La Volkswagen Polo esce di scena, al suo posto due nuove elettriche

La Volkswagen Polo esce di produzione dopo 40 anni di ininterrotta attività: al suo posto, lo stabilimento di Navarra produrrà due nuove auto elettriche

Foto di Manuel Magarini

Manuel Magarini

Giornalista automotive

Classe 90, ha una laurea in Economia Aziendale, ma un unico amore: la scrittura. Da oltre dieci anni si occupa di motori, in ogni loro sfaccettatura.

La storica era della Volkswagen Polo si è conclusa ufficialmente lo scorso 2 luglio. Dalle linee produttive dello stabilimento spagnolo di Navarra è uscito proprio quel giorno l’ultimo esemplare della mitica B-Hatch. Per il dispiacere dei fan di vecchia data, scende il sipario su un modello che ha fruttato molto alla Casa di Wolfsburg in termini commerciali. Lanciata inizialmente nel 1984, la vettura ha conservato un ruolo di primo piano nel corso di ben quattro decenni.

Il perché dell’addio

La decisione del management societario di porre fine alla sua realizzazione in Europa deve essere, soprattutto, attribuita all’inasprimento delle normative sulle emissioni. In risposta al fenomeno del cambiamento climatico, la Commissione UE ha, infatti, fissato dei stringenti paletti, mentre ci avviciniamo al fatidico 2035, ammesso e non concesso che l’addio totale a benzina e diesel abbia luogo. Se fino a poco tempo fa, il pronunciamento sembrava scontato, negli scorsi giorni hanno cominciato a diffondersi dei dubbi.

Comunque andrà, il costo della Volkswagen Polo pesava troppo sulle casse del marchio tedesco. E, in nome dell’efficienza, Thomas Schafer ha scelto di non confermarla nel listino VW. Le risorse principali verranno destinata alla transizione ecologica e, infatti, la prossima generazione della Golf, da poco soggetta a restyling, sarà a batteria.

La Volkswagen Polo è stata una delle best seller assolute in Europa nel segmento di appartenenza. Con oltre 18 milioni di unità fabbricate nella prolungata carriera, ha conquistato il favore dei conducenti. Il mix di solidità, design accattivante e guida piacevole è valso un posto nel cuore di tanti, che una lacrimuccia la verseranno, in memora dei bei tempi andati.

Nascerà ancora in Sudafrica

Nonostante il ritiro dal Vecchio Continente, la Volkswagen Polo andrà avanti a vedere la luce nell’impianto di Kariega, in Sudafrica, per i mercati locali. A sostituirla in territorio europeo ci penseranno due esemplari: la ID.2 e la cugina Skoda Epic. La ID.2 ha già fatto parecchio parlare di sé, a causa del ventilato prezzo di listino. Prima erano trapelate le voci, dunque gli alti esponenti del colosso tedesco lo hanno confermato: l’allestimento entry-level sarà disponibile a circa 25.000 euro.

All’annuncio i fan dell’azienda hanno risposto entusiasti, visto quanto rimane difficile reperire oggi una BEV a certe cifre. La più economica rimane la Dacia Spring, seguita dalla Citroën e-C3 e dalla nuova Fiat Grande Panda. La best seller della nostra penisola, attesa alla next gen, nascerà sulla stessa piattaforma della francesina e verrà presentata il prossimo 11 luglio. In occasione dei 125 anni del Lingotto, Olivier François, amministratore delegato del brand, svelerà il veicolo a Kragujevac, in Serbia, dove verrà costruito.

Attesa sul mercato per il 2026, la ID.2 sarà una macchina simile nelle dimensioni e nelle sembianze alla Volkswagen Polo, ma monterà un motore completamente a zero emissioni. Invece, la Skoda Epic avrà dimensioni maggiori e offrirà delle dotazioni di classe superiore. L’impianto di Landaben, vicino a Pamplona, in Spagna, da sempre casa della Polo, ha un legame importante anche con l’Itala: negli anni 1980, quando Seat e Fiat erano partner, a Navarra vennero prodotte la Lancia Beta Coupé e la HPE, uniche proposte del marchio torinese affidate fuori dai confini italiani.