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CONSIGLI 10 NOVEMBRE 2023

Zecca, pulce o zanzara? Come riconoscere le punture più comuni

Chi non è mai stato morso almeno una volta da insetti o aracnidi durante una passeggiata o un bel pic nic?

Rimediare qualche puntura ogni tanto è quasi inevitabile. Non di rado può accadere anche all’interno delle mura domestiche o di altri spazi chiusi.

Un ambiente totalmente a prova di insetto, infatti, praticamente non esiste ed è molto utile saper distinguere tra loro i diversi tipi di puntura per trattarli in modo corretto ed efficace.

Punture di zanzara

Hanno normalmente l’aspetto di bolle arrossate, dette anche pomfi, che provocano un fastidioso prurito localizzato.

I rigonfiamenti si formano per effetto del veleno inoculato sotto pelle da questi insetti, all’atto di succhiare il sangue della loro vittima.

Incidere il pomfo con le unghie formando una croce, come si consigliava una volta, è inutile e dannoso, perché può portare la lesione ad infettarsi.

Meglio alleviare il prurito con sostanze lenitive naturali o con i pratici preparati dopo-puntura in stick.

Puntura di pulce

Le pulci sono minuscoli parassiti che, prima di trovare un mammifero o un uccello ospite su cui vivere, si nascondono in ambienti umidi e scarsamente illuminati, sia all’interno che all’esterno degli edifici.

I loro morsi si manifestano attraverso rigonfiamenti rossi sulla pelle, disposti solitamente in linea gli uni con gli altri o a gruppi di tre o quattro.

Questa particolare conformazione rispecchia gli spostamenti effettuati dal parassita durante i suoi pasti. Se si esercita pressione con un dito sopra queste lesioni, il rossore scompare momentaneamente.

Dopo aver lavato con cura la parte del corpo colpita, si consiglia un impacco di ghiaccio per lenire l’intenso prurito, perché bisogna evitare in tutti i modi il gesto meccanico di grattarsi.

Morsi di ragno e punture di scorpione

Le specie di aracnidi presenti in Italia sono solitamente inoffensive e la maggior parte dei ragni che si introducono nelle nostre case ha cheliceri troppo piccoli per perforare seriamente la pelle.

Di norma, inoltre, il loro morso è privo di veleno perché l’uomo non è considerato una preda. Nell’eventualità, comunque, è consigliabile detergere la zona lesionata con acqua e sapone ed applicare del ghiaccio.

Se si dovesse essere punti da uno scorpione, agire nello stesso modo, tenendo monitorata la zona colpita: il veleno delle specie presenti in Europa non è pericoloso per l’uomo, tranne in caso di allergia specifica.

Zecca

Tra i parassiti più insidiosi c’è sicuramente la zecca, che non si limita ad incidere la pelle della sua vittima, bensì vi resta attaccata per giorni tramite un potente rostro, continuando a succhiarne il sangue.

È molto pericolosa perché può trasmettere malattie gravi, ma la probabilità di infezione è bassa se l’aracnide rimane ancora alla cute per meno di 36-48 ore.

Bisogna staccarla afferrandola saldamente con una pinzetta, ma se non si è certi di riuscire a rimuoverla completamente, occorre recarsi dal medico o in pronto soccorso, evitando metodi fai-da-te.

Vespe e calabroni

Essere punti da un imenottero è un’esperienza molto dolorosa, ma per soggetti allergici può rivelarsi addirittura letale.

Se i sintomi sono di lieve entità, si possono eseguire impacchi di acqua fredda seguiti da pomate antistaminiche o a base di cortisone.

In caso la reazione sia più grave, allertare subito un medico. A differenza delle api, le vespe non lasciano il pungiglione nella loro vittima, non muoiono dopo averla punta e possono attaccare più volte nell’arco di breve tempo.

Formiche

Non è raro essere attaccati da questi insetti, specialmente se si calpesta accidentalmente il loro formicaio.

I segni lasciati dai morsi sono simili a piccoli brufoli che causano irritazione e prurito, ma che guariscono spontaneamente nell’arco di qualche giorno, se non si è allergici.

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