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CURIOSITÀ 13 MAGGIO 2024

Terremoti misteriosi in Europa: un mare di lava minaccia il Continente

Tra la Germania e la Repubblica Ceca c’è una regione, il Vogtland, nota per gli sciami sismici regolari e di bassa intensità. Recentemente però, un team del Centro di ricerca tedesco per le geoscienze GFZ guidato da Torsten Dahm ha registrato dei movimenti nel sottosuolo diversi dagli altri tipici della zona. Gli scienziati stanno infatti conducendo un progetto di monitoraggio di questa regione e hanno da poco terminato di implementare una nuova rete di sismometri installati nei pozzi trivellati.

Perché i terremoti in Europa sono “misteriosi”

Per capire cosa sta succedendo bisogna sapere che, solitamente, nel Vogtland gli sciami sismici tendono a durare diverse settimane e provocano tremori per lo più lievi. I più grandi terremoti conosciuti nell’area sono stati intorno alla magnitudo 4.5. A fine marzo 2024, invece, si è registrato un terremoto con il centro spostato di 9 miglia (15 chilometri) a nord, rispetto a quelli precedenti. Il sisma, invece di verificarsi su una linea di faglia verticale sotterranea, sembra che sia avvenuto su una struttura sotterranea quasi orizzontale. Il Vogtland è lontano dai bordi delle placche tettoniche e non è ancora chiaro perché ci siano così tanti terremoti nella zona. Un’ipotesi è che del magma si muova in profondità sotto la superficie.

L’ipotesi del mare di magma sotto la superficie

Secondo il geofisico Tortsten Dahm, gli sciami sismici nel Vogtland sono probabilmente il risultato della fuoriuscita di anidride carbonica da fluidi magmatici a circa 30 miglia (50 km) di profondità. Il dubbio è però che non ci sono vulcani attivi nella zona e ci sono pochissime prove di un’antica attività vulcanica. Una delle principali domande che il gruppo di ricerca si pone è quindi se il magma fuso esca effettivamente dal mantello e si infiltri nella crosta sotto questa regione, o se i terremoti siano causati da fluidi e gas prodotti dal magma. Secondo gli scienziati le forze di compressione nella crosta impedirebbero a questi magmi di eruttare, ma potrebbero accumularsi nella crosta nel tempo. Se così fosse, potrebbero dare origine a nuovi vulcani nel corso di decine di migliaia o centinaia di migliaia di anni. In altre parole, un giorno potrebbero sorgere nel Vogtland nuovi crateri attivi prodotti dall’accumulo del mare di magma sotto alla superficie.

Quali sono i rischi per l’Italia: le zone più colpite dai terremoti

Riguardo agli sciami sismici nel Vogtland, l’Italia non dovrebbe correre pericoli, solo nel caso di un mega terremoto le scosse potrebbero essere avvertite nelle regioni settentrionali del nostro Paese. Resta il fatto che lo Stivale è un altro territorio ad alto rischio sismico, sebbene per fattori diversi rispetto all’area tra Germania e Repubblica Ceca. Il Bel Paese si trova infatti al margine di convergenza tra due grandi placche tettoniche, quella africana e quella euroasiatica. Il movimento relativo tra queste due placche causa l’accumulo di energia e deformazione che occasionalmente vengono rilasciati sotto forma di terremoti di varia entità. Le zone più a rischio sismico sono la Sicilia, le Alpi orientali e gli Appennini, dall’Emilia Romagna alla Calabria e alla Puglia. Altra area colpita da terremoti sono i Campi Flegrei, in questo caso a causa del fenomeno del bradisismo.

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