Il pollo è una delle fonti proteiche più diffuse e apprezzate: la sua carne è magra e digeribile, le ricette tutte buonissime. In 100 g di petto di pollo cotto troviamo in media circa 31 g di proteine, pochi grassi e un apporto calorico compreso tra le 165 e le 190 kcal.
È anche una buona fonte di vitamine del gruppo B, come niacina e vitamina B6 e minerali come fosforo e selenio. Per la sua versatilità e la sua tabella nutrizionale, il pollo è il re nelle diete, sia quelle ipocaloriche, sia quelle per chi pratica sport.
Di norma, siamo portati ad acquistare il pollo già tagliato al supermercato, ma in linea generale è meglio quello intero. Da una parte avremo infatti più opzioni per le nostre preparazioni, dall’altra non sprecheremo neppure gli scarti, utili per gli ottimi brodi di carne.
Ma in questo caso, guai a commettere alcuni errori di taglio, perché disossare non è una scienza, ma serve comunque occhio. Se non vogliamo correre il rischio di rovinare la carne o, peggio, ferirci durante le manovre, ecco come fare.
Gli errori più comuni nel taglio del pollo
Il punto di partenza fondamentale è evitare questo errore: disossare o tagliare il pollo su una superficie instabile. Una base non ferma, tipo un tagliere appoggiato male o una tavola scivolosa, può far perdere aderenza e controllo del coltello, portando a tagli imprecisi.
Tale errore non solo rende più difficile ricavare porzioni pulite, ma aumenta il rischio di incidere parti che invece dovrebbero rimanere integre. Va, inoltre, considerata la questione sicurezza, in quanto le superfici instabili possono aumentare il rischio di ferirsi.
Un altro errore piuttosto frequente è iniziare a tagliare senza avere un piano, incidendo punti casuali. Il pollo, invece, va “letto”: ogni pezzo è collegato al corpo tramite articolazioni e seguirle in modo naturale, favorisce un lavoro pulito.
Da evitare anche l’uso di coltelli poco affilati, che costringono a fare forza, strappano la carne e rendono difficile individuare le giunture. Un buon coltello affilato permette invece di staccare con precisione cosce, ali e petti.
Infine, molti tendono a lavare il pollo sotto l’acqua prima di tagliarlo: questa pratica è rischiosa perché può spargere batteri sulle superfici circostanti. Il pollo va solo tamponato con carta assorbente e lavorato con mani e superfici pulite.
Come tagliare il pollo nel modo corretto: metodo consigliato
Dopo aver evitato gli errori principali, ecco come procedere nel modo corretto:
- stabilizzare la superficie, appoggiando il tagliere in modo che non scivoli;
- individuare le articolazioni, ricordando che per cosce e ali non serve tagliare l’osso, ma basta piegare la parte per trovare il punto esatto in cui incidere;
- separare le cosce, tirando in modo delicato verso l’esterno, in questo modo l’articolazione risulterà evidente e potremo incidere con movimenti brevi e controllati;
- rimuovere le ali, cercando il punto di snodo e incidere seguendo la naturale separazione delle ossa;
- ricavare i petti, effettuando un taglio lungo lo sterno e scendendo con il coltello lungo la curvatura delle costole, per evitare sprechi di carne;
- raccogliere gli scarti, perché carcassa, pelle e ossa saranno fondamentali per il brodo.
Con questi passaggi guida, il taglio risulterà pulito, veloce e più sicuro.
Quando cucinare il pollo intero
Se non abbiamo necessità di ricavare pezzi specifici, possiamo cuocere il pollo intero. Il pollo arrosto rimane sempre la scelta più semplice: garantisce un risultato saporito e permette di adoperare dopo la carcassa per preparare un brodo di carne ricco.
In questo modo eviteremo anche di manipolarlo troppo, lasciando intatta l’umidità della polpa.






















