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CURIOSITÀ 02 SETTEMBRE 2023

La curiosa storia del caffè italiano: quando è nato e dove

Per noi italiani bere caffè non è solo questione di abitudine, è un rito che si ripete ogni giorno e più volte al giorno. Nonostante il forte legame che ci lega con questa bevanda, se pensi che sia nata in Italia sbagli. Le radici sono molto lontane, nello spazio e nel tempo. Ma il modo in cui viene fatto ‘espresso’ è tutto merito italiano.

Quando è stato “inventato” il caffè e dove

La storia di questa bevanda inizia in Africa più di mille e cinquecento anni fa e più precisamente in Etiopia, dove le piante di caffè crescevano rigogliose. Qui però non veniva bevuto, piuttosto era usato nella sua interezza, e quindi sia chicchi sia bacche, per insaporire le pietanze.

Da quelle terre, tra il XIII e il XIV secolo, gli etiopi portarono il caffè nello Yemen durante le loro campagne militari. Qui trovarono terreno fertile in cui crescere e proseguire il viaggio verso la costa orientale del Mar Rosso, fino alla Mecca e a Medina, in Arabia, dove già alla fine del XV secolo sorsero luoghi di degustazione in cui ci si riuniva appositamente per berlo.

Nel XVII secolo finalmente il caffè giunse in Europa, anche se già un secolo prima a Venezia era possibile trovare i semi della Coffea arabica, venduti dagli speziali a un prezzo altissimo, come medicamento.

Fu proprio un veneziano, Pietro Della Valle, ad aprire il primo spaccio di caffè in Italia nel 1615. Un secolo più tardi, nel 1720, in piazza San Marco Floriano Francesconi aprì il celebre caffè Florian, più antico Caffè nella storia ad aver mantenuto le sue caratteristiche nonostante siano passati più di tre secoli.

Quando è nato il caffè espresso italiano

L’origine dell’espresso italiano è senza dubbio legato all’evoluzione tecnologica delle macchine, che ha inciso sul metodo di preparazione. Un grande merito va sicuramente ad Angelo Moriondo, proprietario di due locali storici a Torino, che nel 1884 presentò in occasione dell’Esposizione Generale al Valentino un dispositivo di sua invenzione alimentato a vapore per fare il caffè.

Un’illuminazione nata per rispondere alle esigenze della sua clientela: aveva bisogno di un metodo di preparazione della bevanda che fosse veloce, “espresso” per l’appunto.

Così Moriondo gettò le basi su cui poi si inserì un altro grande inventore: l’imprenditore Alfonso Bialetti.

Chi ha inventato la moka per il caffè

La storia della Moka ha inizio nel 1933, quando Alfonso Bialetti ebbe l’idea che avrebbe rivoluzionato il modo di fare il caffè.

Osservando la moglie fare il bucato con la lisciveuse, una lavatrice dotata di caldaia che sfruttava l’ebollizione dell’acqua, pensò di sfruttare quello stesso processo per la preparazione del caffè.

Per la sua invenzione, che fino al 1940 venne prodotta in modo artigianale, scelse il nome Moka: un chiaro riferimento alla città dello Yemen, Mokha, conosciuta per la produzione di caffè, in particolare della qualità arabica, la più pregiata.

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