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BUONO A SAPERSI 29 MARZO 2024

Diritto alla riparazione Ue per gli elettrodomestici rotti: cosa cambia

L’Unione Europea sta mettendo in campo una serie di normative che proteggano l’ambiente e contrastino il cambiamento climatico. Il diritto alla riparazione vuole contrastare lo smaltimento precoce di rifiuti elettronici: si va dagli elettrodomestici ai computer e non solo.

Ecco allora che il Consiglio e il Parlamento Europei hanno raggiunto un accordo provvisorio. L’obiettivo è non rendere più conveniente comprare un nuovo prodotto, ma aggiustare quello già presente in casa. Vediamo quali sono i dettagli.

Cos’è il diritto alla riparazione

Il diritto alla riparazione è un modo per far sì che non vengano buttati via gli apparecchi elettronici e gli elettrodomestici perché è troppo dispendioso chiamare un tecnico che li rimetta in funzione. Il primo passo in questa direzione è, per i produttori, l’obbligo di inserire nei propri siti online, le informazioni necessarie sui pezzi di ricambio e sui centri di assistenza disponibili. Non è raro, infatti, che proprio contattandoli si scopra di dover spendere cifre tutt’altro che convenienti.

La nuova direttiva, quindi, impone di effettuare le riparazioni entro tempi ragionevoli, 30 giorni, e a costi contenuti. Per fare in modo che questo avvenga non solo sulla carta, ma anche nella pratica verranno chiamati in causa anche i piccoli riparatori che, come gli altri, dovranno compilare un modulo standardizzato a livello comunitario che indichi prezzi e tempistiche.

Cosa prevedono le nuove norme europee

La riduzione degli sprechi, il risparmio per i consumatori e soprattutto la tutela ambientale sono gli obiettivi principali dell’Unione Europea. Nello specifico, ai produttori – oltre a tutto quello sinora detto – viene chiesto di rendere il diritto alla riparazione accessibile a tutti anche dopo la scadenza della garanzia. Il consumatore avrà anche la possibilità di avere elettrodomestici e altri dispositivi in sostituzione per tutto il periodo in cui i propri saranno in assistenza.

Al fine di agevolare questo processo verrà creata una piattaforma online suddivisa per nazioni.

  • Centri assistenza;
  • Venditori di beni ricondizionati;
  • Acquirenti che vogliono articoli difettosi.

Insieme ai café di riparazione, presenti in tutta Italia, saranno messe a disposizione del cittadino informazioni del genere per rendere più fruibile il servizio. Inoltre, ogni Stato membro dovrà introdurre almeno una misura per promuovere le riparazioni in questione. Si parla di voucher e fondi dedicati, campagne di informazione, corsi di riparazione o spazi ad hoc gestiti dalla comunità.

Diritto alla riparazione, esempi pratici

I Lab Repair Café sono luoghi di incontro e di scambio con finalità sociali. Sono gestiti da volontari, artigiani, informatici e appassionati che del diritto alla riparazione hanno fatto uno stile di vita già da diverso tempo. Non si aggiustano solo elettrodomestici come frigo, lavatrice e lavastoviglie, ma anche apparecchi elettronici in generale, biciclette e qualsiasi altro oggetto che abbia bisogno di manutenzione.

Il primo esempio in Italia è nato a Roma e ha un nome decisamente emblematico: Aggiustotutto. Non si limita solo alle riparazioni, ma favorisce anche il riciclo e il riuso. Ci sono altri luoghi simili anche a Bologna, con il progetto Rusko – Riparo Uso Scambio Comunitario, mentre a Milano è attivo il Lab Barona Repair Café. In questo spazio vengono raccolti in donazione anche mobili e oggetti per la casa che non sono più utili a qualcuno, ma che invece possono semplificare la vita a qualcun altro a costo zero. Al Sud, e precisamente a Palermo, c’è un gruppo di volontari che si muove in questa direzione con la Biblioteca delle Cose.

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