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CURIOSITÀ 09 MAGGIO 2023

Inquietante ritrovamento sulle spiagge: la scoperta da brivido

Gli alepisauri sono anche detti
pesci cannibali per via della loro attitudine a cacciare i propri simili. Non è facile incontrare questi animali, dotati di impressionanti
zanne nascoste dal lungo muso. La loro anatomia, con pelle senza squame, occhi grandi, pinne dorsali a forma di vela e corpo affusolato lungo anche
due metri, non permette loro di vivere in superficie e vicino alla costa. Tuttavia sono sempre più frequenti avvistamenti anche in
acqua bassa. E il fenomeno sta preoccupando gli scienziati. Sauri feroci spiaggiati: il mistero che preoccupa gli scienziati Nelle ultime settimane si sono moltiplicati i ritrovamenti di questi pesci abissali sulle coste dell’Oregon. Non è chiaro il motivo per cui i
lancet fish, come sono noti nell’area, stiano arrivando
fino a riva. Il loro habitat è infatti quello della
zona crepuscolare o mesopelagica, tra i 200 e 1.000 metri di profondità, nelle aree tropicali. Le migrazioni li portano tuttavia anche nell’area subartica, nei mari dell’Alaska e dalla Russia. I pesci cannibali sono animali tanto affascinanti quanto spaventosi, a causa del loro
aspetto mostruoso e delle loro
dimensioni. L’uomo non rientra nella loro dieta, che si compone anche di altre specie di pesci, di crostacei e di molluschi. Che vengono spesso trovati interi all’interno del loro stomaco: si ipotizza infatti che digeriscano le prede solo quando hanno bisogno di nutrienti. Un elemento che potrebbe rivelare il mistero dei recenti ritrovamenti a riva. La chiave per risolvere l’enigma: la pancia dei pesci cannibali L’
apparato digerente dei sauri, come sono chiamati informalmente, potrebbe infatti fornire informazioni utili agli scienziati. L’obiettivo è riuscire a capire, basandosi sul grado di decomposizione delle prede, perché periodicamente ci sia una vera moria di pesci. Il fenomeno è stato osservato altre volte negli ultimi 300 anni, ma nessuno è mai arrivato a svelarne i motivi. Si ipotizza gli esemplari trovati in riva siano stati portati in acque superficiali da
tempeste e uragani, subendo uno
shock termico, o che possano essere malati, magari a causa di un’
infezione causata da un virus o un batterio ancora sconosciuti. Il Parks and Recreation Department dell’Oregon ha chiesto massima collaborazione ai cittadini, invitati a segnalare gli
Alepisaurus ferox spiaggiati alle autorità e fotografarli, quando possibile, condividendo le immagini sui social e taggando il National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), l’agenzia governativa statunitense che si occupa della salute dei mari. Incontrare animali particolari in riva è molto comune in alcuni periodi dell’anno. Meglio
fare attenzione se si trovano in spiaggia delle barchette di San Giovanni. Nel mentre in Italia è stato raggiunto un
record nero per il più alto numero di delfini spiaggiati di sempre.

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