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CONSIGLI 02 MAGGIO 2024

I fiori repellenti contro le zecche in giardino, piantali e le elimini per sempre

Avere uno spazio esterno dove godersi il sole e l’aria aperta è un desiderio comune a molti e non è poi così difficile realizzarlo, tuttavia ci sono alcuni inconvenienti che bisogna considerare e dai quali imparare a difendersi. Le zecche in giardino, soprattutto se sono infette, possono essere molto pericolose sia per gli animali domestici che per le persone, per fortuna però esistono dei fiori repellenti che fanno da ornamento e che aiutano a tenerle lontane. Quando si dice “unire l’utile al dilettevole”.

Come eliminare le zecche in giardino con i fiori e piante repellenti

Spesso i veterinari parlano di antiparassitari e rimedi naturali anti zecca pensati ad hoc per gli amici a quattro zampe. Tuttavia, se si vuole fare in modo che non arrivino nemmeno in giardino, scegliere la vegetazione giusta (senza rinunciare all’esterica) è una tattica vincente. In natura, infatti, esistono dei fiori repellenti molto efficaci e anche molto belli.

  • Calendula.
  • Crisantemo.
  • Euphorbia.
  • Lavanda.

Colori accesi e allegri, odori piacevoli ed essenze utilizzate anche in cosmetica disturbano e hanno proprietà irritanti su questi insetti fastidiosi e non proprio innocui. Il consiglio degli esperti, per aumentarne l’efficacia, è fare in modo che ci siano diversi tipi di queste piante nello stesso luogo. In questo modo non si lascia scampo ai parassiti. Inoltre, un giardino curato è terreno meno fertile per le zecche, che invece preferiscono le zone trascurate e piene di vegetazione selvatica e incolta.

Quando scatta l’allarme zecche e come difendersi dal loro morso

È allarme zecche: si attaccano alla cute degli animali e si nutrono del loro sangue tramite il rostro, spesso inoltre possono saltare sugli esseri umani e – se sono infette – creare non pochi effetti collaterali a coloro che le ospitano, magari inconsapevolmente. É facile che si posizionino sulle estremità delle piante in attesa delle loro vittime: ad attirarle sono il calore e l’anidride carbonica.

In media rimangono a contatto con l’ospite dai due ai sette giorni e poi cadono spontaneamente. Trattandosi di un morso indolore, non è raro che non ci si accorga di averle addosso: questo vale soprattutto per gli animali con un pelo folto che rappresenta un perfetto nascondiglio per un parassita decisamente di piccole dimensioni.

A dovere fare preoccupare è l’eventuale infezione, il passaggio di virus e batteri attraverso il sangue. Non è una eventualità certa, ma può capitare che la zecca sia infetta e trasmetta delle patologie.

  • TBE o encefalite da zecche.
  • Malattia di Lyme.
  • Ehrlichiosi.
  • Febbre bottonosa.

Sono queste le malattie possibili e che variano in base alla gravità. Un sistema immunitario debole e un tempo di permanenza della zecca prolungato possono avere effetti negativi sul loro sviluppo. Ecco allora che animali e persone che vivono in campagna o a stretto contatto con la natura devono fare un po’ di attenzione in più e fare dei controlli periodici per scongiurare presenze indesiderate ed, eventualmente, per debellarle nel più breve tempo possibile.

La prevenzione è la cura migliore, gli esperti consigliano di indossare abiti chiari e lunghi, stivali e cappello; è bene anche evitare di toccare la vegetazione incolta e pulire gli indumenti una volta tornati a casa. Inoltre per gli animali sono consigliati degli antiparassitari specifici.

Nel caso si scopra di essere ospiti di una zecca, o se lo è il proprio animale domestico, è bene procedere con la rimozione seguendo dei semplici passaggi.

  • Mettere i guanti.
  • Disinfettare la zona.
  • Afferrare la zecca con una pinzetta.
  • Tirarla lentamente e praticando una leggera rotazione.

È importante non schiacciare la zecca per evitare che fuoriesca materiale infetto. Se il rostro rimane attaccato è indispensabile rimuoverlo con un ago sterile. Se si è alla prima esperienza, però, è sempre opportuno affidarsi a personale specializzato: il medico nel caso di umani e il veterinario se l’ospite è un cane o un gatto.

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