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CURIOSITÀ 20 SETTEMBRE 2023

Medusa "aliena" trovata in Sardegna: i rischi per l'uomo

I nostri mari stanno subendo un’invasione di specie aliene senza precedenti a causa del cambiamento climatico. Gli avvistamenti di animali alloctoni, un tempo rari, sono ormai all’ordine del giorno. L’ultimo è stato fatto in Sardegna, ed è stato reso pubblico dall’ARPA regionale e della Capitaneria di Porto di Olbia, che hanno rilevato la presenza della Phyllorhiza punctuata nelle acque a Nord dell’isola.

Si tratta di un celenterato originario dell’Oceano Pacifico occidentale, meglio conosciuto come medusa a pois a causa delle tante macchie tonde presenti sull’ombrello.

Non è la prima volta che la sua presenza nel Mar Mediterraneo desta preoccupazioni: i primi avvistamenti nel Mare Nostrum risalgono infatti agli anni ’60, e nelle acque sarde al 2009. Da allora è stata segnalata sempre con più frequenza, visto che ha trovato in queste zone un habitat favorevole alla riproduzione.

Cos’è la medusa a pois e quali sono i rischi per l’uomo

La Phyllorhiza punctuata è una scifomedusa di grandi dimensioni. Passa circa 5 anni nello stadio di polipo e fino a 2 anni in quello di medusa attiva, quando l’ombrello raggiunge un diametro compreso tra i 30 e i 60 centimetri. Quello dell’esemplare più grande mai documentato arrivava ai 72 centimetri.

La medusa a pois dell’Oceano Pacifico è poco urticante e non è considerata un pericolo per l’uomo. Per questo, riporta anche l’ARPA Sardegna, non deve destare particolari preoccupazioni per i bagnanti e per chi si trova a nuotare al largo.

Niente panico per chi ne incontra una. Anzi, vedere dal vivo questo meraviglioso e possente animale è un’esperienza unica, nonché un’occasione per fotografare una medusa così particolare e, probabilmente ancora per poco, rara. È probabile infatti che si stia moltiplicando a ritmi impressionanti nelle sempre più calde acque al largo dell’isola.

Perché la medusa a pois “aliena” è un pericolo per l’Italia

Anche quando si tratta di esseri viventi non pericolosi per l’uomo, le specie aliene possono causare importanti danni all’habitat che, a loro volta, possono ripercuotersi sulla nostra qualità della vita e sulle attività economiche.

La medusa a pois si nutre di plancton, di uova e di larve di pesci. La sua proliferazione incontrollata nelle acque sarde e nel resto del Mar Mediterraneo potrebbe significare non solo una flessione del numero degli esemplari delle specie predate ma anche l’estinzione o l’indebolimento di altri predatori che se ne cibano.

Allarme specie aliene in Italia: cosa sta succedendo

Le specie aliene, o per meglio dire non indigene o alloctone, possono infatti occupare le nicchie biologiche di quelle locali, impedendogli l’accesso alle risorse, come il cibo, l’acqua e lo spazio per l’accoppiamento o la nidificazione. E quindi facendole sparire.

È quello che sta succedendo nel Nord Italia e nel Mar Adriatico con il famigerato granchio blu, che si è riprodotto velocemente sterminando intere popolazioni di molluschi e arrivando a praticare il cannibalismo per carenza di prede e spazio.

Il pericolo comunque non arriva solo dall’acqua. Nel 2023 sono state rilevate tantissime specie aliene in Italia. Tra queste anche la formica di fuoco in Sicilia, dove sono state osservate decine di nidi. Questo insetto dal tipico colore rossastro è originario del Brasile, ma ha colonizzato gran parte del mondo, causando danni all’agricoltura.

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