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CURIOSITÀ 05 NOVEMBRE 2025

Perché gli scienziati stanno provocando terremoti sotto le Alpi

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

Giornalista e videomaker

Giornalista professionista dal 2012, ho collaborato con le principali testate nazionali. Scrivo e realizzo servizi TV di cronaca, politica, economia e spettacolo. Ho esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e televisive e lavoro anche nell’ambito del social network.

Gli scienziati stanno deliberatamente innescando terremoti da un tunnel nelle profondità delle Alpi. Sebbene possa sembrare incomprensibile, c’è un motivo specifico. I ricercatori del progetto FEAR (Fault Activation and Earthquake Rupture) sperano di riuscire a determinare la pericolosità di un sisma prima che si verifichi.

Lo studio sui terremoti sotto le Alpi

Nonostante un crescente monitoraggio delle faglie in tutto il mondo, i ricercatori non comprendono ancora i fattori scatenanti dei terremoti. Né sanno perché alcune fratture si verifichino su brevi tratti di faglia mentre altre si estendano per molti chilometri, causando maggiore distruzione.

Al momento, i geologi si limitano a studiare questi eventi solo dopo che si sono verificati, ha dichiarato a Live Science Domenico Giardini, professore di sismologia e geodinamica all’ETH di Zurigo. Il progetto mira invece a cercare di comprendere meglio i segnali della natura.

Per questo motivo il team ha pensato di innescare veri terremoti in condizioni controllate, con migliaia di rilevatori posizionati proprio sulla faglia. I ricercatori stanno sfruttando l’enorme potenza delle Alpi. Queste montagne, al confine tra Svizzera e Italia, sono profondamente segnate da faglie a zigzag, eredità di milioni di anni di tettonica.

La sola forza compressiva delle imponenti montagne sovrastanti è sufficiente a fratturare le rocce da 1 a 2 chilometri sotto la superficie. Le rocce sui lati di queste faglie occasionalmente scivolano, provocando per lo più piccole scosse. Utilizzando un tunnel preesistente, un tempo usato per la costruzione di un progetto ferroviario, il progetto FEAR sta avvicinandosi a una di queste faglie e pompando acqua al suo interno per innescare terremoti in un momento specifico.

Cosa succede con l’innesco controllato di terremoti

Il processo è simile a quello che avviene quando le compagnie petrolifere e del gas iniettano acque reflue dai pozzi in aree di faglia in luoghi come l’Oklahoma e il Texas. Quest’acqua lubrifica le faglie, riducendo così l’attrito necessario per la loro rottura.

La differenza è che, in questo caso, i ricercatori dispongono di una fitta rete di sismometri e accelerometri proprio sulla faglia, in modo da poter misurare esattamente come si muove in risposta a questa diminuzione dell’attrito. Il team ha già innescato centinaia di migliaia di terremoti fino a magnitudo zero.

I ricercatori inizieranno a iniettare acqua calda nella faglia per vedere come la temperatura influenzi l’evoluzione di un terremoto. E a marzo 2026 dovrebbero iniziare a innescare terremoti fino a magnitudo 1.

L’idea è che se riusciranno a capire quali parametri danno origina a un sisma di una certa intensità, alla fine saranno in grado di misurare una faglia pericolosa nel mondo reale prima che si rompa e calcolare il tipo di stress necessario per innescare un terremoto di una certa intensità su quella faglia.

Giardini ha già affermato che alcuni parametri, come la quantità di deformazione nelle rocce al di fuori della faglia, si stanno rivelando importanti. I ricercatori stanno anche iniziando a capire meglio come i terremoti si propagano da una faglia a un’altra vicina.

“Stiamo osservando esempi che produciamo noi stessi nel sottosuolo e che assomigliano molto a ciò che accade in natura”, ha detto l’esperto.

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