Sui social network è diventato nuovamente un trend il fenomeno della “bimbofication”. Il motivo è legato a un caso che coinvolge l’ex segretaria alla Sicurezza nazionale degli Stati Uniti Kristi Noem. Al centro di tutto, in realtà, c’è il marito Bryon che si è scoperto chattare per mesi con alcune sex worker i cui seni sono giganteschi in seguito a operazioni chirurgiche.
Perché tutti parlano della bimbofication
Il tabloid britannico Daily Mail ha pubblicato foto di Bryon Noem e interviste alle sue interlocutrici svelando che il 56enne pagava delle sex worker che gli inviavano foto in cui apparovano con seni giganteschi e condivideva con loro dei selfie in cui il suo volto era riconoscibile e il suo corpo era inguainato in vestiti che lo rendevano a sua volta una sorta di Barbie con ipertrofia mammaria.
Questa pratica è chiamata Bimbofication, una sorta di fetish che si basa sulla trasformazione delle ragazze in bambole viventi ipersessualizzate.
La vicenda ha dato vita a meme e ha rinnovato l’interesse delle persone verso questa pratica, riportando l’hashtag bimbofication, o anche l’abbreviazione bimbo, a essere virale su diversi social network quali Instagram, TikTok, ma anche Reddit e OnlyFans.
Cos’è la bimbofication
La bimbofication è un fenomeno che punta all’iperfemminilizzazione della donna. In pratica vengono diffuse immagini false, in cui la protagonista è estremamente sessualizzata apparendo con enormi labbra, seni giganti, trucco pesante, unghie lunghissime e smaltate e in pose considerate particolarmente “hot”.
Questo tipo di fetish ha avuto inizio negli Stati Uniti attorno agli anni ’80 e ora sta arrivando anche in Europa. Non solo le donne, oggi anche gli uomini vengono trasformati con le caratteristiche di queste “barbie sexy”, ritratti con indosso capi femminili e protesi mammarie enormi.
Gli esperti hanno spiegato che chi pratica la bimbofication lo fa per interpretare un ruolo ed esplorare la sessualità o l’espressione di sé online. Solitamente le persone che apprezzano questo tipo di contenuti si incontrano principalmente online, su piattaforme come Reddit, X e FetLife, oppure utilizzano siti a pagamento come OnlyFans per condividere video privati.
Il fenomeno è a metà strada tra la pratica erotica e il gioco di ruolo, perché chi gode della bimbofication non solo si modifica e traveste in modo caricaturale, ma spesso cambia anche voce, nome e si atteggia in maniera volutamente calcata e naïf.
Chi si traveste da “bimbos” dice di farlo per affermare la propria identità, sessualità e personalità, abbracciando il proprio essere femminile, sessualmente liberato o più genericamente audace e fiducioso in sé stesso. Non sempre poi c’è un risvolto in cui si passa a delle pratiche sessuali vere e proprie.
Esistono anche siti a pagamento, come Sissy Only, che propongono di avviare un percorso a pagamento per diventare “bimbo”. Su queste piattaforme si insegna come truccarsi in modo vistoso, quali abiti scegliere, ma si trovano anche corsi di ipnosi e allenamento mentale per “aiutare ad abbracciare la propria identità bimbo”.
In generale, però, la bimbofication è un’oggettivizzazione del corpo femminile che vuole rappresentare le donne come “bambole” stupide ma super sexy e ipersessualizzate.





















