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BUONO A SAPERSI 12 AGOSTO 2026

Nuovo Codice della Strada, spunta l'ipotesi della patente a 17 anni

Marta Ruggiero

Marta Ruggiero

Giornalista e videomaker

Giornalista, videomaker, copywriter e content creator. Mi occupo di attualità, economia, politica, intrattenimento, costume e società. In passato ho lavorato in ambito televisivo. Osservo e racconto storie: penna e videocamera sono le mie fedeli compagne di viaggio.

Il Codice della strada potrebbe cambiare ancora. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha avviato una fase di consultazione con oltre cento operatori e associazioni del settore per raccogliere osservazioni e proposte in vista di una nuova revisione delle regole sulla circolazione.

Il pacchetto, ancora in fase di studio e quindi non ancora legge, comprende circa 15 interventi e punta a rendere le norme più proporzionate, digitali e coerenti con l’evoluzione della mobilità. La sicurezza stradale resta comunque l’obiettivo prioritario.

Nuovo codice della strada: patente B a 17 anni

Una delle modifiche più rilevanti del Codice della strada riguarda l’età per ottenere la patente B, quella per le auto (per intendersi), che potrebbe scendere a 17 anni. La proposta si inserisce nel recepimento delle nuove norme europee e prevede un percorso di guida accompagnata. In particolare, chi possiede già determinate patenti per moto o microcar potrebbe iniziare a fare pratica al volante a 16 anni, affiancato da un adulto esperto.

Una volta ottenuta la patente, i diciassettenni potrebbero inoltre guidare alcuni veicoli commerciali leggeri. La misura avrebbe anche una finalità occupazionale: il progetto punta infatti a facilitare l’accesso dei giovani alla professione di autotrasportatore, in un settore che da tempo registra una carenza di conducenti.

Multe, stop agli aumenti automatici

Un altro capitolo riguarda le sanzioni. Il Mit valuta di bloccare l’adeguamento automatico delle multe all’inflazione, introducendo un sistema considerato più proporzionato alla gravità delle infrazioni.

Per l’eccesso di velocità, una delle ipotesi prevede le multe progressive: 10 euro aggiuntivi per ogni chilometro orario oltre il limite in autostrada e 5 euro sulle strade a scorrimento più lento. Tra le proposte c’è inoltre una riduzione delle sanzioni per alcune violazioni considerate meno pericolose, come il divieto di sosta delle due ruote.

Cambierebbero anche i tempi per le notifiche: per le violazioni rilevate da telecamere e autovelox il termine potrebbe passare dagli attuali 90 a 30 giorni. Verrebbe inoltre semplificata la procedura di autotutela per consentire ai cittadini di chiedere più facilmente l’annullamento di verbali affetti da errori formali.

Stretta sulle auto senza assicurazione

Durante il vaglio del nuovo Codice della strada, particolare attenzione viene riservata ai veicoli privi di assicurazione. Il progetto prevede un maggiore utilizzo dell’incrocio tra le banche dati della Motorizzazione e i sistemi di rilevazione elettronica presenti sulle strade.

L’obiettivo è individuare più rapidamente i mezzi non assicurati e introdurre un “divieto di marcia digitale“. In caso di mancata regolarizzazione, al primo controllo fisico potrebbe scattare direttamente il sequestro del veicolo.

La misura si inserisce in un quadro di controlli sempre più tecnologici: già nel 2026 sono stati sperimentati sistemi basati sull’intelligenza artificiale capaci di individuare anche veicoli privi di assicurazione, oltre ad altre infrazioni.

E-bike, casco e contrassegno

Sono previste novità anche per le biciclette a pedalata assistita e, soprattutto, per i cosiddetti cicli a propulsione utilizzati frequentemente dai rider. Il Mit valuta l’introduzione dell’obbligo di casco e di un contrassegno identificativo, una sorta di targa che permetta di riconoscere più facilmente il mezzo e risalire al proprietario in caso di infrazione.

La proposta sulle e-bike nasce dalla necessità di aggiornare le regole alla diffusione di nuove forme di mobilità urbana e delle consegne a domicilio.

Sorpasso a destra e corsia di emergenza

Il progetto interviene anche sulla circolazione in autostrada. Sulle carreggiate con almeno tre corsie potrebbe essere formalizzato il principio della circolazione per file parallele, rendendo possibile in determinate condizioni il superamento a destra quando questo deriva dal normale andamento del traffico. Non si tratterebbe quindi di una liberalizzazione indiscriminata.

Per i motociclisti, invece, viene valutata la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza in presenza di traffico completamente bloccato o di forti rallentamenti, sempre garantendo il passaggio dei mezzi di soccorso.

Più attenzione a disabili e proventi delle multe

La riforma punta infine a rafforzare le tutele per le persone diversamente abili. I Comuni potrebbero essere chiamati ad aderire alla piattaforma del Cude, il Contrassegno Unificato Disabili Europeo, che consente di riconoscere i veicoli autorizzati anche fuori dal Comune di residenza.

Sul fronte economico, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti propone inoltre di destinare il 70% degli introiti delle multe all’ente proprietario della strada, vincolandolo a interventi di manutenzione, segnaletica e sicurezza, mentre il restante 30% resterebbe all’ente accertatore per le spese di gestione e notifica.

Il progetto è dunque ancora aperto al confronto e potrà subire modifiche prima di trasformarsi in un vero intervento legislativo. La direzione, però, appare chiara: più controlli e severità per le condotte realmente pericolose, ma anche sanzioni più proporzionate e procedure più semplici per gli automobilisti.

Nuovo Codice della Strada, spunta l'ipotesi della patente a 17 anni
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