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CURIOSITÀ 10 GENNAIO 2026

Oceani mai così caldi: nel 2025 nuovo record globale di calore

Stefania Cicirello

Stefania Cicirello

Editor e videomaker

Content writer, video editor e fotografa, ho conseguito un master in Digital & Social Media Marketing. Negli anni ho sviluppato competenze nella creazione di contenuti digitali, integrando creatività e abilità tecniche in diversi progetti online e adattando i contenuti alle diverse piattaforme.

Il 2025 ha segnato un nuovo primato: gli oceani del pianeta hanno accumulato più calore di qualsiasi altro anno dall’inizio delle misurazioni scientifiche. Un dato che, letto così, può sembrare astratto. In realtà racconta molto del presente che stiamo vivendo, e del futuro che ci aspetta.

Un record che pesa quanto decenni di consumi umani

Nel corso del 2025 gli oceani hanno immagazzinato una quantità di calore senza precedenti: un incremento pari a decine di miliardi di miliardi di joule. Per rendere l’idea della scala, è un’energia paragonabile a quella utilizzata dall’intera economia mondiale in diversi decenni. Questo accumulo è uno degli indicatori più affidabili del cambiamento climatico a lungo termine. A differenza della temperatura dell’aria, che può oscillare anche sensibilmente di anno in anno, il contenuto di calore oceanico cresce in modo più lento ma continuo, registrando con precisione l’effetto dell’aumento dei gas serra.

Gli oceani assorbono oltre il 90% del calore in eccesso intrappolato nell’atmosfera. È questo ruolo “tamponante” che ha finora limitato un riscaldamento ancora più rapido della superficie terrestre, ma il prezzo da pagare sta diventando sempre più evidente.

Lo studio che ha messo in evidenza il nuovo record è frutto di una collaborazione internazionale che coinvolge decine di istituzioni scientifiche, tra cui l’Istituto di Scienze Marine del CNR e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ed è stato pubblicato sulla rivista Advances in Atmospheric Sciences.

Dove il riscaldamento corre più veloce

Il riscaldamento degli oceani non avanza in modo uniforme. Alcune aree del pianeta stanno cambiando molto più rapidamente di altre. Tra le zone più colpite emergono l’Atlantico meridionale, il Pacifico settentrionale, le regioni tropicali e soprattutto l’Oceano Antartico, che circonda il continente più fragile e strategico del sistema climatico globale.

Qui l’aumento delle temperature marine è particolarmente preoccupante perché interagisce con i ghiacci, accelerandone la fusione e influenzando le grandi correnti oceaniche che regolano il clima di interi continenti. Un cambiamento in queste dinamiche non resta confinato alle alte latitudini, ma si riflette a cascata su scala planetaria.

Perché il calore degli oceani è un problema

Un oceano più caldo non è solo un problema per la biodiversità marina, già messa sotto pressione. L’aumento del contenuto di calore contribuisce direttamente all’innalzamento del livello dei mari, attraverso l’espansione termica dell’acqua e lo scioglimento dei ghiacci terrestri. In parallelo, mari più caldi rilasciano più calore e umidità nell’atmosfera. Qui, invece, ti spieghiamo perché gli oceani stanno cambiando colore.

Questo significa eventi meteorologici più intensi e persistenti: ondate di calore prolungate, piogge estreme, cicloni tropicali più energici e un aumento del rischio di alluvioni. Fenomeni che, sempre più spesso, non possono più essere definiti “eccezionali”. Il dato oceanico diventa così una chiave di lettura fondamentale per capire perché il clima stia mostrando segnali sempre più estremi anche in regioni che fino a pochi anni fa si consideravano relativamente al sicuro.

La superficie del mare è più fresca, ma solo in apparenza

C’è un elemento che può trarre in inganno: nel 2025 la temperatura media della superficie marina è risultata leggermente inferiore rispetto ai due anni precedenti. Non si tratta però di una inversione di tendenza, bensì dell’effetto di una transizione naturale tra due grandi fenomeni climatici del Pacifico, che influenzano temporaneamente la distribuzione del calore superficiale.

Questa dinamica dimostra una distinzione cruciale: la temperatura della superficie del mare può fluttuare, ma il contenuto totale di calore degli oceani continua ad aumentare. È proprio questa crescita costante, registrata ormai da nove anni consecutivi, a rendere il segnale climatico inequivocabile.

Oceani mai così caldi: nel 2025 nuovo record globale di calore
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