Per guidare sicuri ed avere sempre una tenuta di strada ottimale, dobbiamo controllare regolarmente il battistrada delle gomme dei nostri veicoli.
Basti pensare che, in base a quanto stimato dalle principali case automobilistiche, più di un quinto degli incidenti stradali è imputabile proprio all’usura o all’errato gonfiaggio degli pneumatici.
Quando i copertoni sono troppo consumati, infatti, si rischiano spiacevoli conseguenze, specie sull’asfalto bagnato o ghiacciato.
Come se non bastasse, essere sorpresi alla guida dalle Forze dell’Ordine con le gomme lisce significa rischiare una sanzione amministrativa tra gli 87 e i 344 euro e la decurtazione di 2 punti dalla patente.
Cosa dice la legge
La normativa che stabilisce quando gli pneumatici sono troppo usurati per circolare è la stessa in tutta l’Unione Europea: per i mezzi a 4 ruote, la profondità degli intagli sui battistrada deve essere di almeno 1,6 millimetri sui loro tre quarti centrali e per l’intera circonferenza della gomma, 1 millimetro per le moto e mezzo millimetro per i ciclomotori.
Al di sotto di questi limiti, il veicolo diventa “fuorilegge” e, in attesa del cambio gomme, bisognerebbe semplicemente lasciarlo in garage.
C’è però qualche trucco che può aiutarci a capire se è giunto il momento di recarsi dal gommista.
Come verificare se si è in regola
Su ogni battistrada scolpito ci sono degli indicatori nelle scanalature principali, differenti a seconda del tipo di copertone e della casa produttrice.
Per identificarli, bisogna trovare sulla superficie della gomma la sigla “TWI” (Tread Wear Indicator), il logo del marchio di fabbrica, la forma di un triangolo o una serie di numeri in rilievo che mostrano la profondità degli intagli.
Se il battistrada è talmente consumato da aver raggiunto o addirittura superato il livello di questi indicatori, è decisamente giunto il momento di cambiare gli pneumatici.
Il trucco della moneta
Lo strumento più idoneo da utilizzare per sincerarsi dell’usura delle gomme è il calibro di profondità, preciso ed economico.
Se non ce lo abbiamo a disposizione, però, possiamo farci un’idea abbastanza attendibile dello stato dei copertoni della nostra auto con una procedura piuttosto semplice, che implica l’utilizzo di monete bimetalliche.
Per prima cosa, assicuriamoci di aver parcheggiato su una superficie in piano e con pavimentazione uniforme. Se il veicolo è dotato di cambio manuale, inseriamo la prima marcia. Con l’automatico, invece, occorre essere in posizione “P“.
Per ispezionare agevolmente gli pneumatici anteriori, giriamo lo sterzo di 45° prima verso sinistra e poi verso destra, controllando con cura in entrambe le posizioni la porzione di battistrada che riusciamo a vedere.
Verifichiamo poi anche lo stato delle ruote posteriori. Se abbiamo montato gomme estive, inseriamo nelle scanalature centrali del battistrada una moneta da 1 euro, effettuando il test in diversi punti lungo tutta la circonferenza della ruota: se la parte sporgente della moneta è visibile fino alle stelle in bassorilievo presenti sul suo bordo, lo pneumatico è abbastanza consumato da doverlo cambiare.
Per le gomme invernali, usiamo invece una moneta da 2 euro: in questo caso, il copertone è troppo usurato per rimanere in circolazione se il bordo esterno argentato della moneta supera la scanalatura del battistrada.