L’uscita de L’Odissea di Christopher Nolan ha acceso i riflettori su una tecnologia che, fino a poco tempo fa, era conosciuta soprattutto dagli appassionati di cinema. L’IMAX è diventato uno degli argomenti più discussi tra gli spettatori, tanto che in molti stanno cercando sale attrezzate per vivere il film nel formato pensato dal regista. La curiosità è alimentata dal fatto che la pellicola rappresenta un traguardo storico: è infatti il primo lungometraggio girato interamente con cineprese IMAX analogiche, una scelta che punta a offrire la massima qualità dell’immagine possibile. Questa attenzione ha però messo in evidenza anche un limite per il pubblico italiano. Nel nostro Paese non esistono sale in grado di proiettare il film nel formato IMAX analogico da 70 millimetri utilizzato durante le riprese. Le sale IMAX presenti sono infatti digitali e, pur garantendo un’esperienza immersiva, non possono riprodurre integralmente la qualità e il rapporto d’immagine previsti dalla versione originale. È proprio questa differenza ad aver acceso il dibattito tra gli appassionati e a far parlare di una vera e propria “IMAX mania”.
Il termine IMAX deriva da “Image Maximum” e descrive perfettamente l’obiettivo di questo formato: ottenere immagini più grandi, più dettagliate e più coinvolgenti rispetto al cinema tradizionale. La differenza principale riguarda il tipo di pellicola utilizzata. Mentre i film classici sono stati storicamente girati in 35 millimetri, l’IMAX impiega una pellicola da 70 millimetri che scorre orizzontalmente anziché verticalmente. In questo modo ogni fotogramma occupa una superficie molto più ampia e può registrare una quantità di dettagli nettamente superiore.
Secondo gli esperti, questa tecnologia permette di raggiungere una risoluzione teorica compresa tra 12K e 18K, ben oltre quella dei comuni proiettori digitali utilizzati nelle sale cinematografiche. Il risultato è un’immagine più definita, con una maggiore profondità, colori più ricchi e una sensazione di realismo che aumenta soprattutto sugli schermi di grandi dimensioni.
Girare un film interamente con queste cineprese comporta però notevoli difficoltà tecniche. Le apparecchiature IMAX sono molto più ingombranti rispetto alle macchine da presa tradizionali e, storicamente, producono anche un rumore elevato durante la ripresa. Per realizzare L’Odissea, Christopher Nolan e il suo team hanno adottato nuove soluzioni tecniche, tra cui una speciale struttura insonorizzata che ha permesso di registrare l’audio in presa diretta. La particolare configurazione della cinepresa ha richiesto anche l’utilizzo di un sistema di specchi che consentiva agli attori di guardarsi negli occhi durante le scene senza che l’ingombro dell’apparecchiatura interferisse con le inquadrature.
L’IMAX, inoltre, non cambia soltanto la definizione dell’immagine. Cambia anche il rapporto d’aspetto, cioè la forma dell’inquadratura. Rispetto ai formati cinematografici più diffusi, il fotogramma IMAX è più alto e permette di mostrare una porzione maggiore della scena, contribuendo a dare allo spettatore una sensazione di immersione ancora più marcata.
Per chi assiste a una proiezione IMAX, l’esperienza è diversa già dal primo impatto visivo. Lo schermo è generalmente più grande e occupa una parte molto ampia del campo visivo dello spettatore. L’effetto finale è quello di sentirsi maggiormente coinvolti nelle scene, grazie a immagini più estese e ricche di particolari che valorizzano sia i paesaggi sia le sequenze d’azione.
Nel caso de L’Odissea, Nolan ha scelto di utilizzare il formato IMAX per tutto il film proprio perché ritiene che questa tecnologia sia il modo migliore per raccontare un’avventura epica ambientata tra mare, isole e paesaggi monumentali. L’intenzione è quella di far percepire allo spettatore al cinema la vastità degli ambienti e il senso del viaggio attraverso immagini che sfruttano ogni centimetro dello schermo.
Non tutti, però, potranno vedere il film così come è stato concepito. In Italia le sale IMAX sono digitali e non dispongono della tecnologia IMAX analogica da 70 millimetri. Questo significa che il pubblico potrà comunque assistere a una proiezione di alta qualità, ma con una definizione inferiore e con un’inquadratura leggermente più ridotta rispetto alla versione originale. È uno degli aspetti che ha alimentato il dibattito tra i cinefili, molti dei quali hanno valutato di spostarsi all’estero per assistere a una proiezione nel formato completo.
L’interesse suscitato dal nuovo film di Nolan dimostra anche come il pubblico sia sempre più attento alle tecnologie di ripresa e proiezione. Se fino a qualche anno fa il formato era un elemento noto soprattutto agli addetti ai lavori, oggi rappresenta un fattore capace di influenzare la scelta della sala cinematografica.