Il freddo imperversa, l’inverno è nel pieno del suo vigore e in casa siamo tutti raccolti attorno a stufe, camini e termosifoni. Si sa, quando il gelo non lascia scampo, i sistemi di riscaldamento domestici sono il toccasana per recuperare il giusto tepore.
Ma tutto ha un costo, lo sappiamo, in dettaglio il gas, che negli ultimi anni ha visto fluttuare il suo prezzo come sulle montagne russe. Se però ci fosse una speciale formula matematica per risparmiare sulla bolletta, senza rinunciare a scaldare casa?
Riscaldamento: la situazione in Italia
Dal 2022, forse lo ricordiamo, il famoso Decreto Legge 17/2022 stabiliva un limite massimo di 19 °C per il termostato degli uffici pubblici, 20 per quelli domestici. In ambo i casi la tolleranza ammessa era di 2 gradi. Un modo per contenere i costi in periodo di crisi energetiche.
Ad oggi, questi limiti sono rimasti invariati, ma in verità a noi fa anche comodo seguirli, per riuscire a non spendere troppo. Anzi, secondo la rivista Öko-Test, che effettua test indipendenti su prodotti di consumo, ridurre di solo 1 grado Celsius il termostato, può fare risparmiare il 6% sui costi di riscaldamento invernali.
La formula del risparmio sul riscaldamento funziona?
Il punto di partenza del magazine tedesco Öko-Test è la termodinamica: il secondo principio si può parafrasare in un sistema piuttosto essenziale. Se fuori fa freddo e dentro fa caldo, l’appartamento o la casa irradierà energia verso l’ambiente circostante finché la temperatura interna ed esterna non saranno uguali.
Ad esempio, se a gennaio ci sono 2 gradi Celsius all’esterno e si vuole una temperatura di 20 gradi in casa, l’impianto di riscaldamento dovrà fornire i 18 gradi mancanti. Se ci si limita a 19 gradi, il sistema deve lavorare per un grado in meno. In questo modo dovrà consumare meno energia, generando solo 17 gradi.
Il calcolo in realtà non è scontato o universale come sembra, in quanto le temperature esterne tendono ad oscillare. Ma ci sono anche giornate più fredde, o in cui la temperatura in casa è bassa e teniamo il riscaldamento acceso qualche ora in più, due variabili che possono compromettere gli esiti della nostra equazione.
Per non perdere tempo semplifichiamo, ipotizzando una temperatura esterna fissa di circa 5 °C, perciò il calcolo va eseguito in questo modo, ipotizzando di abbassare di 1 grado:
1 diviso per (temperatura interna – 5)
La mini-formula che segue calcola il potenziale di risparmio sul riscaldamento, ad esempio con una temperatura interna attestata di 21 gradi:
1/(21–5) = 1/16 = 0,0625 = 6,25%
In questo caso si potrebbe, in teoria e senza altre variabili, ridurre di quasi il 7% i costi per scaldare casa. Il valore della temperatura esterna può essere variato a piacimento, allo stesso modo, si può anche modificare la gradazione del termostato:
Da qui, si moltiplica la percentuale ottenuta (ad esempio, il 6,25% del primo calcolo) per i propri costi di riscaldamento, o per una stima realistica. In questo modo potremo avere una cifra attendibile, in euro, di spesa e risparmio con la regolazione prevista. Ma anche fare calcoli inversi e capire quanto spenderemmo con 1 grado in più impostato.
Ci mettiamo la firma? No, perché, come accennato, nell’equazione andrebbero inserite variabili in grado di “personalizzare” meglio i nostri conteggi, avvicinandoli alla situazione contingente. Ma tolte le complicazioni, resta un punto focale: 1 grado in meno porta risparmio.
E già questo è oro.