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CURIOSITÀ 10 FEBBRAIO 2024

Stiamo costruendo giganteschi “motori a sabbia” per salvare le città dall’erosione delle coste

I cambiamenti climatici stanno avendo effetti di vario tipo sul nostro pianeta. L’erosione delle coste è uno di questi e preoccupa non poco gli abitanti di determinate zone del pianeta. Se sinora è stato il cosiddetto “ripascimento” della spiaggia a contrastare il fenomeno, adesso forse potrebbe essere arrivata una vera e propria soluzione.

Fermo restando che il comportamento dell’uomo rispetto all’ambiente deve mutare, prima che le ripercussioni peggiorino a talmente tanto da arrivare al punto di non ritorno, i “motori a sabbia” potrebbero risolvere il problema. Rimettere sabbia dove si consuma, infatti, è solo un tampone. È solo questione di tempo e la questione è destinata a ripresentarsi.

Cosa sono i “motori a sabbia” per evitare l’erosione delle coste

Si chiamano “motori a sabbia”, ma non lo sono letteralmente. Gli ingegneri ambientali hanno trovato il modo di ricostruire il paesaggio danneggiato. Estendono una sezione della costa verso il mare, creando una sorta di angolo. Il resto lo fa l’azione naturale delle onde: sono loro a spingere la sabbia, da questa massa, in direzione della spiaggia rimanente, avendo un effetto per chilometri.

Si tratta di un investimento economico notevole, che però ripagherebbe a lungo termine. I “motori a sabbia” proteggono le coste di più, sia in termini di tempo che di spazio. Tuttavia, questo meccanismo funziona solo in aree del pianeta dove la situazione non è ancora arrivati a livelli critici.

I Paesi Bassi e il Regno Unito si stanno già muovendo in questa direzione e la Banca Mondiale sta finanziando un progetto in Africa occidentale, ma probabilmente gli Stati Uniti sono in ritardo e non possono usufruire di questa nuova tecnologia, almeno non pienamente.

A ideare i “motori a sabbia” è stato Marcel Stive. Il suo progetto pilota, chiamato dagli olandesi “De Zandmotor”, è stata un’impresa senza precedenti. “Mobilitando le attrezzature di dragaggio una sola volta, è più economico effettuare un grande ripascimento piuttosto che ritornare ogni due o tre anni”, ha affermato Mark Klein, un ingegnere morfologico senior di Boskalis, società che ha lavorato su progetti del genere. Un progetto lungimirante, considerato il livello di inquinamento ambientale e il livello di microplastiche nell’acqua.

Chi è Marcel Stive e come funziona il progetto De Zandmotor

Marcel Stive, ideatore dei motori a sabbia, potrebbe davvero vantarsi di aver fatto una scoperta che salvaguarda le coste del pianeta da una spada di Damocle senza precedenti. L’erosione, infatti, è un problema che affligge determinate aree da decenni.

Tuttavia, l’ingegnere è molto schivo e riluttante a vantarsi. “Dobbiamo stare attenti a non compiacerci e a non riposare sugli allori”, dice. “Dobbiamo rispondere ai bisogni del mondo là fuori. Queste includono la gestione dei rischi del cambiamento climatico e dell’innalzamento del livello del mare, che è ciò su cui stiamo lavorando qui a Delft”.

Il suo lavoro prende spunto da un pioniere del settore, Ronald Waterman. È stato lui a pensare, decenni fa, a protezioni costiere più soft attraverso la stimolazione dei processi naturali dell’acqua nel pianeta. Tuttavia, i “motori di sabbia” di Stive sono superiori e meno costosi. L’idea è di continuare in questa direzione e rendere i progetti sempre più sostenibili.

Il Sand Engine consiste nel deposito di 21 milioni di metri cubi di sabbia al largo della costa a Kijkduin-Ter Heijde. È in posizione ormai da un anno e “sta facendo esattamente quello che pensavamo”. Il mare ha già trasportato circa un milione di metri cubi di sabbia verso le spiagge a sud di Scheveningen. Un risultato notevole che non basta però: adesso è necessario raccogliere dati sufficienti per capire come perfezionare il processo.

Ma non tutto è andato come previsto, perché l’esperimento è appena iniziato e i modelli non potranno essere perfezionati finché non saranno stati raccolti dati di misurazione sufficienti. Non resta quindi che aspettare i prossimi sviluppi e, nel frattempo, fare di tutto per proteggere Madre Natura.

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