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CURIOSITÀ 06 SETTEMBRE 2025

Leone di Venezia, da dove arriva davvero il simbolo della città

Poche città al mondo possiedono un simbolo tanto potente e riconoscibile quanto Venezia con il suo leone alato. Questa figura, che domina Piazza San Marco e decora palazzi, monete e bandiere, è diventata nei secoli un simbolo di potere, fede e identità. Ma dietro l’immagine che tutti conosciamo si nasconde una storia sorprendente: il celebre leone potrebbe non essere nato in Laguna, bensì a migliaia di chilometri di distanza, al di là della via della seta.

Un recente studio ha infatti rivelato che la celebre statua bronzea del leone alato, simbolo della città fin dal XIII secolo, potrebbe avere origini cinesi. Un dettaglio che intreccia la leggenda di San Marco con le avventure mercantili della famiglia Polo, offrendo un affascinante ponte tra Oriente e Occidente. E come se non bastasse, questo antico guardiano oggi non è solo il simbolo di Venezia, ma anche il premio più ambito del cinema internazionale: il celebre Leone d’Oro della Mostra di Venezia.

Le vere origini del leone alato di Venezia

Per secoli si è pensato che il leone alato fosse un’opera medievale realizzata per celebrare San Marco, patrono della città. In realtà, nuove analisi dei metalli hanno svelato una verità molto più intrigante. Gli studiosi dell’università di Padova hanno scoperto che il bronzo della statua contiene tracce di piombo tipiche della produzione cinese di oltre mille anni fa. Non solo: il suo stile presenta sorprendenti affinità con i “tomb guardians” della dinastia Tang, ovvero figure monumentali poste a difesa delle tombe imperiali.

Questi guardiani erano creature ibride, con musi leonini, criniere imponenti, corna e ali spiegate. Non è difficile riconoscere in queste descrizioni alcuni i tratti del leone di San Marco. Secondo gli studiosi, la statua potrebbe essere giunta in Laguna grazie ai celebri mercanti Niccolò e Maffeo Polo, padre e zio del più famoso Marco. Durante i loro viaggi in Asia, i Polo soggiornarono a lungo alla corte di Kublai Khan e potrebbero aver acquisito questa scultura, ritenendola un’efficace rappresentazione di un leone.

Una volta a Venezia, la statua sarebbe stata adattata per incarnare il nuovo emblema della Serenissima: un leone alato con il Vangelo sotto le zampe, simbolo del potere spirituale e marittimo della Repubblica. Una trasformazione audace, che univa una radice orientale a un significato politico e religioso tutto veneziano.

Leone d’oro di Venezia, il simbolo della città è anche il premio della Mostra del cinema

Dal Medioevo al Novecento, il leone alato non ha mai smesso di essere il volto di Venezia. La sua immagine compare negli stemmi ufficiali, sugli stendardi della Repubblica marinara e nelle decorazioni della Basilica di San Marco. Con il passare dei secoli, il leone è diventato anche un’icona culturale e turistica, subito riconoscibile e capace di richiamare milioni di visitatori da tutto il mondo.

Ma la sua storia non finisce qui. Nel 1932, quando nacque la Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, il leone alato venne scelto anche come simbolo del premio più prestigioso del festival. Così nacque il Leone d’Oro, oggi considerato uno dei riconoscimenti più ambiti del cinema mondiale, al pari della Palma d’Oro di Cannes o dell’Orso d’Oro di Berlino.

La scelta non fu casuale, perché il leone incarna da sempre valori universali come coraggio, protezione e giustizia, ideali che si riflettono anche nelle storie raccontate sul grande schermo. La statuetta, realizzata in bronzo e rifinita a mano dagli artigiani veneziani, unisce tradizione artistica e prestigio internazionale.

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