Quello che sembra un semplice gesto quotidiano, come dare un’occhiata al proprio orologio, può trasformarsi in una costosa infrazione quando si è alla guida. È quanto sta emergendo in Grecia, dove le autorità stanno rafforzando i controlli sulle distrazioni al volante, includendo nel mirino anche gli smartwatch, soprattutto quando vengono utilizzati attivamente durante la marcia.
La questione interessa anche i turisti italiani che scelgono determinate località per le vacanze e che si spostano con un’auto propria o a noleggio. Il principio di fondo è semplice: quando un dispositivo elettronico sottrae attenzione rispetto alla strada, il fatto che sia indossato al polso invece che tenuto in mano non elimina necessariamente il problema.
Nuovi divieti, non è solo il cellulare
Gli smartwatch moderni sono ormai molto più che semplici orologi e, alla guida, possono rappresentare una distrazione non di poco conto. Permettono di leggere le notifiche e i messaggi, rispondere alle chiamate, controllare il navigatore, cambiare la musica e utilizzare le applicazioni.
Proprio per questo, un conducente che guarda ripetutamente lo schermo o interagisce con il dispositivo può essere considerato distratto. Dunque, in Grecia, il suo utilizzo può essere assimilato a quello di altri dispositivi elettronici quando il comportamento compromette la necessaria attenzione al volante.
Il rischio non è soltanto teorico. A 100 chilometri orari, un’automobile percorre circa 28 metri ogni secondo: anche pochi istanti trascorsi con gli occhi rivolti verso il polso significano quindi percorrere una distanza significativa senza prestare la massima attenzione alla strada.
Multe fino a 350 euro e ritiro della patente
La stretta arriva in un contesto di maggiore attenzione alla sicurezza stradale. Il nuovo quadro normativo prevede sanzioni più incisive per diversi comportamenti pericolosi e punta anche sull’utilizzo della tecnologia per individuare le infrazioni.
Nel caso dello smartwatch, quando il suo utilizzo viene considerato una fonte di distrazione al pari dello smartphone, la sanzione può arrivare a 350 euro, accompagnata dalla sospensione della patente per 30 giorni. Un’altra contestazione possibile riguarda, invece, la violazione dell’obbligo generale di mantenere il controllo del veicolo e la necessaria attenzione alla circolazione: in questo caso la sanzione indicata è di 150 euro, con 20 giorni di sospensione.
Per chi viaggia in Grecia, inoltre, valgono le regole locali. La pagina ufficiale dell’Unione europea dedicata alla guida nel Paese ricorda infatti che gli automobilisti devono informarsi sulle specifiche norme in materia di circolazione e sicurezza stradale.
Arrivano anche le telecamere con intelligenza artificiale
La novità più interessante riguarda però i sistemi di controllo. Il Paese sta introducendo delle telecamere dotate di intelligenza artificiale capaci di analizzare i comportamenti dei conducenti. I sistemi possono individuare elementi compatibili con l’uso di dispositivi elettronici, come lo sguardo rivolto verso il basso o determinati movimenti delle mani.
La segnalazione automatica, tuttavia, non equivale necessariamente all’applicazione immediata della sanzione: le immagini devono essere sottoposte alla verifica degli agenti, chiamati a stabilire se il comportamento costituisca effettivamente un’infrazione.
Il passaggio è significativo perché sposta l’attenzione dal singolo oggetto al comportamento del conducente. Non conta soltanto se si sta utilizzando uno smartphone o uno smartwatch. Ciò che viene considerato pericoloso è soprattutto la perdita di attenzione provocata dall’interazione con il dispositivo.
Smartphone in auto, cosa devono fare i turisti italiani
Per evitare problemi, la soluzione più semplice è preparare l’orologio elettronico prima di mettersi alla guida. Notifiche, chiamate e altre funzioni possono essere disattivate o limitate attraverso le modalità dedicate. È inoltre preferibile utilizzare esclusivamente sistemi che consentano di mantenere l’attenzione sulla strada e, quando possibile, evitare completamente di guardare lo schermo durante la marcia.
La vicenda greca rappresenta così un segnale di una tendenza più ampia: con la diffusione dei dispositivi indossabili, le norme sulla sicurezza stradale stanno iniziando a confrontarsi con tecnologie che pochi anni fa non esistevano. Lo smartwatch può sembrare meno invasivo di uno smartphone, ma se induce l’automobilista a distogliere lo sguardo dalla strada, il rischio per la sicurezza rimane.