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BUONO A SAPERSI 18 NOVEMBRE 2024

Boom di truffe telefoniche, 3.500 in 6 mesi: come difendersi

Pasquale Barillà

Pasquale Barillà

Editor e videomaker

Da diversi anni faccio parte del mondo della produzione video: ho iniziato creando un prodotto a 360 gradi per poi specializzarmi nel montaggio video da remoto. Le passioni per la musica e l’insegnamento giocano un ruolo chiave nella creazione dei miei contenuti e nella stesura dei miei articoli.

Negli ultimi sei mesi le truffe telefoniche hanno raggiunto livelli preoccupanti, con oltre 3.500 segnalazioni inviate dai consumatori al Portale Antitruffa, gestito da ARTE in collaborazione con Codacons, Consumerismo No Profit, Assium e OIC. I dati testimoniano una crescita costante di un fenomeno che sfrutta l’insistenza del telemarketing selvaggio e le tecniche sempre più sofisticate dei truffatori.

Boom di segnalazioni di truffe telefoniche in Italia

Le segnalazioni raccolte mettono in luce una realtà preoccupante: i call center illegali e gli operatori fraudolenti continuano a ignorare strumenti di tutela come il Registro delle Opposizioni, il codice di autodisciplina e le sanzioni imposte dal Garante per la Privacy. A destare allarme non è solo il numero di raggiri, ma anche la loro complessità. Le truffe telefoniche moderne non si limitano a vendite insistenti, ma utilizzano pretesti ingegnosi, come presunti guasti a cabine elettriche o finti errori in bolletta, per spingere le vittime a fornire informazioni personali.

Tra i reati più frequenti emergono la violazione dei dati personali, la frode legata alle offerte commerciali e la sostituzione di persona. I truffatori si spacciano spesso per operatori di gestori affidabili, proponendo contratti di luce e gas a condizioni apparentemente vantaggiose. Per ottenere i numeri telefonici delle vittime, i call center illegali utilizzano metodi illeciti, come l’acquisto di database rubati o la raccolta di contatti attraverso stratagemmi online.

Le tecniche di raggiro includono anche il cosiddetto vishing, un metodo che combina il phishing con le chiamate vocali. I truffatori possono fingersi operatori bancari o rappresentanti di enti pubblici, chiedendo informazioni sensibili come credenziali di accesso o dati di pagamento. In altri casi manipolano le risposte degli utenti, con la truffa del “sì” per simulare l’accettazione di un contratto.

Come difendersi da telemarketing selvaggio e truffe

Ma come difendersi dalle truffe telefoniche? Per prima cosa bisogna prestare attenzione ai numeri di telefono da cui si riceve una chiamata, evitando di rispondere a numeri con prefissi internazionali sospetti, come quelli di Tunisia, Moldavia o Bielorussia. Anche se il numero sembra locale, i truffatori più esperti possono utilizzare tecniche di spoofing telefonico, mascherando la loro identità e nascondendo il numero per farlo apparire come quello di un ente affidabile.

Durante una chiamata bisogna evitare di rispondere con un “”, poiché questa parola può essere registrata e usata per simulare il consenso a un contratto. Se l’operatore insiste per ottenere dati personali o sensibili, come codici POD o informazioni anagrafiche, è fondamentale non fornire alcuna informazione e chiudere la chiamata.

Un altro strumento utile è richiedere che tutte le condizioni di un’offerta vengano fornite per iscritto. Se l’operatore rifiuta o cerca di scoraggiare questa richiesta, è probabile che si tratti di una truffa. Esistono inoltre applicazioni e siti web che consentono di identificare numeri sospetti e bloccare automaticamente le chiamate provenienti da fonti conosciute per attività fraudolente.

Nonostante l’introduzione del Registro delle Opposizioni, molti utenti continuano a ricevere chiamate moleste. In caso di tentativo di truffa il numero da cui si è stati contattati può essere segnalato al Garante per la Privacy o all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Se invece la truffa è malauguratamente andata in porto, è necessario sporgere denuncia alle forze dell’ordine per avviare le indagini.

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