VIDEO
Cerca video

Risultati per il tag: ambiente

532 risultati
Filtra categoria
Qualsiasi Questa settimana Questo mese Quest'anno
Più rilevanti Data Più visti
BUONO A SAPERSI 25 MAGGIO 2026

Come smaltire l’olio di cottura esausto e dove va buttato davvero

Sul corretto conferimento e smaltimento dell’olio di cottura esausto aleggiano ancora parecchi punti di domanda. C’è chi vorrebbe gettarlo nel lavandino o nel wc, pensando che non faccia danni, chi invece si frena in modo saggio prima di commettere un errore grave.

Già, anche una quantità minima di olio può creare problemi seri a tubature, impianti di depurazione e ambiente. L’olio vegetale usato non è biodegradabile come spesso si crede: una volta disperso, forma una patina che ostacola l’ossigenazione dell’acqua e contribuisce all’inquinamento di fiumi, laghi e falde.

In più, quando penetra nel terreno, altera l’equilibrio del suolo e rende più difficile la vita delle microforme organiche. Per questo motivo, in Italia esiste una filiera dedicata alla raccolta e al recupero degli oli alimentari esausti, coordinata dal CONOE.

Per monitorare e organizzare il trattamento di questi rifiuti speciali c’è infatti un Consorzio nazionale apposito. In questo modo, con un gesto semplice come il corretto conferimento dell’olio di cottura esausto, si può avere un impatto concreto sull’ambiente e puntare ad un riciclo ottimizzato di un classico elemento di scarto.

Come e dove conferire l’olio di cottura esausto

La regola principale è una, l’olio alimentare usato non va mai versato negli scarichi domestici, nemmeno in piccole quantità. Oltre all’impatto ambientale, infatti, grassi e oli possono solidificarsi e contribuire all’ostruzione delle reti fognarie.

Il metodo corretto è semplice: dopo frittura o altre cotture, bisogna lasciare raffreddare l’olio e trasferirlo in un contenitore richiudibile, come una bottiglia di plastica o una tanica. È preferibile travasarlo con un imbuto ed evitare di mescolare l’olio con altri rifiuti.

Una volta riempito il contenitore, l’olio può essere portato presso le isole ecologiche comunali o nei punti di raccolta dedicati. In alcune città esistono anche contenitori stradali specifici, ma ci sono anche supermercati che organizzano servizi gratuiti di conferimento.

Per piccole tracce di unto presenti in padelle o stoviglie, invece, è sufficiente pulire con carta assorbente, da smaltire nel bidone del secco indifferenziato. Ma le modalità cambiano da comune a comune, quindi è utile controllare il sito della propria amministrazione locale o del gestore della raccolta differenziata.

Cosa diventa l’olio esausto una volta riciclato

L’olio vegetale esausto non è soltanto un rifiuto: può trasformarsi in una risorsa. Una volta raccolto, è filtrato e trattato in impianti specializzati per essere riutilizzato in diversi settori industriali. Una delle destinazioni principali è la produzione di biodiesel e altri biocarburanti.

Dal recupero degli oli alimentari, in un sistema di economia circolare, si possono ottenere anche glicerina per uso industriale, lubrificanti, saponi e altri prodotti. Dai dati CONOE, risulta che in Italia la raccolta degli oli esausti continua a crescere.

Nel 2025 sono state raccolte oltre 82 mila tonnellate di oli vegetali e grassi esausti, soprattutto provenienti dalla ristorazione e dalle attività professionali. Il margine di miglioramento, però, resta ampio soprattutto nelle abitazioni private.

Qui, come accennato all’inizio, una parte consistente dell’olio usato non sempre è smaltita nel modo corretto. In realtà basta poco per essere più accorti e, con un piccolo gesto semplice, ridurre l’inquinamento e favorire il recupero delle risorse.

0 visualizzazioni
  1. 1
  2. 2
  3. 3
  4. 4
  5. 5
  6. 6
  7. 7
Chiudi
Caricamento contenuti...