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CURIOSITÀ 07 GIUGNO 2024

Mare, pericolo risacca: il modo migliore per salvarsi

Godersi giornate di sole e relax in riva al mare è un piacere irrinunciabile soprattutto nei mesi estivi, quando il metodo preferito per sfuggire alla calura è quello di fare un bel tuffo tra i flutti.

Ma ci sono pericoli che è meglio non sottovalutare.

La corrente di risacca

Uno degli aspetti meno considerati quando si vuole fare un bagno tra le onde è la cosiddetta “risacca”, conosciuta anche come corrente “di riflusso” o “di ritorno”.

Si tratta di un fenomeno marino molto comune che si forma nell’acqua antistante la riva di spiagge sabbiose, specie se sono delimitate da promontori rocciosi ed è caratterizzato da un flusso molto intenso, provocato dalla dinamica del moto ondoso.

Quando l’acqua si accumula lungo la costa, genera un aumento della pressione sul fondale. Questo squilibrio viene compensato da un movimento di risucchio che, partendo dalla riva, si dirige a grande velocità verso il largo, trascinando con sé tutto ciò che vi rimane intrappolato, bagnanti compresi.

Come riconoscerla

Anche i nuotatori più esperti possono rimanere vittime della risacca, che può arrivare a punte di velocità oltre i 9 kilometri all’ora.

Per capire se il fenomeno è in atto nel tratto di mare in cui vogliamo fare il bagno, bisogna osservare con attenzione la superficie dell’acqua.

Se è insolitamente liscia e le onde che sopraggiungono sembrano come “spezzate”, è estremamente probabile la presenza di una forte corrente di ritorno.

Un altro metodo per riconoscerla è valutare il profilo del bagnasciuga: in condizioni di “bonaccia”, infatti, questo assume una forma lineare, mentre con la risacca appare come una sequenza di insenature, la cui estensione varia a seconda della potenza della mareggiata.

Si correrà maggiormente il rischio di essere risucchiati immergendosi nelle zone d’acqua che corrispondono ai confini tra un’insenatura e l’altra.

Sulle spiagge attrezzate e presidiate, viene issata la bandiera rossa quando c’è la possibilità concreta che nel mare si possano formare delle correnti pericolose.

Come salvarsi

Se nonostante le precauzioni si dovesse finire in preda a questa corrente ed essere trascinati verso il largo, è inutile combattere cercando di nuotarvi attraverso in linea retta per cercare di raggiungere la riva, sprecando energie preziosi e rischiando di farsi prendere dal panico.

Il modo più corretto per uscire al più presto dalle “tenaglie” della risacca è quello di nuotare di lato e parallelamente alla costa, effettuando una sorta di percorso a zig-zag, fino ad arrivare sani e salvi fuori dall’acqua.

Incontri ravvicinati da evitare

Quando lasciamo sdraio ed ombrellone per una nuotata rinfrescante, dobbiamo fare attenzione anche a tutta un’altra serie di insidie che ci potremmo trovare ad affrontare immergendoci nell’acqua marina.

Alcune meduse, ad esempio, potrebbero urticarci con i loro tentacoli. Toccare incautamente con i piedi un fondale pieno di ricci, rischia di trasformarne le piante in puntaspilli.

Si potrebbe anche essere punti dalle tracine, comunemente dette “pesci ragno”, nascoste nella sabbia sul fondo.

Per non trasformare il bagno in un incubo, quindi, meglio stare sempre all’erta!

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