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CURIOSITÀ 22 APRILE 2024

Scoperto un monumento dalla forma misteriosa: è unico nel suo genere

Gli archeologi dell’Inrap, l’Institut national de recherches archéologiques préventives, hanno recentemente condotto una serie di scavi a Marliens, una località della Francia orientale situata a circa 20 chilometri dalla città di Digione, nella valle dell’Ouche. L’indagine preliminare, necessaria per l’ampliamento di una cava di ghiaia, ha coperto un’area totale di 60mila metri quadri e ha rivelato i resti di insediamenti umani che si estendono dal Neolitico fino alla prima Età del Ferro. È emerso un monumento più unico che raro.

Mistero sul monumento a forma di ferro di cavallo

L’insediamento più antico è caratterizzato dalle tracce di un monumento composto da tre recinti interconnessi. Al centro del complesso ce n’è uno circolare del diametro di 11 metri, affiancato a Nord da uno a forma di ferro di cavallo lungo 8 metri e a Sud da uno a semicerchio aperto che si appoggia a quello centrale. La presenza di uno strato di ghiaia nei riempimenti dei due recinti laterali suggerisce che fosse presente una palizzata.

Gli studi stratigrafici indicano che i tre recinti risalgono alla stessa epoca, ma la loro datazione rimane incerta. Gli unici reperti trovati nelle fosse sono schegge di selce, che suggeriscono una collocazione cronologica nel Neolitico. Sono in corso analisi al radiocarbonio per una maggiore precisione.

Ma c’è un vero mistero attorno ai resti di quello che probabilmente era un monumento colossale: in letteratura non ci sono precedenti noti di costruzioni con queste forme. Gli archeologi stanno cercando riscontri per capire a cosa potesse servire e perché sia stato fatto in quel modo. Nell’area sono emerse prove di diversi periodi storici che potrebbero aiutare a identificare meglio gli usi delle popolazioni che si sono alternate e che hanno usato quella struttura.

Trovati oggetti antichi “fuori posto”: la scoperta

Ci sono tracce ad esempio della Cultura del vaso campaniforme, della tarda età del rame, tra il 2600 e il 1900 a.C. circa. Sotto lo strato arabile sono emersi molti oggetti di uso quotidiano: sette punte di freccia in selce, due bracciali da arciere, un acciarino in selce e un pugnale in lega di rame.

Sui bracciali è stato rilevata la presenza di ossido di ferro, spia dell’uso di pirite, essenziale per l’accensione del fuoco. Questi oggetti sono tipicamente associati a sepolture, ma la loro posizione suggerisce una disposizione diversa. Le analisi della lega di rame del pugnale forniranno dettagli sull’origine del materiale e sulle interazioni commerciali del periodo.

Pozzi e necropoli attorno al monumento trovato in Francia

Il sito è caratterizzato anche dalla presenza di numerosi pozzi risalenti alla prima parte dell’Età del Bronzo. Sono gli unici testimoni degli antichi insediamenti e forniscono importanti testimonianza dell’ambiente della prima metà del II secolo a.C., grazie ai sedimenti di argilla.

Risalirebbe al 1500 a.C. circa una necropoli composta da cinque recinti circolari, di cui quattro aperti e uno chiuso, che copre 6mila metri quadri. L’acidità del suolo ha impedito la conservazione delle ossa, rendendo impossibile il ritrovamento di sepolture complete.

Tuttavia sono stati identificati resti di sepolture e di un rogo funerario nella fossa del più grande recinto aperto, che ha un diametro di 24 metri. La datazione di questa struttura si basa su cinque spilloni in lega di rame e una collana formata da circa quaranta perle di ambra trovate nel fossato.

Gli insediamenti più recenti risalirebbero alla prima Età del Ferro e comprendono una seconda necropoli situata a circa 400 metri dalla precedente. È caratterizzata dalla presenza di sei urne utilizzate per conservare ceneri di salme cremate.

Coperte da coperchi, contengono depositi ossei occasionalmente accompagnati da ornamenti come bracciali e anelli in lega di rame e ferro. Le indagini sui resti umani sono in corso per determinare le pratiche e i gesti funerari legati a questi antichi cimiteri.

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