F1, GP di Spagna: Ferrari aggressiva, Leclerc sfiora l’aggancio a Mercedes

Un Gp di Spagna che per la Ferrari finisce come era iniziato. Quinto e sesto posto senza lode, malgrado la strategia con Leclerc non batte la Mercedes per un soffio

Foto di Zander Arcari

Zander Arcari

analista specializzato di Formula 1

In pista per la prima volta all'età di 7 anni, Zander Arcari ha sempre amato la massima categoria del motorsport. Da circa 10 anni è un analista specializzato di Formula 1, per Virgilio Motori racconta le complesse sfide legate al mondo della Formula 1.

La decima tappa del mondiale 2024 va in archivio. Un Gran Premio di certo non deficitario al pari di quello canadese per la rossa che comunque, anche in Spagna, non centra l’obiettivo sperato. Eppure i presupposti c’erano. Anzi tutto la voglia di rivalsa, nutrita con grande passione da Frederic Vasseur. Poi gli update. Aggiornamenti al fondo e nella zona delle pance che facevano presagire un ulteriore salto di qualità per il Cavallino Rampante. Così non è stato? Troppo difficile capirlo al momento. Lo studio dati che verrà messo in atto durante i prossimi giorni sarà senz’altro utile per la squadra di Maranello. Questo considerando che venerdì prossimo si torna a correre, questa volta in Austria, in casa Red Bull, per il secondo appuntamento del triple header.

Un passo indietro. Ferrari ha sofferto per tutto il venerdì. Le due SF-24 sono scese in pista e, per la prima volta durante la campagna agonistica 2024, le due vetture italiane non erano bilanciate. Eccessi di rotazione e instabilità al retrotreno nelle curve ad alta velocità di percorrenza. Per questo la nottata al simulatore è stata lunga. Lavoro che senza dubbio ha ripagato, in quanto il sabato era tutta un’altra storia. Problemi suddetti limati ma comunque ancora presenti. Se a questo aggiungiamo che, i “due Carlo” non sono stati in grado di massimizzare il primo settore in qualifica il cerchio si chiude. Quinto e sesto posto finale che viene confermato oggi in gara. Senza infamia e senza lode, come si suol dire.

Red Bull resta la vettura più forte del lotto. Quella dell’olandese però, visto che Checo Perez continua a sciorinare prestazioni molto lontane da quelle del compagno di squadra. Questo nonostante il rinnovo contrattuale per due anni che doveva offrire un boost mentale al messicano. Verstappen invece sa sfruttare appieno la sua vettura e oggi, in barba a chi lo dava in difficoltà, ha “spiegato” a tutti perché sulla carrozzeria del suo bolide colorato blue racing fa presenza lo sticker del numero 1. Discorso similare per McLaren. La MCL38 è una gran macchina e gli upgrade di Miami stanno funzionando alla grande. Come successo in Red Bull, in questo fine settimana Norris ha dato una grossa paga al compagno di garage.

Lo ha battuto in qualifica e si è preso la pole, mentre in gara ha tagliato il traguardo a meno di tre secondi dal leader del mondiale. C’è poi Mercedes che se fino al Gran Premio di Monaco pareva una scuderia in seria difficoltà, smarrita nelle problematiche tecniche e non riuscendo a centrare il corretto punto di lavoro della W15, con i recenti update ha “disciplinato” le frecce nere intarsiate di nero. Lo ha fatto talmente bene che in Canada George Russell si è preso la pole per poi gettare al vento la possibilità di vincere, mente quest’oggi, il prossimo ferrarista Lewis Hamilton, si aggiudica il terzo gradino del podio, seguito a ruota dal compagno e connazionale che chiude la corsa in quarta piazza.

F1, Ferrari diversifica la strategia e per poco non rimonta Mercedes

Arriviamo quindi alla rossa. Come detto la competitività generale della vettura italiana non era all’altezza dei primi. L’unica arma che Ferrari poteva utilizzare in gara era il basso degrado. Consumo degli penumatici che in effetti è parso molto buono sulla vettura di Leclerc, meno su quella si Sainz. Per questa ragione il muretto box ha deciso di provare una tattica aggressiva con la numero 16. Una strategia che senz’altro poteva pagare. Adiamo con ordine però. Charles si sentiva molto comodo con le Pirelli a banda rossa, le Soft per intenderci, sin dalle prove libere. Ragion per cui nelle Fp3 le ha scelte per testare la SF-24 in configurazione high fuel. Uno stint di 6 tornate dove ha mostrato un degrado positivo, poiché i tempi ottenuti erano in discesa dopo il time attack.

Questo studio ha fatto si che, durante i briefing della domenica mattina, una delle strategie da tenere in caldo fosse appunto quella di terminare la corsa con la Soft. Nel farlo il monegasco ha cercato di allungare il più possibile il primo stint di gara, svolto sempre con lo pneumatico cerchiato di rosso. Lo ha fatto differenziando il lavoro rispetto a Sainz che invece su questo compound non si è trovato alla perfezione. Eppure era partito bene Carlos superando Charles. Poi però non è stato capace di amministrare ugualmente bene il degrado. Per contro Leclerc ha tirato avanti la “sua relazione” con le Soft sino al giro 23. Elemento che gli ha permesso comunque di mantenere la scia di Sainz sino al secondo stint, dove poi ha scelto di calzare le gomme Medium.

Charles Leclerc - Carlos Sainz (Scuderia Ferrari)
Fonte: Getty Images
Charles Leclerc in scia di Carlos Sainz (Scuderia Ferrari) durante il Gran Premio di Spagna edizione 2024

In questa parte della corsa Charles ha mostrato un atteggiamento un po’ troppo aggressivo durante i primi giri. Per questo Bryan Bozzi, suo ingegnere di pista, gli ha suggerito di gestire gli pneumatici nelle curve ad alta velocità di percorrenza. Come successo per il primo run sulle Soft, quindi, Leclerc ha parzializzato l’acceleratore in tutte le curve ad alta velocità di percorrenza. Il provvedimento era necessario per non immettere troppa energia all’interno della carcassa, alzare le temperature di esercizio e, di riflesso, accorciare la vita utile delle gomme. Il piano ha funzionato, tanto che altre 22 tornate sono state messe in cascina con queste “calzature”, recuperando lap time sugli avversari anche se come tipologia di gomma non ha soddisfatto in quanto, a detta del monegasco, nelle fasi di cornering un lieve ma continuo scivolamento laterale ha fatto presenza.

Arriviamo dunque alla terza e ultima parte della corsa, dove Leclerc ha scelto nuovamente le mescole Soft. Appena sceso in pista il remote garage gli ha indicato un preciso laptime da seguire che, calcoli alla mano, gli avrebbe fornito la possibilità di giocarsi il quarto posto con Russell nel finale. Charles ha rispettato alla lettera i dettami, ha superato il compagno di squadra più lento e a suon di giri veloci, quasi mantenendo il ritmo di Verstappen Norris, ha chiuso in maniera progressiva il gap sul pilota della Mercedes. A cinque passaggi dalla fine l’aggancio pareva oramai cosa fatta. Tuttavia Russell si è difeso alla grande, ha spremuto al limite la sua W15 con le Hard ed è stato capace di resistere all’attacco per un soffio. Una tornata in più e per Charles il gioco era fatto, in quanto il monegasco ha tagliato in traguardo del Gran Premio di Spagna letteralmente incollato al diffusore della Mercedes di George. Peccato.