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CURIOSITÀ 27 GENNAIO 2024

Minaccia dagli oceani, sono in arrivo ondate di freddo da record

L’Asia orientale e il Nord America sono state investite da ondate di freddo anomalo in particolare tra fine 2023 e inizio 2024. Inizialmente l’ipotesi sulla causa aveva come protagonista il ghiaccio marino. Uno studio del Korea Institute of Science and Technology (KIST), in collaborazione con ricercatori senior del Sustainable Environment Research Center e del Center for Irreversible Climate Change dell’Università Yonsei, ha individuato una risposta diversa: le rigide condizioni climatiche sarebbero state provocate dagli oceani delle medie latitudini.

Ondate di freddo per colpa degli oceani: dove colpiscono

Secondo la ricerca, pubblicata su Nature Communications, nonostante il riscaldamento globale, gli inverni in Asia orientale e Nord America sembrano diventare più freddi dagli anni 2000. Per esempio in Texas nel febbraio 2021, un’ondata gelida ha provocato un’enorme interruzione di corrente. Secondo il KIST l’aumento del freddo estremo è causato da un eccessivo accumulo di calore nelle regioni frontali oceaniche, come la Corrente del Golfo nell’Oceano Atlantico e la Corrente di Kuroshio nell’Oceano Pacifico. Le correnti oceaniche hanno un grande impatto sul tempo e sul clima dei Paesi vicini, poiché trasportano non solo materia in sospensione e disciolta, ma anche energia termica.

Perché il riscaldamento degli oceani gela la terraferma

Dall’inizio degli anni 2000, l’anomala tendenza al freddo in Asia orientale ha coinciso con l’accumulo di calore in prossimità della Corrente del Golfo nell’Atlantico settentrionale, mentre quella in Nord America ha coinciso con l’intensificazione dell’accumulo di calore in prossimità della Corrente di Kuroshio. La regione frontale oceanica agisce come un termostato per controllare la frequenza delle ondate di freddo invernali e delle alte temperature anomale. Il processo di accumulo di calore nelle regioni frontali oceaniche dura da anni a decenni. Durante questo lasso di tempo, nelle regioni continentali può verificarsi una pausa dell’aumento della temperatura che contrasta la tendenza al riscaldamento globale. Al contrario, in periodi di raffreddamento dei fronti oceanici, le regioni continentali sembrano subire una forte accelerazione del riscaldamento. Secondo le previsioni quindi, il caldo invernale fuori stagione, con il progressivo attenuarsi del calore nel fronte oceanico, diventerà sempre più ricorrente.

Mari sempre più caldi: cosa succede e quali sono le cause

Ormai è noto che gli oceani in tutto il mondo si stanno scaldando a seguito del riscaldamento globale provocato dalle attività umane. Con la Rivoluzione industriale si è iniziato a bruciare grandi quantità di combustibili fossili, disboscare ampie aree di foresta e intraprendere molte altre attività che immettono nell’atmosfera terrestre anidride carbonica, un gas che “intrappola” il calore.

Come riporta il National Geographic, solo l’1% circa di tale calore intrappolato è rimasto nell’atmosfera, ma le ripercussioni sono state enormi, con un riscaldamento dello strato superficiale di circa 0,6 °C in media negli ultimi due secoli. Il restante calore imprigionato è stato perlopiù assorbito dai vasti oceani del pianeta che, dagli anni ’70, hanno inglobato il 90% di tutta l’energia termica in eccesso.

Il fenomeno sta accelerando e si stima che in futuro continui ad aumentare. Il riscaldamento degli oceani mette a rischio la sopravvivenza di diverse specie marine, tra le quali il plancton, importantissimo nella catena alimentare della fauna marina. Inoltre, l’aumento della temperatura dei mari provoca fenomeni climatici di vario tipo sempre più frequenti e intensi come uragani e cicloni tropicali.

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