A volte la storia riemerge dal passato in modo inaspettato, riportando alla luce vicende rimaste sospese per oltre un secolo. È quello che è accaduto con l’USCGC Tampa, un cutter della Guardia Costiera degli Stati Uniti scomparso durante la Prima Guerra Mondiale e mai più ritrovato. Per decenni, la sua fine è rimasta avvolta nel mistero, alimentata da testimonianze frammentarie e da un mare che non aveva mai restituito alcuna traccia concreta. Oggi, però, grazie a un lungo e meticoloso lavoro di ricerca, quella storia ha finalmente trovato un nuovo capitolo. L’ultimo.
La storia dell’USCGC Tampa silurato da un U-boat tedesco
L’USCGC Tampa, inizialmente conosciuto come Miami, era un’unità costruita nei primi anni del Novecento e successivamente entrata a far parte della Guardia Costiera statunitense. Con l’ingresso degli Stati Uniti nella Prima Guerra Mondiale, la nave venne impiegata in operazioni di scorta ai convogli, un compito tanto cruciale quanto rischioso. Operava infatti nelle acque tra Gibilterra e la costa meridionale dell’Inghilterra, una zona nota per la presenza dei sottomarini tedeschi (U-boat), che rappresentavano una minaccia per le navi alleate.
Sotto il comando del capitano Charles Satterlee, il Tampa si distinse per efficienza e affidabilità, contribuendo alla protezione di centinaia di imbarcazioni mercantili. Tuttavia, il 26 settembre 1918, la sua missione si trasformò in tragedia. Dopo essersi separata dal convoglio che aveva appena scortato, la nave venne colpita da un siluro lanciato da un U-boat tedesco, identificato come UB-91. L’esplosione fu devastante e avvenne in condizioni già difficili, con una fitta nebbia che riduceva drasticamente la visibilità.
Il Tampa affondò in soli tre minuti, senza lasciare il tempo per organizzare soccorsi. Tutte le 131 persone a bordo persero la vita, tra cui membri della Guardia Costiera, della Marina statunitense e anche civili britannici. L’assenza di superstiti e il fatto che non venissero ritrovati resti o detriti contribuirono a rendere ancora più enigmatica la vicenda. Ancora oggi, quell’episodio rappresenta una delle più gravi perdite umane per le forze navali statunitensi durante il conflitto.
Il ritrovamento dopo anni di ricerca
Per oltre un secolo, il relitto dell’USCGC Tampa è rimasto nascosto nelle profondità del Mar Celtico, tra la Cornovaglia e l’Irlanda. Diverse spedizioni avevano provato a individuarlo, senza successo. La svolta è arrivata grazie al Gasperados Dive Team, un gruppo di subacquei britannici che ha dedicato tre anni di lavoro a questa ricerca.
Il team ha seguito un approccio rigoroso, combinando dati tecnici e ricerca storica. Da un lato, ha utilizzato le informazioni dell’Ufficio Idrografico del Regno Unito, analizzando nel dettaglio il fondale marino; dall’altro, ha studiato documenti tedeschi relativi al sottomarino responsabile dell’attacco. A questo si sono aggiunte numerose immersioni, spesso in condizioni estreme: i sub raggiungevano profondità di circa 100 metri, restando sul fondo per una ventina di minuti e affrontando lunghe fasi di decompressione durante la risalita.
La scoperta è avvenuta quasi per caso, durante quello che doveva essere l’ultimo tentativo. Dopo aver esplorato gran parte delle aree possibili, il team era ormai pronto ad arrendersi. Invece, proprio in quell’ultima immersione, sono emersi indizi decisivi: elementi strutturali come ancore, parti del motore e oblò, ma anche dettagli più specifici, come stoviglie con la scritta “New Jersey”, che hanno subito suggerito un collegamento con gli Stati Uniti.
Il relitto, come prevedibile, appare fortemente deteriorato. Più di cento anni sott’acqua, uniti alla violenza dell’esplosione e alle condizioni del mare, hanno trasformato la nave in un insieme frammentato di resti. Nonostante questo, gli elementi raccolti dal team sono stati ritenuti sufficienti per avanzare un’identificazione convincente. I risultati sono stati presentati alla Guardia Costiera statunitense, che, dopo aver analizzato foto e video – che per certe inquadrature ricordano il relitto del Titanic – si è detta fiduciosa che si tratti proprio del Tampa.