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CURIOSITÀ 03 OTTOBRE 2021

Pasta andata a male: 3 trucchi per riconoscerla

Farina, uova, latte, sono tutti alimenti che fanno parte del nostro uso quotidiano, ma ce n’è uno, soprattutto per noi italiani, che è insostituibile, a prescindere se siamo onnivori, vegani o vegetariani. Ovviamente stiamo parlando della pasta. Secca, fresca o fatta a mano, questo alimento è un caposaldo della nostra tradizione culinaria ed è un prodotto che non manca mai nelle nostre dispense. E, come ben sappiamo, la pasta secca ha una lunga scadenza: essendo essiccata è privo di acqua, motivo per il quale non deperisce facilmente. Ma anche questo alimento a un certo punto non è più buono. Vediamo quindi insieme tre trucchi infallibili per capire quando la pasta è andata a male.

La data di scadenza

Ovviamente un modo per capire se la pasta è scaduta o meno è controllare la data di scadenza, ma fate bene attenzione alla dicitura. Se c’è scritto da consumare entro si tratta di una regola tassativa, mentre se la scritta riporta da consumare preferibilmente entro è da intendere più come un’indicazione. La pasta, infatti, non scade immediatamente e si può consumare fino a sei mesi dopo la data di scadenza. Lo afferma anche la Fondazione Veronesi: la scadenza della pasta di solito si aggira attorno ai due anni, due anni e mezzo, e “consumata anche qualche mese dopo il termine indicato sulla confezione non crea alcun tipo di danno o di rischio alla salute“. Attenzione però! Per consumarla oltre la data di scadenza, la pasta deve essere conservata correttamente.

Le caratteristiche della pasta

Per quando riguarda la pasta fresca bisogna ricordare che scade un paio di giorni dopo la sua preparazione o dall’apertura della confezione. Inoltre, se non è più buona si nota visivamente: si forma la muffa. In questo caso, ovviamente, è buona norma buttare vie tutto.

Invece, per quanto riguarda la pasta secca? Iniziamo con il dire che non esiste una regola precisa perché la pasta secca non deperisce presentando caratteristiche ben precise e riconoscibili ad occhio nudo. Tuttavia, anche la pasta secca potrebbe subire l’umidità se non viene conservata nella sua confezione o in un contenitore ermetico. Quindi se la pasta sembra umida o ha la muffa è sicuramente andata a male.

Presenza di farfalline o insetti

Infine, la pasta può presentare della “segatura”. Questa “segatura” altro non è che polvere di pasta che viene creata da piccoli insetti che la sgranocchiano. Infatti, nel processo di produzione la pasta non si può portare a più di 75 gradi perché questo la snaturerebbe e non si possono mai raggiungere temperature tali da distruggere le uova, che pertanto rimangono. Questa è una cosa assolutamente naturale, perché è impossibile eliminarli, se non usando sostanze chimiche che diventerebbero pericolose quando mangiamo la pasta: per questo non si utilizzano, e gli insetti restano.

Quindi, quando controllate la pasta che avete in casa fate attenzione alle farfalline e alle tarme del cibo, ma anche ai piccoli vermi e agli insetti: anche se tendenzialmente sono innocui, meglio non mangiarli!

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