guardare il Sole è necessario utilizzare appositi occhiali per eclissi o un visore solare certificato secondo lo standard internazionale ISO 12312-2. Prima dell’utilizzo è inoltre importante controllare che il filtro non presenti graffi, strappi o altri danneggiamenti. La Nasa, per questo raccomanda di sostituire immediatamente un dispositivo danneggiato.
La cautela deve essere ancora maggiore quando si utilizzano strumenti ottici. Binocoli, telescopi e macchine fotografiche concentrano la luce solare e non devono essere utilizzati puntando direttamente verso il Sole senza uno specifico filtro solare montato sulla parte anteriore dello strumento. Indossare semplicemente gli occhiali da eclissi mentre si guarda attraverso un binocolo o un telescopio non rende l’operazione sicura.
Per chi osserva dall’Italia il 12 agosto, dunque, la regola è ancora più semplice: mai guardare direttamente il Sole senza una protezione specifica. Gli occhiali certificati ISO 12312-2 rappresentano la soluzione più immediata, mentre scatola, cartoncino, scolapasta e altri sistemi di proiezione permettono di godersi l’evento in modo indiretto e sicuro. L’eclissi sarà così uno spettacolo da osservare con curiosità, senza trasformare un appuntamento astronomico in un rischio per la vista.