Perché la moto oggi è un mezzo più ecologico dell’auto

Nel mondo che va verso l'elettrico, la motocicletta tradizionale è ancora il mezzo più ecologico

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Alex Ricci

divulgatore di motociclismo

Romagnolo classe 1979, scrittore, reporter, divulgatore appassionato di moto, storia, geografia, letteratura, musica. Adora Junger, Kapuściński, Sting e i Depeche Mode.

In un’epoca in cui si sviluppano, a torto o a ragione, soluzioni distanti dai combustibili fossili per la mobilità, l’utilizzo della motocicletta a motore termico sembra aver assorbito il colpo con una certa facilità rispetto all’automobile sempre più pensata e studiata per un radicale cambiamento.

La realtà è che non ci sono proposte alternative al petrolio se non “l’elettrico”, che è comunque qualcosa di ancora molto primitivo nel suo genere. Soprattutto per quanto riguarda due fattori: la produzione dell’energia cosiddetta pulita e la sua applicazione a tutti i settori. Pensate solo all’agricoltura e quali mezzi elettrici ancora ci dobbiamo inventare per sostituire i tradizionali macchinari a motore. Non potendo quindi contare su una rivoluzione così rapida, ammesso che convenga veramente, la moto tradizionale può essere il grande mezzo ecologico per il nostro bisogno di spostarci.

In Europa e soprattutto in Italia, nel secondo dopoguerra furono proprio i motocicli e i ciclomotori, ben prima delle auto mobili, a coadiuvare la ripartenza che diede poi origine al celebre “boom economico”. Che fosse dismesso dalle forze armate, o salvato dai bombardamenti, chi poteva prendeva il mezzo a due ruote per recarsi in fabbrica o in ufficio dove lavorava e percepiva uno stipendio che insieme ai sacrifici, gli permetteva di mantenere una famiglia con anche più di tre figli. Un sistema di trasporto autonomo che funzionava e incentivando l’industria a produrre moto, tanto da far nascere nuove aziende che le costruissero in virtù della richiesta aumentata in breve tempo.

Di sicuro, girare in moto era un privilegio per chi aveva avuto solo una bicicletta, ma era anche economico e nel giro di poche stagioni, si poteva pensare di acquistarne una nuova o una seconda, per non parlare di chi, raggiunta una certa stabilità economica, comprò la prima Fiat 500 o una delle altre vetture che misero in strada gli Italiani.

Quello che vive oggi la mobilità non è uguale alla motorizzazione dell’Italia negli anni Cinquanta, ma ci sono delle analogie che possono far pensare ad un’esplosione delle motociclette come più funzionali. Se gli utenti della strada scegliessero il mezzo a due ruote per muoversi in gran parte della vita quotidiana, uno dei primi vantaggi sarebbe il risparmio economico sull’acquisto di carburante. La benzina e il diesel che sono i due prodotti più utilizzati hanno avuto un aumento vertiginoso, anche in funzione di sistemi internazionali con i quali ci siamo trovati a fare i conti.

Meno consumi, meno inquinamento

A parte questo, è vero che una motocicletta di media cilindrata è dotata di un serbatoio con una capacità che può variare dai dodici ai diciannove litri. Con questa autonomia, una moto moderna percorre distanze comprese tra i duecentottanta e i trecentocinquanta chilometri. Un pieno si aggira circa intorno ai trenta euro a seconda del prezzo del gestore e già questo è un incentivo non da poco. Prelevare carburante da una pompa stradale in quantità ridotte genera più disponibilità di risorse per tutti e se invece di dieci auto che fanno il pieno, mettiamo dieci moto, a parità di chilometraggio, serve in terzo del carburante complessivo per far muovere lo stesso numero di persone.

Consumando meno, la moto inquina ovviamente di meno e non influisce sulla prestazione anzi, molto spesso le moto riescono a percorrere le distanze in meno tempo delle auto proprio perché sfruttano meglio le strade secondarie e non creano ingorghi. Prendendo ad esempio le stesse dieci moto, non formano una fila al semaforo come dieci auto. Un altro vantaggio evidente della moto sono le dimensioni e il numero di certe componenti che possono diventare inquinanti, condivise con le auto. La batteria ha una vita e quando raggiunge la sua fine va sostituita.

Batteria più piccola

La batteria delle moto è più piccola e quando va in smaltimento ha un impatto ridotto. Si pensi anche allo smaltimento delle batterie dei mezzi totalmente elettrici. Rispetto alle moto, sulle auto è tutto doppio. I fanali ad esempio utilizzano il doppio delle lampadine che si consumano e vanno sostituite. Acquistandone meno si riduce la produzione di un qualcosa che all’origine ha consumato altra energia per essere confezionato e distribuito. Stesso discorso per i pneumatici.

Le gomme sono un prodotto del petrolio al quale nemmeno un’auto completamente elettrica è riuscita a rinunciare. Su una moto abbiamo solo due pneumatici e anche in questo caso, all’acquisto e allo smaltimento abbiamo una riduzione di costi e di impatto ambientale notevole. Senza dimenticare che quando andiamo dal gommista con la motocicletta sborsiamo meno che per l’auto.

Tasse meno costose

A livello fiscale le moto sono più economiche perché tasse e premi assicurativi sono inferiori a quelli degli altri vaicoli e godono di una certa stabilità. Costi di gestione che, facendo risparmiare i possessori, aumentano la possibilità di acquisto di pedaggi o altri servizi, così come parcheggiare una motocicletta non è mai a pagamento. Gli stalli dedicati occupano lo spazio di un’automobile per almeno quattro veicoli a due ruote e nel caso non esistano nelle vicinanze della nostra sosta, la legge concede al motociclista di usufruire di quelli per auto, purché non esca dalle righe. Due moto ingombranti come le BMW GS occupano lo spazio di una sola auto senza interferire sulla viabilità.

Perché la moto è sicura

Chi non conosce le moto, tendenzialmente pensa che siano pericolose, motivando quest’opinione in base agli incidenti o al rischio della velocità che si può raggiungere. Diversamente, guidare la moto con costanza rende l’utente della strada molto più bravo e attento proprio per evitare i pericoli e ha un atteggiamento alla guida più affidabile. In moto non si prende in mano il cellulare, o almeno si può interagire con il dispositivo, ad esempio per il navigatore, una volta collegato al cruscotto via bluetooth, mentre mani e piedi sono sempre sui comandi e obbligano ad un’impugnatura corretta, diversamente dal volante della macchina.

Qualcuno però potrebbe storcere il naso sulla moto quando pensa al meteo, ad esempio la pioggia, o alla capacità di carico. Nulla di più giusto, se piove in moto ci si bagna e a meno che non si sia preparati o in viaggio da tempo, può risultare una vera scocciatura. Nel caso, esiste materiale e abbigliamento da pioggia e possiamo imparare a guidare la moto sotto l’acqua, incrementando la nostra abilità di motociclisti. Trasporto di oggetti, accompagnare i figli a scuola e fare la spesa può sembrare un’impresa e in certi casi non è per niente comodo. Usando l’auto quando non se ne può fare a meno possiamo, in base al modello di moto con cui giriamo, valutare eventuali trasporti e commissioni da svolgere. Se la nostra spesa sta in uno zaino o nelle valige dietro, il problema è risolto.

A questo punto, chi vive nelle grandi città è abituato a vedere orde di motorini andare ovunque e utilizzati per fare tutto, ma il discorso andrebbe allargato a tutte le attività, non solo al dover contrastare il traffico dei grossi centri urbani. Scegliere di fare vacanze e weekend fuori con la moto può essere un’esperienza con molti vantaggi. Se impattiamo meno con l’ambiente è anche giusto goderselo e in moto si possono attraversare aree e luoghi assaporandone la bellezza più da vicino, percependo la luce e l’aria tutt’intorno e raggiungendo posti senza la necessità di un parcheggio per auto che deturpa il luogo.

La moto come scelta di libertà e di ecologia, che genera benessere e possibilità per un altro utente della strada, che non chiede all’ambiente di adeguarsi al suo passaggio, che non comporta spese eccessive dividendo le risorse in modo più equo e che possa migliorare anche in parte le condizioni ambientali. Ma se tutti punti a favore non dovessero bastare a convincerci che la moto inquina meno, possiamo fare qualcosa di veramente bello e importante, piantare un albero. Se ogni motociclista piantasse un albero ogni dieci anni, recupererebbe tutto quello che la moto ha prodotto di inquinante in quel periodo, portando a zero gli effetti più dannosi del suo utilizzo. Mica male.