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CURIOSITÀ 08 MAGGIO 2026

Cresce il numero delle zecche in Italia: le zone più a rischio

Negli ultimi anni le zecche sono diventate una presenza sempre più comune in molte aree d’Italia. Non si tratta soltanto di una sensazione condivisa da chi frequenta boschi e sentieri di montagna: i dati raccolti dagli esperti confermano infatti un aumento delle malattie trasmesse da questi piccoli parassiti, come la malattia di Lyme e l’encefalite da zecca. Il fenomeno riguarda tutta Europa, ma alcune regioni italiane risultano oggi particolarmente esposte. A incidere sono diversi fattori, dai cambiamenti climatici alla trasformazione degli habitat naturali, che hanno favorito la diffusione delle zecche anche in zone dove un tempo erano meno presenti.

Quali sono le cause dell’aumento del numero delle zecche

Secondo gli esperti, la crescita della popolazione di zecche registrata negli ultimi anni è legata soprattutto ai cambiamenti climatici e ambientali. Inverni più miti e stagioni calde più lunghe permettono infatti a questi parassiti di sopravvivere più facilmente e di restare attivi per periodi sempre più estesi durante l’anno. Non a caso, le zecche stanno colonizzando anche zone montane oltre i 1400 metri di altitudine e aree del Nord Europa dove in passato erano molto meno diffuse.

A confermare il fenomeno è anche uno studio pubblicato nel 2026 sulla diffusione della zecca dei boschi, la Ixodes ricinus, considerata una delle specie più comuni in Europa. La ricerca ha evidenziato un aumento significativo dei test positivi per malattia di Lyme ed encefalite da zecca tra il 2015 e il 2022. Gli studiosi spiegano che non è possibile contare direttamente le zecche presenti sul territorio, ma la crescita delle infezioni trasmesse all’uomo rappresenta un indicatore molto chiaro della loro espansione.

Anche l’aumento degli animali selvatici, come cervi e cinghiali, contribuisce alla diffusione delle zecche. Questi animali infatti trasportano i parassiti da un’area all’altra, facilitandone la proliferazione. Inoltre, l’espansione delle aree verdi vicino ai centri abitati e la maggiore frequentazione di parchi, boschi e sentieri da parte delle persone aumentano le occasioni di contatto tra uomo e zecca.

Le regioni italiane dove il rischio è più presente

Le regioni del Nord Italia risultano oggi le più esposte al rischio di malattie trasmesse dalle zecche. In particolare, gli esperti indicano come aree maggiormente colpite il Friuli-Venezia Giulia, il Veneto, il Trentino-Alto Adige e parte della Liguria. Tra le zone considerate più a rischio c’è anche la provincia di Belluno, dove negli ultimi anni è stato registrato un numero crescente di casi di malattia di Lyme.

Secondo i dati raccolti dall’Istituto Superiore di Sanità, anche i casi di encefalite da zecca sono aumentati in maniera significativa: si è passati da 21 casi registrati nel 2020 a 67 casi nel 2025. Numeri che, secondo gli esperti, potrebbero essere persino sottostimati, dal momento che vengono conteggiati soltanto i casi segnalati alle autorità sanitarie o quelli che hanno richiesto un ricovero ospedaliero.

Negli ultimi tempi anche il Piemonte sta mostrando un incremento dei casi di malattia di Lyme, mentre nel Sud Italia la presenza di infezioni trasmesse da zecche resta più sporadica e occasionale. Questo non significa però che il rischio sia assente: con il progressivo aumento delle temperature e i cambiamenti climatici in corso, la diffusione delle zecche potrebbe continuare ad allargarsi anche ad altre aree del Paese.

Come difendersi dalle zecche

Proteggersi dalle zecche è possibile adottando alcune semplici precauzioni, soprattutto quando si trascorre del tempo in campagna, nei boschi o nelle aree erbose. Gli esperti consigliano di indossare abiti lunghi e chiari, così da individuare più facilmente eventuali parassiti sulla superficie dei vestiti. Meglio scegliere pantaloni lunghi infilati nelle calze e scarpe chiuse, evitando sandali o calzature aperte.

Molto utili anche i repellenti per insetti da applicare sia sulla pelle che sui vestiti. Durante le escursioni è consigliabile rimanere sui sentieri battuti ed evitare il contatto diretto con erba alta, cespugli e vegetazione fitta, ossia ambienti particolarmente favorevoli alle zecche.

Una volta rientrati a casa è importante controllare attentamente il corpo, soprattutto nelle zone più nascoste come ascelle, collo, cuoio capelluto e dietro le ginocchia. Se si trova una zecca attaccata alla pelle non bisogna schiacciarla: gli esperti raccomandano di rimuoverla con apposite pinzette anti-zecca, facendo attenzione a estrarla delicatamente. Intervenire rapidamente è fondamentale, perché più a lungo il parassita resta ancorato alla pelle, maggiore è il rischio di trasmissione di eventuali infezioni.

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