Non serve essere fan dei Simpson per conoscere la sua voce nasale, resa celebre nella versione italiana da una bravissima attrice e doppiatrice come Liù Bosisio. Marge Simpson, con la sua capigliatura blu inconfondibile e la risata contagiosa, da oltre trent’anni tiene insieme la famiglia nata dalla penna di Matt Groening.
Ora qualcosa è cambiato e i fan della più longeva serie di animazione della storia si preparano a una sorpresa, non particolarmente gradita. Non si tratta di una semplice voce di corridoio, né dell’ennesimo meme virale: secondo quanto emerso da fonti vicine alla produzione, la figura di Marge potrebbe essere arrivata al suo epilogo. Una notizia che ha colpito milioni di spettatori come un fulmine a ciel sereno.
Il presunto addio di Marge: qual è la verità
Il finale della stagione 36 dei Simpson, trasmessa in anteprima negli Stati Uniti, ha scosso la base dei fan più affezionati. L’episodio, dal titolo “Estranger Things”, è costruito in flashback, come tanti altri nella storia dei Simpson. Viene immaginato uno scenario futuro, dove Bart e Lisa hanno preso strade diverse e si sono allontanati. In questo ipotetico futuro Marge è morta. Sulla sua lapide si legge: “Amata moglie, madre e insaporitrice di braciole di maiale”. Le circostanze del decesso non vengono chiarite. Lisa torna a Springfield per trovare il fratello e il padre. In un messaggio registrato prima della sua scomparsa, Marge esorta i figli a rimanere uniti nonostante le divergenze del passato. Mentre Marge dice di aspettare il suo Homer in Paradiso, nel frattempo si consola tra le braccia di Ringo Starr, suo amore adolescenziale.
Per alcuni, è stata una scelta narrativa forte, un finale alternativo come altri nell’ultra trentennale serie animata. Per altri una svolta definitiva, anche se è bene sottolineare che la serie non ci sono conferme in merito alla morte di Marge. A rafforzare l’idea, ci sono le dichiarazioni criptiche di alcuni sceneggiatori e un lungo post pubblicato da Yeardley Smith, voce storica di Lisa, che ha parlato di “un’assenza che peserà per sempre”.
L’importanza di Marge Simpson nella serie
Marge Simpson non è solo un personaggio animato. È diventata, nel corso degli anni un simbolo di maternità, sopportazione, compromesso e quotidiana resilienza, alla quale chiunque abbia una famiglia è avvezzo. In un mondo televisivo popolato da madri stereotipate, Marge è sempre stata un punto fermo, una donna colta, appassionata, spesso frustrata, ma mai cinica. Nel corso delle stagioni, ha affrontato dipendenze, crisi familiari, disillusioni e tentazioni, sempre con una grazia che andava oltre la scrittura comica. Senza dimenticare che è stata spesso il collante della famiglia, un sostegno prezioso per le fragilità di Homer e dei loro figli.
Per questo motivo, la sua uscita di scena, seppur tutta da confermare, ha un impatto molto più profondo di quanto si possa immaginare. Non è solo un cambiamento di trama: è la scomparsa di un mito, cui tutti ci siamo un po’ ispirati.
Il possibile futuro della serie senza Marge
Nonostante Fox non abbia ancora confermato né smentito nulla, alcune fonti indicano che la stagione 38 potrebbe segnare una svolta radicale, con la presenza di episodi alternativi, una Springfield senza Marge Simpson, o addirittura uno spin-off dedicato ai Simpson rimasti orfani. Ad aprile 2025 la serie è stata rinnovata fino alla stagione 40 e scopriremo presto se la chioma blu di Marge è destinata a rimanere con noi ancora per un po’.
Per qualcuno potrebbe essere l’occasione per esplorare nuovi spazi creativi, proprio come accadde in passato con la morte di Maude Flanders o l’uscita di scena di Edna Caprapall. Certo, il peso specifico della dipartita di Marge sarebbe totalmente diverso, questo è innegabile.
Il successo travolgente dei Simpson
Il primo episodio dei Simpson arriva in tv il 17 dicembre 1989, dopo aver debuttato con brevi sketch nel 1987. Creati da Matt Groening, il padre di Homer (Abraham “Abe” Simpson) prende il nome da suo padre. Con Marge, Lisa e Maggie compongono la famiglia ispirata alla vita di Groening e Bart è un divertente anagramma di “brat”, “monello” in inglese.
In poco tempo lo show rompe gli schemi, con una satira intelligente, irriverenza verso la società americana e personaggi che diventano subito estremamente riconoscibili. Nel 1999 Time elegge i Simpson come “miglior serie TV del XX secolo”. Nel 2007 arriva un evento storico, il film The Simpsons Movie, un successo al botteghino con oltre 500 milioni di dollari incassati.
Dopo più di trent’anni e oltre 750 episodi, il fenomeno continua a resistere, con una community globale che supera i 100 milioni di spettatori settimanali.



















