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CURIOSITÀ 11 FEBBRAIO 2026

Olimpiadi, a Milano-Cortina scoppia il caso doping nella sciolina

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

Giornalista e videomaker

Giornalista professionista dal 2012, ho collaborato con le principali testate nazionali. Scrivo e realizzo servizi TV di cronaca, politica, economia e spettacolo. Ho esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e televisive e lavoro anche nell’ambito del social network.

Due fondiste sudcoreane, Han Dasom e Lee Eui-jin, sono state squalificate dalle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 perché hanno usato una sostanza proibita dal protocollo a partire dalla stagione 2023/24. Si tratta di fluoro inserito dentro alle scioline degli sci che i tecnici avevano preparato per le gare di Lago di Tesero. La nuova frontiera della lotta al doping del Cio punta quindi a colpire anche gli attrezzi del mestiere degli atleti.

Cos’è la sciolina e quando si parla di doping

La sciolina è una sostanza che si applica sotto gli sci per modificare il modo in cui questi attrezzi scivolano sulla neve. L’obiettivo principale è ridurre l’attrito, cioè la resistenza che si crea, in modo da scivolare più facilmente e con meno fatica, quindi rendere la discesa più veloce.

Ci sono diversi tipi di sciolina, basti pensare che il team Italia ne ha oltre 500 varietà, ognuna delle quali contiene sostanze diverse. Esistono nove persone, chiamate skimen, addette alla selezione, al settaggio dei materiali e alla scelta dell’opzione migliore per rendere gli sci più performanti.

Per non essere esclusi da una competizione a causa di doping, si deve però fare attenzione a evitare le sostanze che sono state proibite dal regolamento, come il fluoro nel caso delle atlete sudcoreane.

A livello chimico, la sciolina è composta da un insieme di molecole molto simili a quelle presenti nelle cere, per la maggior parte idrocarburi con eventuali additivi.

A cosa serve la sciolina

La neve è un composto di cristalli di ghiaccio piccoli e taglienti, quando lo sci si muove e fa pressione sul manto bianco, genera calore che forma un microscopico strato d’acqua. Ciò può aiutare lo scivolamento se è molto sottile, ma può anche far “attaccare” lo sci alla neve se diventa troppo spessa.

La sciolina serve invece a gestire questo contatto, riducendo l’attrito, come se “spingesse” via l’acqua in eccesso, e rendendo la superficie su cui passare più “scivolosa”.

Oltre agli idrocarburi di natura cerosa, spesso nella sciolina vengono aggiunti anche composti chimici fluorurati. Queste sostanze rendono gli sci ancora più performanti ma degli studi recenti hanno mostrato che l’esposizione a questi composti può avere effetti negativi sulla salute e sull’ambiente.

Molte organizzazioni si sono quindi mobilitate per limitare o vietare del tutto l’utilizzo di scioline fluorurate e il Cio ha deciso di proibirne l’uso considerato come doping.

Come usare la sciolina

Esistono due diverse tipologie di sciolina: Sciolina per scorrimento (glide wax) e Sciolina da presa (grip wax).

La prima serve per far scivolare meglio gli sci. Viene applicata sotto l’attrezzo e serve a ridurre la resistenza (attrito) quando si scivola sulla neve. Dal punto di vista chimico, è composta principalmente da idrocarburi a lunga catena, è idrofobica e forma uno strato continuo e liscio sulla base dello sci, compensando l’irregolarità della superficie inferiore.

La seconda è usata per lo più per lo sci di fondo classico. In questo caso la sciolina è composta sempre da molecole di natura “cerosa”, ma con proprietà differenti, ossia meno scorrevoli. In questo caso, viene aumentato l’attrito e diminuito l’effetto lubrificante, proprio per permettere agli sci di fondo di funzionare bene in un contesto differente.

Olimpiadi, a Milano-Cortina scoppia il caso doping nella sciolina
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