Le cinque moto più vendute in Italia nel 2024

Le cinque moto più vendute in Italia nei primi sei mesi del 2024. Un mercato in crescita, ma vince il segmento adventure.

Foto di Alex Ricci

Alex Ricci

divulgatore di motociclismo

Romagnolo classe 1979, scrittore, reporter, divulgatore appassionato di moto, storia, geografia, letteratura, musica. Adora Junger, Kapuściński, Sting e i Depeche Mode.

Il mercato italiano delle moto ha registrato, nel primo semestre del 2024 appena concluso, una crescita di vendite del 5,53% rispetto allo stesso periodo del 2023. Per questo aumento, i dati divulgati da Confindustria – ANCMA parlano di 96.411 unità messe in strada sulle precedenti 89.478 e supera la media anche negli scooter dove 104.430 pezzi su 98.327 dell’anno scorso, quantificano un incremento del 4,87%.

Chi soffre un po’ è il segmento dei ciclomotori che non sono più da anni il desiderio comune a tutti i quattordicenni, con conseguente calo del 7,54%, ma soprattutto il mercato elettrico con un -26,04%, è ancora troppo distante dai numeri e dalle idee dei motociclisti. In tutto questo abbiamo voluto raccontare quali sono le cinque motociclette più vendute nel nostro paese fino a giugno secondo le fonti ufficiali, proprio per capire come la produzione incontra le esigenze e i sogni degli italiani a due ruote.

1° – Benelli TRK 702/702X

Non è un caso che al primo posto della classifica ci sia questo modello di Benelli. Si tratta della moto di punta della gamma del marchio del Leoncino poiché sventra il segmento “adventure” con un rapporto qualità-prezzo vincente per un preventivo di spesa indicato dalla casa di 7.490 euro. A vederla nel dettaglio rappresenta l’ammiraglia della serie TRX grazie al bicilindrico di 698 cc da 70 Cv. Un motore che abbassa la media della cubatura rispetto alle concorrenti, ma che si pone anche come un giusto compromesso nei consumi e nei costi di gestione. Del resto, per chi circola in strada, 70 cavalli sono più che sufficienti e ben si adattano ad un utilizzo a 360°. Il design riconoscibile è frutto del Centro Stile Benelli ed è nata e sviluppata totalmente a Pesaro incontrando direttamente le richieste dei motociclisti più esigenti.

Benelli TRK-702
Fonte: Benelli
Benelli TRK-702

Di fatto si è inserita nelle medie cilindrate con grande successo poiché adatta a macinare chilometri, in qualunque condizione con un pacchetto sospensioni che prevede all’anteriore una forcella upside-down con steli da 50 mm, escursione di 140 mm e un forcellone oscillante in alluminio con mono centrale regolabile nel precarico molla e freno idraulico in estensione e compressione, con una escursione di 50 mm. I cerchi sono da 19” all’anteriore, da 17” dietro, in lega di alluminio con raggi in acciaio e montano rispettivamente pneumatici Pirelli Scorpion Rally STR 110/80 e 150/70. Il serbatoio della 702X ha una capacità di 20 litri e garantisce tutta l’autonomia di cui un viaggiatore ha bisogno, mentre il display TFT da 5” dispone del bluetooth e tramite sistema wi-fi si trasforma in navigatore.

2° – BMW R 1300 GS

Presentata nel 2023 come una moto senza compromessi, l’R 1300 GS è al secondo posto nelle vendite italiane ed ha il potenziale per divenire un punto di riferimento tra appassionati di BMW e non. La casa bavarese ha sviluppato questa moto sulla medesima base con cui allestisce l’R 1250 GS Adventure, ma coniuga lo spirito off-road che sta all’origine, con più alte prestazioni stradali, cavalcando lo stile crossover in modo trasversale. Il suo peso relativamente ridotto e la potenza del bicilindrico boxer da 145 Cv indicano la via tra le grandi enduro da turismo e in questo modello, la riduzione della massa è stata messa al centro del progetto e ridotta invece che aumentata come nei precedenti casi. A partire dalla versione di serie, vi sono una quantità di dotazioni senza precedenti, ma la vera innovazione è il telaio modulabile e personalizzabile a seconda delle caratteristiche fisiche e delle esigenze del guidatore.

Le sospensioni adottano il sistema EVO-Telelever davanti e EVO-Paralever dietro, con mono ammortizzatore centrale in entrambi gli assi, completamente regolabili. Adatte a tutti i tipi di fondi stradali le ruote sono in lega d’alluminio con cerchio da 19” davanti e 17” dietro, predisposti per le misure di pneumatici 120/70 R19 (anteriore) e 170/60 R17 (posteriore). Sempre davanti il freno è a doppio disco flottante da 310 mm, mentre dietro monta un singolo 280 mm. Nonostante la cura dimagrante, il serbatoio è un grande 19 litri adatto alle lunghe traversate, con un consumo di benzina dichiarato di 4,8 l/100 km. Tutto il resto è un mix di tecnologia e praticità come i fari a led laterali, lo scarico due in uno, il parasassi al motore e una serie di possibilità infinite di configurazione. Un altro passo avanti del know how BMW, che dagli anni 2000 l’ha portata a scalare le classifiche della produzione a due ruote in tutte le aree. Il prezzo indicato dal produttore parte da 21.300 euro.

3° – Honda Africa Twin

Sarà per il nome evocativo, ma l’Honda CRF1100L Africa Twin viaggia ancora tra le posizioni alte della classifica meritando il bronzo di questi primi sei mesi del 2024. Il suo successo non è legato solo alla storia che la casa dell’ala ha portato avanti con una delle maxi enduro più celebri degli ultimi quarant’anni, ma dipende anche da una serie di combinazioni tecniche e la possibilità dell’acquirente di poter optare per diverse versioni della stessa moto. Di base è molto versatile e a seconda dell’utilizzatore, può essere un’ottima viaggiatrice stradale quanto una “nave del deserto”. Il suo bicilindrico da 1.084 cc, che sprigiona una potenza di 102 Cv, ha un rapporto di compressione più elevato, gode di una nuova fasatura delle valvole e un sistema di scarico aggiornato. Tutto questo si traduce in più coppia utile in qualsiasi situazione di guida.

Honda Africa Twin
Fonte: Ufficio Stampa Honda
Honda Africa Twin

Nella versione ES, l’Africa Twin monta sospensioni Showa Electronical Equipped Ride Adjustment che rendono l’assetto ottimale ogni istante attraverso varie impostazioni: “Mid” per una miglior partenza, “Hard” per una guida turistica e progressiva, “Soft” che incrementa la già facile manovrabilità e Off-Road per maggior precisione in fuoristrada. C’è anche una modalità personalizzabile con la quale si possono scegliere i parametri più confacenti alle esigenze del singolo motociclista. Piena di risorse, questa moto diventa la grande outlander che ci s’aspetta con un set di valige dedicato, le manopole riscaldate e il parabrezza regolabile in altezza. Molto diffusa è la versione con il cambio automatico che aumenta il comfort di chi percorre molti chilometri al giorno, ma anche di chi la porta nel traffico cittadino, senza toglierle il carattere sportivo che la contraddistingue. Le ruote sono all’insegna dell’avventura e con l’anteriore da 21” e la posteriore da 18”, si destreggia bene su tutti i terreni ed è comoda in strada con pneumatici adeguati. Il confronto è aperto e il prezzo fissato da Honda a partire da 15.000 euro, incontra il pubblico con evidente fortuna.

4° – Yamaha Tracer 9

È indubbiamente il pezzo forte della gamma Yamaha poiché in grado di mettere d’accordo i motociclisti più radicali e gli amanti del turismo su due ruote. La Tracer 9 è un connubio di tutto quello che una moto moderna può offrire per chi cerca l’avventura, ma non disdegna di infilarsi la tuta e il casco integrale per due pieghe in collina. Con il tre cilindri da 890 cc e 119 Cv di potenza, sa essere brillante ed efficace in ogni momento, con un motore progressivo ed elastico. La precisione del cambio aiuta il motore a non andare in stallo nel passaggio di marcia e sembra di guidare una moto automatica per come sale lineare il regime di rotazione.

Oltre alla qualità del motore, la sua maneggevolezza deriva dal telaio delta box in alluminio pressofuso che conferisce la giusta rigidità alla Tracer, ed essendo di derivazione sportiva, ne accentua il carattere spinto. La forcella USD da 41 mm è totalmente regolabile per permettere il miglior assetto da soli e in due, così come l’ammortizzatore posteriore che si può adattare all’eventuale bagaglio o passeggero. Il comfort migliora anche con la sella regolabile su due posizioni per assecondare lo stile di guida e le caratteristiche fisiche dei diversi motociclisti. Capacità di serbatoio di 18 litri unita ad una aerodinamica studiata nei minimi dettagli consentono un intervallo di 350 chilometri tra un pieno e l’altro e c’è anche la possibilità di usufruire di pacchetti dedicati per attrezzare la propria Yamaha Tracer 9 con borse, bauletti e tutto l’occorrente per renderla la moto totale. Il costo di partenza secondo Yamaha è di 12.199 euro.

5° – Ducati Multistrada V4/V4S

Alle quarta generazione, in più di vent’anni la Multistrada è diventata l’ammiraglia della gamma Ducati e una delle moto più rappresentative di Borgo Panigale. Un’evoluzione della specie che ha portato al successo commerciale la serie V4 e V4S, che dopo i primi sei mesi del 2024 si fregia del quinto posto nella classifica delle vendite ed è a tutti gli effetti la moto più venduta del marchio. Dotata del potente e versatile motore V4 da 1.158 cc che sviluppa una potenza di 170 Cv, Multistrada V4 e V4S sono modelli ai limiti del segmento per prestazioni, ma di base molto gestibili grazie ai sistemi elettronici che oggi costituiscono uno standard di Ducati e che garantiscono sicurezza, e grande efficacia in ogni situazione. È una moto in grado di affrontare la strada con un rendimento da sportiva, ma appena finisce l’asfalto, si comporta come le più ortodosse enduro in circolazione.

Il telaio e tutta la struttura sono in perfetto equilibrio per raggiungere il giusto compromesso tra comodità nei lunghi spostamenti e il miglior controllo nelle fasi più dinamiche. La ruota anteriore da 19” offre sicurezza e un buon controllo anche su sterrato, mentre rimane di 17” la posteriore, dove a tenerla stretta c’è un forcellone a due bracci che permette più ampia scelta dei tipi di cerchi da utilizzare. Il telaietto posteriore è a traliccio, imbullonato alla leggera e rigida monoscocca principale, di derivazione MotoGP. Anche la sella del passeggero è stata migliorata per massimizzare il comfort con maniglie ergonomiche e una maggior morbidezza rispetto a quella del guidatore. C’è più spazio per le gambe ed è più imbottita e lunga delle versioni precedenti. Lo scarico è stato perfezionato a livello dei collettori, come dei terminali per garantire quel “sound quality”, come dicono in Ducati.

Il suono mantiene il DNA della casa e trasmette tutta la classica sportività, abbassando le frequenze che potrebbero interferire con il piacere di ascoltare il motore. Multistrada V4 e V4S raggiungono il massimo livello del segmento touring/adventure e si presentano come l’asso del catalogo Ducati a cui è difficile trovare difetti. Il prezzo base della V4 è fissato a 19.990, mentre per la V4S si parte da 23.990 euro.