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CURIOSITÀ 19 MAGGIO 2024

Speranza di vita, cambia tutto: la profezia degli scienziati per il 2050

La speranza di vita di un essere umano è influenzata da più fattori e ha subito un notevole allungamento nel corso degli ultimi due secoli. I miglioramenti nella medicina, nell’igiene, nella nutrizione e nelle condizioni socioeconomiche, sono tutti aspetti che hanno contribuito in modo determinante.

Basti pensare che nel XIX secolo l’aspettativa di vita era molto bassa, spesso inferiore ai 40 anni. Ciò era dovuto agli alti tassi di mortalità infantile, alle malattie infettive, alla malnutrizione e a condizioni igieniche approssimative.

Il vero punto di svolta è arrivato nel corso del ‘900: nella prima metà del secolo, infatti, l’introduzione delle vaccinazioni e degli antibiotici hanno portato a una significativa riduzione delle malattie infettive. Nella seconda metà del secolo scorso, invece, hanno inciso favorevolmente i miglioramenti nella nutrizione, l’accesso a cure mediche avanzate, il progresso delle tecnologie mediche e una maggiore consapevolezza sulla salute. Ecco che nei Paesi sviluppati l’aspettativa di vita è quasi raddoppiata, arrivando ai 70 anni.

Con una crescita tanto rapida viene da chiedersi cosa sarà nel prossimo futuro. Per questo gli scienziati hanno profetizzato cosa sarà tra solo pochi decenni, nel 2050. Sempre che non arrivi la fine del mondo nel 2026, come qualcuno sostiene.

Quale sarà l’aspettativa di vita nel 2050

La ricerca Global Burden of Desease 2021 pubblicata sulla rivista The Lancet è stata in grado di stabilire quale sarà l’aspettativa di vita nel 2050. I ricercatori hanno esaminato i dati relativi a 371 malattie e 88 fattori di rischio in 204 Paesi. Da quanto è emerso, in poco più di due decenni le persone potranno sperare di vivere in media fino a 5 anni in più. Più nel dettaglio, gli uomini guadagneranno 4,9 anni, mentre le donne 4,2 anni. La crescita sarà inoltre più evidente nei Paesi dove è attualmente più bassa, come quelli dell’Africa sub-sahariana.

È opportuno sottolineare che si sta parlando del dato a livello planetario, quindi quella fornita dallo studio è una media su tutte le popolazioni. Inoltre sulla ricerca ha contribuito la pandemia Covid: un recente studio ha determinato che il coronavirus ha eroso l’aspettativa di vita media di 1,6 anni, molto più di quanto si prevedeva.

La vasta analisi è stata coordinata dall’Istituto americano per la metrica e la valutazione della salute (Ihme), che si avvale del lavoro di oltre 11mila collaboratori da tutto il mondo. Christopher Murray ha coordinato il gruppo di ricerca insieme ad Amanda Smith e ha affermato che, oltre a un aumento dell’aspettativa di vita in generale, la disparità nell’aspettativa di vita tra le aree geografiche diminuirà. Mentre le disuguaglianze sanitarie tra le regioni a reddito più alto e quelle a reddito più basso rimarranno, il divario tenderà a ridursi.

L’aumentata aspettativa di vita è guidata in larga parte da misure di sanità pubblica che hanno prevenuto e migliorato i tassi di sopravvivenza per molti disturbi e, in particolare, delle malattie trasmissibili.

Più longevi e più malati? Cosa dice lo studio

Vivere più a lungo è di per sé un’ottima notizia, che va però valutata tenendo conto di una serie di “effetti collaterali”. Tali previsioni, infatti, indicano che non tutti questi anni in più verranno vissuti in buona salute. In altre parole avremo una vita più lunga, ma stando peggio. Il numero medio di anni che una persona può aspettarsi di vivere senza particolari disturbi aumenterà da 64,8 anni nel 2022 a 67,4 nel 2050, dunque soltanto della metà rispetto all’aumento dell’aspettativa di vita.

Secondo gli autori dello studio, gli interventi di sanità pubblica volti a prevenire e mitigare i fattori di rischio comportamentali e metabolici costituiscono la migliore opportunità di estendere ulteriormente l’aspettativa di vita. Infatti, il numero totale di anni persi a causa di cattiva salute e morte prematura attribuibile a fattori di rischio metabolico è aumentato del 50% dal 2000 a oggi: “Abbiamo davanti a noi un’immensa opportunità di influenzare il futuro della salute globale anticipando questi crescenti fattori di rischio, in particolare quelli legati a fattori comportamentali e di stile di vita come l’alto livello di zucchero nel sangue, l’elevato indice di massa corporea e l’alta pressione sanguigna” ha dichiarato Christopher Murray. Sarà questa una delle grandi sfide dell’umanità da qui al prossimo futuro. Se c’è chi ipotizza che a breve saremo in grado di vivere in città su Marte, questa sfida pare decisamente più a portata di mano.

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