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CURIOSITÀ 19 GIUGNO 2024

Riportare in vita il mammut lanoso salverà l’umanità con il super antibiotico

Negli ultimi anni, la scienza ha compiuto passi da gigante nella possibilità di riportare in vita specie estinte attraverso la de-estinzione. Un esempio emblematico di questi sforzi è il mammut lanoso, un gigante preistorico che ha vissuto nelle vaste tundre dell’Eurasia e del Nord America. Oltre all’interesse puramente ecologico e paleontologico, riportare in vita il mammut lanoso potrebbe avere implicazioni sorprendenti per la salute umana, in particolare nella lotta contro la crescente minaccia della resistenza agli antibiotici.

Perché vogliono riportare in vita il mammut lanoso

La de-estinzione del mammut lanoso è un progetto che va oltre il semplice desiderio di osservare un pezzo di preistoria. Gli scienziati vedono in questo processo un’opportunità per ripristinare gli ecosistemi arcaici, in particolare le praterie della Siberia e dell’Alaska. Queste regioni, oggi dominate dalla tundra, potrebbero beneficiare del ritorno dei mammut lanosi che, attraverso il loro comportamento di pascolo, potrebbero contribuire a mantenere il terreno fertile e a combattere il cambiamento climatico riducendo il rilascio di gas serra come il metano dal permafrost.

Ma le motivazioni non sono solo ecologiche. Studiare il Dna del mammut lanoso offre una finestra preziosa sulla biologia di un’epoca passata, permettendo di capire meglio come gli animali si sono adattati ai climi freddi e quali geni hanno reso possibile la loro sopravvivenza. Questo tipo di conoscenza è fondamentale non solo per comprendere il passato, ma anche per applicazioni future in biotecnologia e medicina.

Gli studi sugli antibiotici sugli animali preistorici

Un aspetto particolarmente interessante della ricerca sui mammut lanosi è la possibilità di scoprire nuovi antibiotici. La resistenza agli antibiotici è una delle maggiori crisi sanitarie del nostro tempo, con molte infezioni che diventano sempre più difficili da trattare. Gli scienziati stanno esplorando la possibilità che i batteri antichi, conservati nei resti dei mammut, possano offrire soluzioni innovative.

Grazie all’uso dell’intelligenza artificiale, i ricercatori stanno analizzando le proteine e i microbi trovati nei tessuti congelati dei mammut per identificare composti con proprietà antibiotiche. L’idea è che questi microbi preistorici, essendo stati isolati per millenni, possano avere sviluppato parti uniche non presenti nei batteri moderni. Questi materiali potrebbero offrire le basi per una nuova classe di antibiotici, capace di superare la resistenza sviluppata dai batteri contemporanei.

Uno studio pubblicato recentemente ha mostrato che l’analisi delle proteine di mammut ha già identificato alcune molecole promettenti. Tali molecole sono state sintetizzate e testate in laboratorio, mostrando attività contro ceppi batterici resistenti agli antibiotici tradizionali. Questo è solo l’inizio, ma i risultati preliminari sono incoraggianti e suggeriscono che i mammut lanosi potrebbero diventare una fonte insperata di nuove armi nella lotta contro le infezioni più resistenti.

Riportare in vita il mammut lanoso, nonostante sembri la trama di un film come Jurassic Park, è un’impresa che combina aspirazioni ecologiche e scientifiche. Oltre alla potenziale ripercussione positiva sugli ecosistemi della tundra, questa ricerca potrebbe avere un impatto diretto e significativo sulla salute umana con colonie batteriche vive presenti in questi maestosi animali. La resistenza agli antibiotici è la sfida della medicina moderna, e trovare alternative a quelli che conosciamo e utilizziamo già potrebbe garantirci un’aspettativa di vita superiore.

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