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LIFESTYLE 28 LUGLIO 2026

Striscia la notizia cancellato dopo 38 anni, Mediaset chiude anche i social

Per quasi quattro decenni è stato uno degli appuntamenti più riconoscibili della televisione italiana. Tra servizi d’inchiesta, satira politica e costume, Striscia la notizia ha saputo ritagliarsi un ruolo unico nel panorama televisivo, trasformando la denuncia in un linguaggio accessibile al grande pubblico. Ora, dopo 38 anni di storia, il tg satirico ideato da Antonio Ricci sembra essere arrivato al capolinea, chiudendo un capitolo che ha segnato intere generazioni di telespettatori.

Dopo 38 anni chiude Striscia la notizia

Nato il 7 novembre 1988 su Canale 5 da un’idea di Antonio Ricci, Striscia la notizia si è presentato fin dall’inizio come un telegiornale satirico capace di mescolare ironia, informazione e denuncia sociale. Alla conduzione della prima puntata c’erano Gianfranco D’Angelo ed Ezio Greggio, destinato a diventare il volto simbolo della trasmissione. Nel corso degli anni il programma ha rivoluzionato il modo di fare intrattenimento televisivo, dando spazio alle segnalazioni dei cittadini e realizzando servizi che spesso hanno acceso i riflettori su truffe, disservizi e vicende di interesse pubblico.

La chiusura del programma arriva al termine di un periodo particolarmente complicato sul fronte degli ascolti. La crescente concorrenza di Affari Tuoi su Rai 1 ha reso sempre più difficile mantenere gli storici risultati dell’access prime time, mentre anche il tentativo di riposizionare la trasmissione in prima serata non ha ottenuto gli effetti sperati. Con la presentazione dei nuovi palinsesti Mediaset è stata ufficializzata l’assenza di Striscia la notizia dalla programmazione, ma negli ultimi giorni è arrivato un ulteriore segnale della chiusura definitiva: anche i canali social della trasmissione sono stati fermati, interrompendo la pubblicazione dei contenuti che, fino a quel momento, avevano mantenuto vivo il rapporto con il pubblico.

La chiusura del programma è un segnale forte di cambiamento. Il format non è riuscito a mantenere il suo status a causa dei social media che ci accompagnano tutti i giorni tutto il giorno e che, in qualche modo, svolgono la stessa funzione. Tra gli appassionati di tv si inizia a parlare di crisi del contesto televisivo che starebbe colpendo tutti gli editori. Spesso le aziende scelgono di percorrere strade già battute per paura dell’ignoto. E se anche quelle colonne, che prima rappresentavano una sicurezza iniziano a sgretolarsi, quale sarà il futuro della tv italiana?

Il tg satirico che ha raccontato l’Italia: le inchieste più importanti

Nel corso dei suoi 38 anni di storia, Striscia la notizia è diventato sinonimo di inchieste televisive capaci di lasciare il segno. Tra le più celebri c’è quella dedicata a Wanna Marchi, Stefania Nobile e al Mago Do Nascimento, un’indagine che contribuì a far emergere un sistema di presunti raggiri ai danni dei consumatori e che avrebbe poi trovato sviluppi nelle aule di tribunale. Un altro caso rimasto nella memoria è quello del cosiddetto “Tubo Tucker”, un dispositivo pubblicizzato come soluzione per ridurre consumi ed emissioni, ma che le verifiche del programma contribuirono a far emergere come una presunta truffa.

L’attività del tg satirico non si è limitata a questi episodi. Nel tempo ha dedicato servizi ai prodotti alimentari italiani contraffatti venduti all’estero, ha realizzato lunghe campagne di approfondimento su vicende mediatiche e ha promosso numerose iniziative di interesse sociale. Proprio questa combinazione di satira, giornalismo investigativo e attenzione ai problemi quotidiani ha reso Striscia la notizia un format unico nel suo genere, capace di influenzare il modo di raccontare l’attualità in televisione e di lasciare un’impronta duratura nella storia del piccolo schermo italiano.

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