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CURIOSITÀ 12 MAGGIO 2024

L’aurora boreale in Italia non è pericolosa: accadrà ancora e non è la prima volta

L’aurora boreale è uno spettacolo naturale che non tutti conoscono, perlomeno non dal vivo. Questo perché in Italia non è consuetudine poterlo ammirare. Eppure gli eventi che hanno interessato il Paese nel mese di maggio 2024 non sono un inedito: è già accaduto e accadrà ancora.

Si tratta di uno spettacolare fenomeno luminoso che si verifica principalmente nelle regioni polari della Terra. Si manifesta quando particelle cariche provenienti dal vento solare interagiscono con il campo magnetico terrestre e vengono canalizzate verso i poli. Quando queste particelle entrano nell’atmosfera interagiscono con gli atomi e le molecole presenti nell’aria, provocando l’emissione di luce. Le colorazioni tipiche dell’aurora boreale includono il verde, il blu, il viola e il rosso, a seconda dell’elemento atmosferico coinvolto nell’interazione. Analogamente, nell’emisfero sud, si verifica un fenomeno simile chiamato aurora australe.

Siamo così poco abituati a una aurora boreale così lontana dalle consuete latitudini che l’evento ha fatto sorgere degli interrogativi. Per molti l’anomalia è da considerarsi come qualcosa di pericoloso a livello ambientale. Ma è davvero così? Scopriamolo.

Perché abbiamo visto l’aurora boreale in Italia: cos’è successo

Un evento così anomalo e raro doveva avere una spiegazione scientifica e la risposta è arrivata. L’Amministrazione Nazionale Oceanica e Atmosferica degli Stati Uniti (Noaa) ha spiegato cosa è successo a seguito dell’emissione venerdì 10 maggio 2024 di un avviso di tempesta geomagnetica grave (G5). Un’eruzione solare ha raggiunto la Terra nel pomeriggio dello stesso giorno ed è stata questa tempesta solare insolitamente forte a produrre splendidi spettacoli di colore nei cieli dell’emisfero settentrionale. L’aurora boreale si è manifestata in Gran Bretagna, ma ha finito per raggiungere anche i cieli dell’Italia.

Gli esperti hanno poi segnalato che nel pomeriggio di sabato 11 maggio 2024 si sono verificati nuovi eventi solari rilevanti che hanno portato ad alcuni problemi per le reti elettriche e i segnali GPS.

Non è la prima volta che succede: la prima ai tempi dei romani

Sono in pochi i fortunati che hanno potuto fare un viaggio di svariate centinaia di chilometri in direzione dei poli per ammirare dal vivo lo spettacolo di una aurora boreale. Inoltre, se è vero che a quelle latitudini l’evento sia più frequente di quanto non accada -ad esempio- in Italia, è altresì vero che lo spostamento non è di per sé una garanzia per l’osservazione. Come abbiamo visto, infatti, servono delle specifiche condizioni, legate alle tempeste solari. In caso di espulsioni di massa coronale multiple si parla di tempesta solare cannibale, una condizione che non può che amplificare il fenomeno dell’aurora boreale.

Insomma, giusto per rimanere in tema, per una perfetta osservazione occorre la “tempesta perfetta”, un incastro di circostanze che rendano il tutto possibile. Eppure quanto visto nei cieli italiani nel mese di maggio 2024 non è un inedito assoluto.

A testimonianza di ciò possiamo tornare indietro di svariati secoli, durante l’epoca degli antichi Romani. A quel tempo l’aurora boreale era considerata un fenomeno straordinario e misterioso. Alcune menzioni nei testi antichi di autori come Plinio il Vecchio e Seneca fanno riferimento a fenomeni celesti insoliti che potrebbero essere interpretati come aurora boreale. È pertanto probabile che i Romani abbiano occasionalmente assistito a questo spettacolo naturale, anche se non avevano una comprensione scientifica dettagliata di ciò che lo causava.

Le altre aurore boreali famose in Italia: quando sono state osservate

Già nel XVII secolo Galileo Galilei ragionava delle macchie solari, che probabilmente erano state osservate dai cinesi sin dall’800 a.C. Tuttavia, è solo all’inizio del secolo scorso che si arrivò a capirne la natura. Sono zone dalle quali emergono oppure si inabissano degli enormi tubi di campi magnetici prodotti dal Sole. Può capitare che grandi quantità di elettroni e ioni prodotti dalla dissociazione degli atomi vengano espulsi e questo aumenta il numero di particelle cariche che il Sole invia nello spazio circostante. In condizioni normali il campo magnetico terrestre scherma le particelle cariche, che riescono ad avvicinarsi alla superficie del nostro pianeta solamente a latitudini molto alte, provocando le aurore boreali. In caso di espulsioni particolarmente importanti, allora lo spettacolo scende più a sud.

Nel 1859 si osservò una situazione del genere, che non si limitò a causare delle belle aurore. Finì per causare disagi e danni ai telegrafi e problemi ai loro operatori. In Italia l’astronomo del Collegio Romano padre Angelo Secchi scrisse sul Giornale di Roma del 29 agosto 1859: “È notissimo che questa luce è un fenomeno elettrico”.

Ancora più antica è la testimonianza che arriva da Casale Monferrato, in Piemonte, datata 6 marzo 1582: “Fiammeggiò una vampa di fuoco sopra Casale, e parve che tutto il cielo e la stessa città ne abbruciasse; il fiume pareva pure tutto di sangue e la vampa lasciò una striscia nell’aere, che durò sino alle otto della stessa notte”. È questa una delle tante testimonianze grazie alle quali è stato possibile ricostruire le caratteristiche dell’aurora polare che la notte tra il 6 e 7 marzo del 1582 illuminò i cieli a medie e basse latitudini in varie parti del mondo.

Tra gli eventi più recenti ricordiamo invece quello riportato nell’autunno del 2001 nel varesotto e nel ferrarese, e il 20 novembre 2003 sulle Alpi, quando un suggestivo rosso acceso ha colorato lo sfondo delle Dolomiti.

L’aurora boreale sarà visibile ancora dopo le tempeste magnetiche

Una aurora boreale non è prevedibile, perché dipende dall’attività del Sole e da particolari condizioni ambientali qui sulla terra. Quel che sappiamo è che sicuramente ricapiterà e anche chi non ha avuto la fortuna di ammirare l’aurora del mese di maggio 2024 (magari per avverse condizioni meteorologiche) prima o poi avrà un’altra occasione.

Quel che conta è comprendere che le aurore boreali non rappresentano una minaccia. Intatti non ci sono motivi di preoccuparsi, magari considerando questi fenomeni come precursori di eventi violenti da parte della nostra stella.

Una tempesta magnetica particolarmente intesa può estendere la zona in cui è visibile l’aurora, permettendo a persone che vivono a latitudini più basse di assistere a questo spettacolo naturale. In questi casi l’aurora boreale può assumere colori più intensi e forme più complesse a causa dell’aumento dell’energia delle particelle cariche che entrano in contatto con l’atmosfera terrestre. Questo può rendere l’esperienza ancora più spettacolare per gli osservatori oltre che duratura. Capita infatti che per molte notti consecutive si possa godere dello spettacolo a seguito della tempesta solare.

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