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CURIOSITÀ 21 AGOSTO 2023

Scoperta la verità su Dracula: il "vampiro" piangeva sangue

Grazie alle nuove tecnologie, è oggi possibile analizzare oggetti legati al patrimonio culturale di tutto il mondo e scoprire nuove sfaccettature della Storia, restituendo alla medicina e alla scienza ciò che un tempo rientrava nelle sfere del mistero e dell’occulto. Una nuova scoperta su Dracula, o meglio sulla figura storica che ha ispirato il personaggio più famoso e affascinante della letteratura gotica, potrebbe smontare definitivamente il mito del vampiro. Senza per questo rendere meno affascinante Vlad III di Valacchia.

Chi era realmente il Conte Dracula

Vlad l’Impalatore, voivoda (governatore) dell’antico principato danubiano ai piedi dei Carpazi, è entrato subito nella leggenda grazie ai sanguinari metodi con cui torturava i suoi nemici. La sua fama si è diffusa in Europa secoli prima dell’opera di Bram Stoker, la cui prima edizione è datata 1897.

Anche i più critici tra i detrattori descrivevano Dracula come un regnante severo e rispettato, e gli riconoscevano il merito di aver difeso il mondo cristiano dall’invasione degli ottomani.

A terrorizzare i suoi avversari era la pratica per cui è ricordato, quella dell’impalamento. La violenza inaudita con cui disertori e nemici venivano torturati da Vlad III aveva fatto il giro dell’Europa, contribuendo a far nascere miti sulla natura oscura del terribile sovrano.

Secondo un nuovo studio, però la leggenda del vampiro, capace di trasformarsi in pipistrello e indebolito dalla luce solare, sarebbe nata anche a causa di una particolare e rara patologia di cui avrebbe sofferto.

La nuova scoperta su Vlad l’Impalatore

Un’équipe di scienziati dell’Università di Catania ha analizzato gli scritti del terribile voivoda valacco utilizzando le moderne tecniche di spettrometri di massa ad alta definizione e una tecnica che utilizza l’EVA, l’etilene vinil acetato.

I ricercatori hanno utilizzato tre lettere scritte tra il 1457 e il 1475 dallo stesso Vlad Țepeș. Gli esami sulle sostanze chimiche presenti sui fogli e nell’inchiostro hanno permesso di fotografare le condizioni ambientali della Valacchia del XV secolo, una regione melting pot per soldati, migranti e viaggiatori, che portavano con sé beni da scambiare e il proprio patrimonio culturale, ma anche malattie.

Perché si dice che Dracula era un vampiro

Le analisi condotte sugli scritti di Dracula hanno inoltre permesso agli esperti di ipotizzare che il “vampiro” soffrisse in realtà di processi infiammatori dell’apparato respiratorio e della pelle, e non solo. Hanno infatti teorizzato che Vlad III potesse soffrire di emolacria, una condizione clinica che porta il paziente a produrre lacrime tinte di rosso, perché parzialmente o completamente composte da sangue.

Bisogna notare che quei documenti potrebbero essere stati maneggiati da persone vicine al nobile transilvano. Si tratta tuttavia delle più vecchie tracce biologiche rinvenute sui fogli, e quindi attribuibili a chi ha scritto e firmato queste preziose lettere. Ovvero il terribile Impalatore. Che in vita potrebbe aver pianto sangue e aver avuto la pelle particolarmente sensibile ai raggi del sole. Proprio come il vampiro Dracula descritto da Bram Stoker nel suo capolavoro che ha ispirato film, serie e un intero filone della narrativa contemporanea.

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