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CURIOSITÀ 19 GENNAIO 2026

L’ombrello drone che ti segue e ti ripara: come funziona

Stefania Cicirello

Stefania Cicirello

Editor e videomaker

Content writer, video editor e fotografa, ho conseguito un master in Digital & Social Media Marketing. Negli anni ho sviluppato competenze nella creazione di contenuti digitali, integrando creatività e abilità tecniche in diversi progetti online e adattando i contenuti alle diverse piattaforme.

Un ombrello che vola, segue una persona in automatico e continua a ripararla anche mentre si muove. Dietro a questo progetto c’è John Xu, creator del canale YouTube ibuildstuff, che nel 2025 ha deciso di rimettere mano a una delle sue invenzioni più chiacchierate.

La prima versione dell’ombrello drone, realizzata nel 2024, aveva fatto sorridere e stupito allo stesso tempo: un ombrello tradizionale a cui erano state montate delle eliche, capace di sollevarsi in aria. Il limite era evidente fin da subito. L’oggetto volava, sì, ma richiedeva un controller e non era in grado di seguire chi lo stava usando. Il pubblico aveva colto il punto con lucidità: un ombrello volante è affascinante, ma se non si muove insieme alla persona perde gran parte della sua utilità. Da qui è nato l’obiettivo della nuova versione: rendere il sistema completamente autonomo.

Il test su un drone “normale”

Prima di riprogettare l’ombrello, John ha scelto una strada metodica. Invece di sperimentare direttamente su una struttura grande e ingombrante, ha costruito un drone di test dalle dimensioni ridotte. Questa piattaforma più semplice è servita per provare software, sensori e logiche di inseguimento senza complicarsi la vita con pesi, vibrazioni e meccanismi pieghevoli. Una scelta tipica dell’ingegneria: separare i problemi e risolverli uno alla volta, riducendo il rischio di errori a cascata.

Come fa l’ombrello a “seguire” una persona

Il cuore del progetto è il sistema di tracking. L’idea iniziale prevedeva l’uso di una videocamera tradizionale collegata a un computer di bordo, incaricato di riconoscere la testa dell’utente e mantenere il drone centrato sopra di essa. In teoria semplice, in pratica pieno di ostacoli: luce insufficiente, errori software, problemi di connessione e componenti che smettono improvvisamente di funzionare. Dopo vari tentativi falliti e una parentesi con il GPS – rivelatosi troppo impreciso per seguire una persona a piedi – la soluzione definitiva è arrivata con una camera “time of flight”, capace di leggere la profondità dello spazio e distinguere una figura umana in modo più affidabile.

La programmazione e il lavoro di squadra

Per sviluppare il codice di tracciamento, John ha coinvolto un amico studente di informatica all’università di Stanford. L’integrazione tra hardware e software si è rivelata la parte più delicata dell’intero progetto. Ogni piccolo errore – un cavo difettoso, una scheda o un firmware instabile – ha rallentato il lavoro per mesi. Il progetto è stato più volte abbandonato e poi ripreso, fino a quando una ricostruzione completa dell’elettronica ha permesso finalmente di far dialogare tutti i componenti.

Un ombrello che si apre, vola e resta stabile

Dal punto di vista meccanico, l’ombrello drone è stato completamente ripensato. Il problema principale era fissare le eliche senza rendere l’oggetto ingombrante o scomodo da trasportare. La soluzione è arrivata con bracci pieghevoli integrati in una struttura interna stampata in 3D (con cui si possono costruire persino case come questa), capace di aprirsi e bloccarsi in posizione con un sistema di leve e molle. In questo modo l’ombrello mantiene un aspetto relativamente compatto quando è chiuso, ma diventa stabile e funzionale una volta in volo.

Funziona davvero, anche sotto la pioggia

Il momento decisivo è arrivato quando tutto è stato trasferito dal drone di test all’ombrello vero e proprio. Dopo quasi un anno di tentativi, il sistema è riuscito finalmente a decollare, mantenere la posizione e seguire una persona in movimento. Non è perfetto, e lo stesso inventore lo ammette senza esitazioni, ma è reale. La prova finale sotto la pioggia ha confermato che l’ombrello riesce a volare e a riparare dall’acqua, dimostrando che l’idea di sfruttare un drone (basta pensare anche al drone bagnino) è tecnicamente possibile.

L’ombrello drone che ti segue e ti ripara: come funziona
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